Soffitti in legno e impianti antincendio insufficienti: emergono nuovi dettagli sul rogo del data center di OVHcloud

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Soffitti in legno e impianti antincendio insufficienti: emergono nuovi dettagli sul rogo del data center di OVHcloud

Sono emersi nuovi dettagli riguardanti l’incendio che ha coinvolto il data center di Strasburgo di proprietà di OVHcloud. Secondo quello che apparirebbe essere un rapporto ufficiale dei pompieri del Bas-Rhin, regione in cui si trova Strasburgo, la situazione all’interno del data center era lungi dall’ideale e apre diversi dubbi sulla costruzione della struttura e sull’uso di modalità adeguate di prevenzione e controllo degli incendi.

Nuovi dettagli sul rogo del data center di OVHcloud

Stando al rapporto pubblicato da Journal du Net, la situazione nel data center di OVHcloud era lungi dall’ideale per quanto riguarda le misure antincendio. I pompieri avrebbero infatti trovato “archi elettrici di più di un metro attorno alle porte esteriori del locale ‘energia’ [in cui erano presenti i trasformatori, NdR]” da dove sembra essersi originato l’incendio, con “lampi di luce e rumori assordanti”. I pompieri puntano il dito sul modo in cui il locale è stato costruito, con un soffitto in legno in grado di resistere al fuoco solamente per un’ora e condotti di servizio non isolati.

Il sistema di raffreddamento sembra aver giocato un altro ruolo fondamentale, dato che venivano sfruttati due cortili interni per ottenere una corrente d’aria costante e non arrestabile; per quanto ciò abbia vantaggi indubbi in termini di risparmio energetico, proprio questa caratteristica intrinseca avrebbe portato i due cortili a fungere da camini che avrebbero rafforzato ulteriormente l’incendio. La temperatura nel locale con i trasformatori, misurata con una videocamera termica, avrebbe raggiunto i 400 °C.

A questi problemi si aggiunge la difficoltà da parte dei tecnici di togliere l’alimentazione all’edificio. L’incendio è scoppiato verso le ore 00:40 del 10 marzo 2021 e i tecnici dell’azienda elettrica sono arrivati verso le ore 01:20, ma non sono riusciti a staccare del tutto l’alimentazione fino alle ore 03:28, fatto che ha portato l’incendio a continuare e alcuni servizi a rimanere disponibili per diverse ore dopo lo scoppio.

Secondo il rapporto non sarebbe esistito alcun interruttore d’emergenza per interrompere l’alimentazione in caso di problemi, per una “scelta di strategia economica dell’azienda” e perché la struttura sarebbe stata “concepita […] come data center fatto per garantire la continuità dell’alimentazione elettrica in tutte le circostanze”. L’impianto antincendio sarebbe stato sottodimensionato rispetto alle effettive esigenze della struttura. Non sarebbero state presenti misure per la prevenzione della diffusione di fumi tossici nonostante la presenza di batterie al piombo.

Diverse aziende hanno ora fatto causa a OVHcloud per i danni provocati loro dall’incendio, con una class action in Francia e una causa collettiva in Italia promossa da 42 aziende.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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