Continua il ”mistero” della parte di razzo che colpirà la Luna a marzo, potrebbe essere di Chang’e-5 T1

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Continua il ”mistero” della parte di razzo che colpirà la Luna a marzo, potrebbe essere di Chang’e-5 T1

Sul finire del mese di gennaio era emersa la possibilità che una parte di un razzo Falcon 9 di SpaceX potesse colpire (non intenzionalmente) la Luna. Successivamente, grazie a una nuova analisi dei dati, l’attenzione si è invece spostata su una missione cinese chiamata Chang’e-5 T1 (dove “T” significa test) che è servita per provare i sistemi che hanno poi dato origine alla missione Chang’e-5 che è riuscita a riportare dal nostro satellite 1,7 kg di regolite.

luna razzo marzo 2022

Sembrava quindi tutto risolto ma, circa una settimana fa, è arrivata una dichiarazione da parte del ministro degli esteri cinese. Il politico dichiarava come l’identificazione della parte del razzo fosse errata in quanto questo sarebbe rientrato nell’atmosfera circa un anno dopo il lancio, con tanto di conferma da parte del 18° squadrone per il controllo spaziale statunitense. Questo ha riaperto la “caccia al razzo che si schianterà sulla Luna”.

Il razzo della missione cinese Chang’e-5 T1 potrebbe colpire la Luna

Grazie agli studenti dell’Università dell’Arizona sappiamo che la vernice impiegata per dipingere il razzo oggetto delle analisi è simile a quella impiegata dai vettori cinesi. Inoltre è stato ulteriormente escluso il secondo stadio del razzo Falcon 9 della missione DSCOVR che si troverebbe in orbita intorno al Sole. Sappiamo quindi con buona certezza che il razzo sarà di origine cinese.

Ulteriori analisi hanno riportato in scena ancora la missione cinese Chang’e-5 T1. In particolare si farebbe riferimento a un errore, probabilmente in buona fede, di Wang Wenbin che avrebbe confuso Chang’e-5 T1 con Chang’e-5 (quest’ultima è riportata nella trascrizione ufficiale sul sito, anche se la domanda si riferiva alla missione del 2014).

chang'e-5 t1

Per quanto riguarda il 18° squadrone per il controllo spaziale, Bill Gray (che ha sollevato inizialmente il problema) avrebbe la risposta. La motivazione della conferma statunitense sarebbe legata non a dati effettivamente rilevati ma a proiezioni basate sui dati al momento del lancio. Gray ha sottolineato come non è presente una traiettoria aggiornata negli storici e che la traiettoria del booster sarebbe andata oltre il controllo radar (e quindi il monitoraggio sarebbe dovuto passare ai telescopi).

Proprio i telescopi impiegati per la rilevazione degli asteroidi vicini alla Terra lo avrebbero rilevato sia nel 2015 che negli anni successivi. Ancora adesso non c’è una conferma definitiva del fatto che la parte di razzo che colpirà la Luna a marzo (precisamente il 4 marzo 2022 alle 13:25:58 ora italiana sul lato nascosto del satellite) sia effettivamente quello della missione Chang’e-5 T1. E probabilmente non la si avrà per molto tempo.

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