Recensione Gran Turismo 7: ritorno alle origini, basterà?

Another ICT Guy

Recensione Gran Turismo 7: ritorno alle origini, basterà?

Finalmente, ci siamo. Gran Turismo 7 è arrivato, insieme alla capacità di sfruttare (in parte) l’hardware della PS5. E se viviamo tempi difficili, difficilissimi, tra guerre e pandemie, qualche risvolto negativo lo subiscono anche gli sviluppatori di videogiochi, anche se su un piano ovviamente completamente diverso. Sviluppare oggi titoli impegnativi è diventato più difficile, perché gli sviluppatori non possono lavorare insieme, l’uno accanto all’altro fisicamente, e questo ha comportato molti ritardi, mentre la crisi delle materie prime ha impedito che le console di nuova generazione arrivassero nelle case di tutti.

Argomenti noti ma, nonostante tutto, Gran Turismo 7 è arrivato. Kazunori Yamauchi lo aveva anticipato, è un ritorno alle origini. Tutto, dai menu ai suoni, dall’offerta in termini di parco auto che si possono provare fino allo stile compassato del modello di guida, richiama i fasti delle origini della serie. Una serie che ha cambiato il modo di intendere i giochi di auto e che ripropone ancora la medesima struttura, che porta il giocatore a sbloccare un’auto dopo l’altra collezionando quanto più denaro possibile sulla base delle sue prestazioni in pista.

Gran Turismo 7 si focalizza grandemente sugli aspetti single player, costituendo un’inversione di rotta netta rispetto al precedente capitolo, GT Sport, dedicato al multiplayer e al mondo degli eSport. Ma da GT Sport eredita un motore fisico all’avanguardia, tra i migliori nel campo dei simulatori di guida. Mi piace tantissimo come le auto stanno sulla pista: il rapporto tra pneumatici e asfalto è realistico e credibile, e questo si traduce in una goduria per gli occhi quando si osservano i replay ma anche per le mani quando si è al volante.

La campagna di GT 7 assomiglia tantissimo a quelle dei suoi più recenti predecessori. Le gare, che sono un pretesto per misurare ogni tipo di veicolo su un misto tra circuiti reali (molto più ispirati secondo me) e circuiti frutto di immaginazione (che offrono molto meno mordente), evidenziano le caratteristiche dei veicoli in modo differente. Scopo del giocatore è quello di dotarsi dell’auto giusta per poter competere con gli avversari di turno e, come in un jRPG, devi ottimizzare la tua progressione con le prestazioni per non ritrovarti nelle condizioni in cui il tuo veicolo (o il tuo personaggio) non sia sufficientemente valido per scalare la sfida del momento.

Un modello di guida che punta tutto sul trasmettere la corretta sensazione di velocità. GT 7 è grandioso a suggerire come una Renault Clio, seppure in assetto RS, sia come formichina al cospetto di un circuito di grandi dimensioni, come può essere Suzuka o Spa-Francorchamps, mentre una vettura sportiva con tanti cavalli letteralmente si “mangia” un circuito del genere. È proprio su differenze come queste che la campagna si basa.

E poi c’è il motore fisico. Come ci hanno abituato i precedenti capitoli, anche GT 7 gestisce molto bene il trasferimento di peso tra le varie parti corpo della vettura, le condizioni di aderenza degli pneumatici sull’asfalto e, a livello di feedback, trasmette al giocatore qualsiasi tipo di asperità ci sia a terra o nei momenti in cui il veicolo percorre i cordoli. I giocatori hanno a disposizione molti aiuti alla guida, che rendono Gran Turismo 7 alla portata di chiunque ma, disabilitando tutto, la sfida è reale, e soprattutto in multiplayer ci sono ampi margini per l’immedesimazione e per mettere alla prova le proprie skill con un buon volante.

