Google: quando l’IA si scontra con il mondo reale

Pienamente in linea con un approccio di tipo trial and error allo sviluppo di una nuova tecnologia, oggi Google con un post sul blog ufficiale ammette che una delle proprie iniziative legate all’ambito dell’intelligenza artificiale non ha fin qui saputo restituire i risultati sperati. Si tratta di quella messa a punto dalla divisione Health e dedicata alla diagnosi tramite algoritmo della retinopatia diabetica.

Efficace nel contesto controllato di un laboratorio, il sistema non ha saputo mostrarsi altrettanto valido nel mondo reale, laddove è davvero chiamato a operare. Dal test condotto in Thailandia in collaborazione con le autorità mediche locali e coinvolgendo un totale pari a undici cliniche sono emersi alcuni limiti dell’IA sui quali ci sarà bisogno di lavorare. Al gruppo di Mountain View va riconosciuto il merito di aver scelto di parlarne apertamente.

Le difficoltà riscontrate sono dovute in gran parte alle condizioni di luce degli ambienti in cui vengono catturate le immagini del fondo oculare da dare poi in pasto agli algoritmi. Insomma, se i file caricati verso i server che si occupano della loro analisi non sono di perfetta qualità possono essere respinti o mostrare il fianco a una lettura non affidabile da parte dell’IA.

Potenzialmente il sistema in questione è in grado di accorciare notevolmente i tempi da alcune settimane (necessarie perché un medico specialista passi in rassegna l’esame) a pochi secondi. Lo stesso tipo di approccio è sperimentato da bigG e da altre realtà del mondo hi-tech per la diagnosi delle patologie più disparate, incluso il cancro al seno.

Fonte: https://www.punto-informatico.it/

https://www.carlomauri.net

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