OneWeb cancella i lanci da Bajkonur, la Russia blocca l’esportazione dei motori dei razzi

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OneWeb cancella i lanci da Bajkonur, la Russia blocca l’esportazione dei motori dei razzi

Con il protrarsi della guerra in Ucraina anche la situazione legata ai lanci spaziali cambia molto velocemente. Negli scorsi giorni abbiamo raccontato di quali mosse erano state messe in atto da parte delle agenzie spaziali con Roscosmos che ha risposto severamente alle sanzioni imposte a livello globale alla Russia. Ora nello spazioporto della Guyana francese rimangono solamente pochi tecnici che presto rientreranno in patria.

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Altro scenario è quello legato ai lanci dal Cosmodromo di Bajkonur (che si trova in Kazakistan ma è sotto controllo russo). La missione ExoMars 2022, condivisa tra ESA e Roscosmos, che sarebbe dovuta essere lanciata a settembre ora è a rischio di rinvio. Ci sono poi state conseguenze anche per il lancio dei satelliti per la connettività Internet di OneWeb (che sono concorrenti di SpaceX Starlink).

OneWeb blocca il lancio dei satelliti da Bajkonur

La vicenda ha inizio con le sanzioni di Unione Europea, Stati Uniti e Regno Unito che hanno messo alle strette da Russia. Anche il suo programma spaziale, seguito da Roscosmos, ha avuto delle ripercussioni. Mentre il razzo Soyuz 2.1b veniva trasportato verso il pad di lancio e posizionato per la partenza, Dmitry Rogozin (direttore generale di Roscosmos) imponeva un aut aut a OneWeb: i satelliti per le comunicazioni non sarebbero dovuti essere impiegati per le operazioni militari ma solamente civili. Senza una conferma, il lancio sarebbe stato cancellato. L’ultimatum sarebbe dovuto scadere il 4 marzo alle ore 21:30 (orario di Mosca).

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Prima della sua scadenza, la società ha comunicato ufficialmente che “il consiglio di amministrazione di OneWeb ha votato per sospendere tutti i lanci da Bajkonur”. Ricordiamo che la società vede una compartecipazione da parte del governo del Regno Unito e di una società di telecomunicazioni indiana (oltre ad altre partecipazioni minori). Lo scenario per il lancio dei nuovi satelliti si complica.

Eliminando la possibilità di lanciare su Soyuz OneWeb potrebbe ripiegare su altre società. ULA (che però dovrà impiegare i nuovi Vulcan, ancora non pronti), ArianeSpace (ma dovrà aspettare il nuovo Ariane 6), affidarsi all’ISRO (che non ha ancora una produzione elevata di vettori), CNSA (che ha molti voli già prenotati) o SpaceX (che però lancerebbe satelliti che concorrerebbero con Starlink). In generale è quindi probabile che il prossimo lancio di satelliti OneWeb slitterà al prossimo anno.

ISS e altre novità da parte di Roscosmos

Come abbiamo scritto in precedenza, sulla Stazione Spaziale Internazionale c’è al momento una situazione di relativa calma (anche se sotto stretto monitoraggio). Poco fa Roscosmos ha annunciato che gli esperimenti scientifici congiunti tra Russia e Germania nel segmento russo saranno svolti solamente dalla prima.

Uno dei problemi principali è poi legato al mantenimento in orbita della Stazione Spaziale Internazionale, che non ha molte opzioni disponibili. Poche navicelle sono adatte allo scopo: le Progress russe possono attuare correzioni d’orbita, come accaduto recentemente. Ci sono poi le navicelle cargo Cygnus e la futura Starliner di Boeing (che deve però essere ancora certificata per il volo umano). Né Crew Dragon né Cargo Dragon hanno questa possibilità attualmente.

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Altra risposta di Roscosmos arrivata questa volta in risposta alle sanzioni degli USA è il blocco della fornitura di motori RD-180 e RD-181 a qualsiasi società statunitense. ULA ha già dichiarato che i motori per le restanti missioni del vettore Atlas V sono già in loro possesso su territorio statunitense (mancherà però il supporto -non essenziale- degli specialisti russi).

Preoccupante è poi la decisione della Russia di puntare lo sviluppo spaziale in un’ottica di difensiva piuttosto che di ricerca scientifica. Un esempio di quello che potrebbe accadere è stato dato dal test antisatellite (ASAT) avvenuto alla fine del 2021. Sempre su questo tema potrebbe interrompersi anche la collaborazione per la ISS entro il 2024. Per chi segue gli avvenimenti legati al programma russo è già a conoscenza dei “tentennamenti” della Russia nel protrarre la durata della ISS oltre il 2024 ben prima della guerra in Ucraina. Le nuove decisioni potrebbero portare a un’accelerazione dello sviluppo della nuova stazione spaziale russa (ROSS) anche sfruttando i nuovi lanciatori pesanti Angara-A5M.

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