Gran Turismo 7 simula le variazioni di altezza del veicolo anteriore e posteriore su un’auto, l’effetto della direzione del vento e gli effetti della scia, per un comparto fisico che, da questi punti di vista, può definirsi completo. Inoltre, buona parte dei fenomeni fisici è esperibile in maniera avanzata grazie al feedback aptico del nuovo controller DualSense. Utilizzando i trigger adattivi per freno e acceleratore, inoltre, si può avere consapevolezza della resistenza al freno variabile sulla base del tipo di veicolo e si può modulare con cognizione di causa l’accelerazione. Un veicolo sportivo moderno avrà, ad esempio, un’escursione della frenata più ridotta rispetto a una vecchia auto degli anni ’60. Curioso, comunque, come il controllo con trigger adattivi non sia impostato di default, in favore del controllo tramite le frecce direzionali.

Naturalmente bisogna possedere un volante per poter godere dell’esperienza completa di Gran Turismo 7. Nel menu delle impostazioni possiamo verificare l’elenco di tutti i volanti supportati: basta connettere a PS5 un volante compatibile perché questo venga istantaneamente riconosciuto dal gioco e calibrato adeguatamente.

Molto interessante anche la parte di simulazione delle condizioni climatiche. Sulla base di una grande quantità di dati meteorologici, all’interno di Gran Turismo 7 vengono impostate temperature, umidità e
pressioni dell’aria specifiche per ciascuna regione. I cieli stellati visti in luoghi specifici vengono inoltre ricreati utilizzando una simulazione che include non solo stelle ma anche pianeti, mentre il colore delle stelle cambia a seconda che l’atmosfera sia limpida o nebbiosa.

Nelle competizioni personalizzare è poi possibile impostare liberamente il tempo e le variazioni di orario, mentre in certe gare il giocatore si renderà conto nel corso della competizione dei cambiamenti climatici e/o di orario. La “Le Mans 24Min” nelle missioni è una vetrina di questi cambiamenti di tempo e meteo, dove si può sperimentare il cambio di orario di 24 ore e la pista che si asciuga gradualmente nel tempo.

Il motore di Gran Turismo 7 è in grado di riprodurre gare in cui è necessario guidare in condizioni di oscurità, o di buio pressoché totale, mentre in altre circostanze ci spingerà ad adeguarci ai cambiamenti di aderenza che si verificano man mano che la pioggia diventa sempre più pesante e l’acqua si accumula sul manto stradale.

Le simulazioni del tempo e dei cambiamenti meteorologici influiscono non solo sullo scenario e sui cambiamenti di luce, ma soprattutto sulle temperature. Questo comporta ripercussioni sull’aderenza degli pneumatici, sulla potenza del motore e sulla forza dell’effetto slipstream. Quando piove, infatti, la superficie si bagna e le pozzanghere si formano su porzioni di pista. Quando la pioggia smette, e le auto sfrecciano, la superficie inizia ad asciugarsi, ed inizieranno ad emergere delle aree che tendono ad asciugarsi per prime e altre in cui l’asfalto rimarrà più bagnato.

Da questo punto di vista, uno strumento molto importante è il radar delle nuvole di pioggia. I giocatori possono guardare questo display per anticipare i cambiamenti meteo in arrivo mentre, ad esempio, su un circuito enorme come il Nürburgring, può piovere su una parte della pista mentre c’è il sole in un’altra sezione.

Fra vetture con motore anteriore e trazione anteriore e vetture con motore anteriore e trazione posteriore (e tutte le vie di mezzo), bisogna sapersi adattare a tutti i modelli di guida presenti nel catalogo auto del gioco. Con controllo di trazione disabilitato si percepisce come si passi da auto perfettamente prevedibili ai comportamenti più indomabili (penso alle difficilissime muscle car americane anni ’60 in particolare), dove serve parzializzare l’accelerazione e avere l’accortezza di non frenare quando le ruote non sono perfettamente dritte o di non accelerare bruscamente o, ancora, di calcolare gli effetti di una brusca accelerazione o sterzata in funzione di come il peso è concentrato in quel dato momento.

È un sistema di guida che appaga anche l’appassionato di simulazione più esigente, pur essendo lontano da modelli rigorosi come quelli di Assetto Corsa o iRacing (manca la simulazione del freno motore), ma che incontra una forte limitazione sul piano della gestione delle collisioni. Mentre, come abbiamo detto, la fisica è sempre efficace in tutte le circostanze, quando un’auto impatta un’altra auto o una protezione a bordo pista come un guard rail il risultato che ne consegue non è per niente efficace, sia sul piano fisico che su quello sonoro. Sembra quasi che volontariamente Polyphony Digital abbia voluto dare il minimo risalto possibile a questa componente.

Intendiamoci, non cambia niente rispetto agli ultimi Gran Turismo, dove le collisioni sono sempre state molto sacrificate. È meno facile capire come mai non si migliori questo aspetto, anche perché, anche visivamente, le auto non si danneggiano o deformano, se non in minima parte (qualche graffio sulla carrozzeria, anche a fronte di impatti a centinaia di km/h). Non solo le collisioni non sono belle da vedere ma, non sortendo praticamente effetti, riducono la dimensione punitiva del simulatore. In certi casi, ovvero, conviene quasi di più lasciar andare l’auto verso il guard rail che prodursi in una brusca frenata che potrebbe farci perdere il controllo del mezzo. E, in fase di sorpasso, conviene quasi sempre appoggiare l’auto sulla precedente, in modo da ottenere un aiuto nella frenata e ripartire velocemente in accelerazione. In casi come questi non danneggeremo la nostra vettura, la manovra ci aiuterà a non perderne il controllo e, quasi sempre, trasferiremo lo svantaggio sugli altri, avendone solo benefici.

È ovvio che tutto questo impatta soprattutto il single player mentre in multiplayer, l’esigenza di dover assumere sempre un comportamento corretto, ci impedirà di sfruttare la debolezza delle collisioni. A proposito di multiplayer, GT 7 include la modalità Sport, dove è possibile affrontare sfide settimanali e campionati: un po’ una sorta di GT Sport integrato in GT 7, che farà la felicità degli appassionati del gioco competitivo. Questa modalità è ovviamente importante perché rappresenta il modo migliore per godere fino in profondità del modello di guida di GT 7.

In questa iterazione della serie, Polyphony ha creato un equilibrio tra un tipo sandbox di Gran Turismo in cui si può giocare liberamente e un sistema basato su missioni che i giocatori principianti possono affrontare senza perdersi e confondersi nell’enorme elenco di funzionalità. Di fatto, ci sono moltissimi modi per giocare, tra cui missioni, licenze, esperienze sul circuito e altri minigiochi su singole piste. Oltre a UGC (User generated contents) che include Scapes, la già citata modalità Sport e l’editor di livrea, le modalità multiplayer online includono anche le lobby e i luoghi di incontro.

I luoghi di ritrovo sono punti d’incontro su pista online fissati in modo permanente su ogni circuito. I giocatori possono unirsi a queste posizioni casualmente e divertirsi a guidare e chattare con altri utenti online. Sono stanze prive di regolamento, con solo corse libere in pista. Polyphony ha ovviamente dovuto inserire queste funzionalità per contrastare l’impostazione da MMO a tutto tondo del rivale Forza Horizon 5, un gioco che ha saputo rapidamente conquistarsi il favore dei giocatori per completezza di contenuti e per modo di sottoporli ai giocatori stessi. Per quanto sia difficile paragonali, perché FH5 è molto più tendente all’arcade (soprattutto in termini di velocità delle auto), GT 7 ha un approccio molto più tradizionalista ed è molto più votato al single player, con le funzionalità online che sono sì gradevoli ma che rimangono dei punti isolati all’interno di una struttura pensata soprattutto per essere godibile offline.

Detto questo, bisogna aggiungere come non manchi la modalità schermo condiviso, che consente a due giocatori di sfidarsi sulla stessa PlayStation. Per quanto riguarda la lobby classica, invece, si possono creare competizioni con sole prove libere o con prove libere e gara o, ancora, pratica, qualifica e gara. Si possono impostare anche limiti sui PP, la categoria di auto ammessa, le elaborazioni, la messa a punto, la classificazione minima dei piloti e la classifica minima di sportività, escludendo ad esempio i piloti meno rispettosi delle regola di buona condotta in gara.

Come dicevamo, Gran Turismo 7 rappresenta un’esperienza classica per Gran Turismo. Lo si capisce dai menu e dai suoni, così come dal modo di apparire del testo dei dialoghi con gli NPC con cui ci interfacceremo. Tornano aspetti dei più vecchi Gran Turismo, come l’esigenza di dover lavare la macchina o di conseguire delle patenti per poter accedere a certi tipi di corse. Anche il negozio di tuning ritorna, con la possibilità di installare una moltitudine di parti per aumentare le prestazioni.

Anzi, questo aspetto è fondamentale. Potenziare le auto consente di aumentare il loro valore in PP (Punti Prestazione) e renderle adeguate alle corse più competitive. Comporta ripercussioni anche sul modello di guida e sulla componente sonora. In Gran Turismo 7 ogni auto emette un proprio suono specifico, esperibile in posizionalità, e dinamico con cambiamenti, appunto, che possono presentarsi quando si installa una nuova marmitta o si agisce sulla potenza del motore.

Nel garage si può mettere a punto l’auto nei minimi dettagli. Si possono ovvero regolare sospensioni, l’altezza dal suolo, la barra antirollio, gli ammortizzatori, la campanatura degli pneumatici, l’angolo di convergenza, il differenziale, l’aerodinamica, l’ECU, la potenza del motore, la zavorra, il rapporto delle marce. Inoltre, per ogni veicolo si possono leggere specifiche tecniche esaurienti come potenza, coppia, cilindrata, peso, bilanciamento del peso tra fronte e retro, ma anche prestazione dell’accelerazione, stabilità e G rotazionali.

Mentre la messa a punto implica la modifica delle prestazioni, la personalizzazione dell’auto in GT Auto consente di cambiare l’aspetto delle auto. Polyphony Digital si aspetta che questa funzionalità sia molto utilizzata dai giocatori, perché ha pensato di introdurre gli strumenti per consentire loro di esprimere la propria creatività e mostrarla negli spazi online messi a disposizione. Esistono diverse dozzine di tipi di parti per auto, per un totale di diverse migliaia di componenti di personalizzazione. Si può persino installare una roll-bar e apportare modifiche alla carrozzeria trasformandola da stretta a larga. Anche l’editor di livrea per decorare e dipingere le auto si è evoluto. Ora si possono applicare, in un numero nettamente superiore, adesivi che in passato non era possibile collocare.

Le auto personalizzate, le livree, le foto, i replay e le decalcomanie create nel gioco possono essere condivise con altri. . Si possono pubblicare commenti o applicare “Mi piace” al contenuto e, seguendo un creator che piace, il contenuto rilasciato da quell’utente apparirà nel feed delle notizie della propria pagina.

Ci sono, poi, delle sezioni che permettono di confrontarsi con il gioco in maniera più immediala. Il Music Rally, ad esempio, è una modalità di gioco casual in cui l’obiettivo non è una guida seria, ma il godersi la musica. Consente ai principianti di apprezzare semplicemente la guida delle auto su una pista. Come sistema, non è così diverso dal classico tipo di corsa con estensione del tempo che è esistito in passato, ma la differenza sta nel fatto che i “secondi” vengono sostituiti con i “battiti”. Anche nelle modalità tradizionali, GT 7 non lesina, come vuole la tradizione della serie, concedere tracce musicali di diverso tipo.

Punta a essere un’esperienza rilassante sulla tradizione dell’automobilismo e la storia della guida sportiva, e non solo. Gran Turismo 7 è come un’enorme enciclopedia dell’auto, dove le corse sono costellate da storie e aneddoti sui veicoli protagonisti, che ovviamente poi si possono provare in prima persona in pista. È per questo che la maggior parte delle musiche sono a tema: spesso si tratta di musiche classiche e orchestrali, inserite per poter fare da giusto accompagnamento mentre il giocatore dedica tempo alla conoscenza della storia dell’auto.

Tornando a Music Rally, il Music Replay genera automaticamente i movimenti della telecamera e crea un filmato di riproduzione in base alla musica. Non si limita a passare da una telecamera all’altra in base al ritmo, ma genera automaticamente riprese che prendono in considerazione la distanza dalle auto, la continuità dei tagli, l’inquadratura della telecamera e il tempo della musica.

Un’altra modalità a corredo dell’esperienza principale è quella definita Scapes. Qui si può viaggiare con le proprie auto preferite in vari luoghi del presente e del passato, e posizionare le auto in punti suggestivi e scattare foto in HDR. Combinando informazioni sulla luce con effetti fotografici che consentono un elevato grado di libertà, la modalità consente espressioni fotografiche di alto livello che sono per lo più impossibili nella fotografia reale. La modalità Race Photo, invece, consente di fotografare le gare che sono state affrontate anche dopo la competizione.

Ma, ovviamente, non possiamo non parlare di grafica. Gran Turismo 7 è in vero e proprio gioco next-gen da questo punto di vista, con sequenze di corsa altamente spettacolari e immagini dettagliate. Le vetture, nello specifico, sono rifinite nei minimi particolari, e questo riguarda sia gli esterni, come i fari, gli spoiler, le incisioni sugli pneumatici, solo per fare tre rapidi esempi, che gli interni. Anche le piste e gli sfondi sono credibili, mentre la pioggia e gli altri effetti meteo rendono il tutto più completo.

Alcuni replay risultano, così, altamente suggestivi, con riflessi molto precisi e spettacolari sulle scocche delle vetture, le quali sono in grado di riflettere anche le altre auto vicine, oltre che gli elementi del paesaggio. Gli orizzonti visivi sono molto profondi, il che permette di scorgere dettagli anche molto lontani dal punto di osservazione, e non manca l’attenzione ai dettagli, come nel caso dei marbles che si depositano a bordo pista.

In tutto questo è molto importante il Ray Tracing che, su PS5, migliora l’illuminazione globale. Questo è molto importante soprattutto in abbinamento all’HDR: con un monitor con questo tipo di supporto il Ray Tracing contribuisce a esaltare i colori e la precisione cromatica.

Da qualche Gran Turismo a questa parte, infatti, Polyphony Digital punta molto sulla precisione cromatica. Un appassionato della tradizione automobilistica vorrebbe vedere l’autentico colore rosso di una particolare Ferrari o il verde di quella specifica Lotus del passato. Con tecnologia adeguata, i tecnici della software house giapponese hanno prelevato i colori esattamente per come erano sui veicoli originali e grazie alle moderne tecnologie di visualizzazione, tra cui l’HDR e il Ray Tracing, è possibile trasmettere questi colori nella loro fedeltà originale.

Il Ray Tracing mira a rappresentare in modo più accurato l’illuminazione e i riflessi. È una tecnologia che si adatta molto all’espressione visiva delle auto perché la superficie lucida di un veicolo riflette ciò che lo circonda. In Gran Turismo 7 troviamo due modalità di visualizzazione per quanto riguarda PS5: “Dai priorità al Ray Tracing” e “Dai priorità ai fotogrammi”. In entrambi i casi il gioco gira a 4K, ma con Ray Tracing attivo ci si ferma a 30 frame per secondo, che diventano 60 con la modalità “Dai priorità ai fotogrammi” attiva.

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

Per certi aspetti, questo Ray Tracing è migliore anche rispetto all’implementazione che su PC abbiamo attraverso la piattaforma GeForce RTX. In particolare, colpisce l’illuminazione globale ray traced: quando la abilitiamo, infatti, tutta l’immagine gode di luci più realistiche e di un maggior numero di aree illuminate. La vettura è molto più credibile in quasi tutte le parti e acquisisce anche maggior dettaglio visivo: si noti, ad esempio, come si possa scorgere la scritta “Shelby” sull’appendice frontale che, senza Ray Tracing, è quasi completamente invisibile. Inoltre, come detto, è un Ray Tracing che esalta i colori e le immagini in HDR, anche se quest’ultimo aspetto non è trasmissibile tramite uno screenshot, ma va ammirato su un monitor o un televisore con supporto HDR.

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

Si noti come la qualità dei riflessi sia non solo migliore in Ray Tracing ma come un numero maggiore di oggetti produca un riflesso. Lo si nota sia sulla scocca della Mini Cooper che su quella della Porsche in alto. Ma è tutta l’immagine a cambiare, acquisendo maggiore profondità e naturalezza, oltre che un numero maggiore di dettagli. Con Ray Tracing abilitato, il pavimento del piano sopraelevato mostra delle luci che altrimenti non si vedono. Ed è eccezionale il riflesso prodotto dal carrello sulla destra, contribuendo a conferire all’immagine un realismo che altrimenti è impossibile.

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

Questo confronto ci fa capire che tipo di lavoro faccia il Ray Tracing sui cerchioni. L’immagine è molto più profonda, mentre senza Ray Tracing appare piatta e priva di consistenza.

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

Il Ray Tracing apporta migliorie anche agli interni delle auto.

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

In particolare, qui possiamo verificare come i riflessi ray traced siano più definiti e in risoluzione maggiore.

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

In certe situazioni di gara, e con certe condizioni meteo, il Ray Tracing rende l’illuminazione globale decisamente più credibile.

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

Si noti la differenza nella resa delle superfici altamente riflettenti.

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

A sinistra Ray Tracing disabilitato, a destra abilitato

Ancora una volta possiamo osservare come i riflessi ray traced siano più completi: in particolare, si noti come solo con Ray Tracing sulla fiancata della Fiat 595 Abarth si possa scorgere il riflesso della pavimentazione a destra.

Insomma, Gran Turismo 7 offre un comparto grafico per certi versi senza precedenti. Il Ray Tracing fa la sua parte, anche se ovviamente non tutte queste migliorie saranno evidenti a occhio nudo con immagini in movimento durante le corse. Molti giocatori, quindi, preferiranno privilegiare il frame rate e giocare a 60 fps, il che è fondamentale se si vuole raggiungere la prestazione assoluta in multiplayer. Ma ciò toglie poco, o nulla, all’ottima grafica di Gran Turismo 7. Se considerate anche che i caricamenti sono pressoché istantanei, grazie all’SSD interno alla console, potete avere un’idea del perché questo comparto tecnico ci ha emozionati così tanto. In certi momenti è letteralmente impressionante come il gioco riesca a proporre un circuito dopo l’altro senza costringere il giocatore a nessuna attesa.

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, invece, non sembrano esserci grandi miglioramenti rispetto al passato. Appare molto rinunciataria, anche in ossequio alla natura della progressione single player, dove il giocatore comunque deve vincere, partendo quasi sempre dall’ultimo posto e quindi dotato di auto superiori rispetto agli altri piloti impegnati nella contesa. Ma le cose dovrebbero cambiare con l’arrivo di Sophy, la nuova IA di Polyphony Digital e Sony AI che debutterà in un momento successivo al lancio.

In definitiva, Gran Turismo 7 è per ovvie ragioni un acquisto obbligatorio per l’appassionato di auto che ha acquistato PS5. Conferma l’ottima fisica dei predecessori e amplia l’offerta di gioco con tanti contenuti che offrono la possibilità di mettersi alla prova senza lunge attese o fasi di messa a punto delle auto. L’offerta multiplayer è completa e pronta a diventare un punto di riferimento per PS5 in ambito di guida. Ma non mancano i difetti: abbiamo detto delle deludenti collisioni e del fatto che le auto non si danneggino, se non in minima parte. E poi ci pare di poter aggiungere che GT 7 non è innovativo come forse sarebbe potuto essere lecito, con la progressione single player che, sopra a tutto, ricorda fin troppo da vicino le esperienze che abbiamo avuto con i suoi più recenti predecessori.

Ma la consistenza della fisica e le impressionanti visuali di gioco rendono comunque Gran Turismo 7 un titolo decisamente interessante. Trasmette la passione dell’auto e la cultura sulla storia della mobilità in una maniera decisamente efficace e suggestiva. La ricerca della perfezione nella replica di certe auto, dei loro colori e delle loro prestazioni, attinge a piene mani dal supporto tecnologico che PS5 mette a disposizione, HDR e Ray Tracing in particolare.

PRO

  • Comparto tecnico di pregevole fattura
  • Ritorno al passato che sarà graditissimo dai fan di Gran Turismo di lunga data
  • Ottima fisica di guida
  • È un viaggio attraverso la storia dell’automobile

CONTRO

  • Collisioni insoddisfacenti
  • Molto simile ai predecessori in diversi aspetti
  • La concorrenza è sempre più agguerrita e, su certi fronti, più competitiva

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.