Windows 11, si ritorna agli aggiornamenti ogni 3 anni: addio al Windows as a service?

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Windows 11, si ritorna agli aggiornamenti ogni 3 anni: addio al Windows as a service?

Pare che Microsoft stia organizzando una rivoluzione nelle strategie di aggiornamento di Windows: dal piccolo update annuale di oggi, modus operandi lanciato con Windows 10 con addirittura due update l’anno, l’azienda potrebbe decidere di tornare al rilascio di un update di tipo major ogni tre anni. Questo significa che potremmo vedere un nuovo eventuale Windows 12 nel 2024, per un ritorno alle origini da parte di Microsoft e un apparente abbandono della strategia Windows as a service.

Windows, si ritorna all'aggiornamento ogni tre anni?

Nel 2009 Microsoft rimpiazzava Windows Vista – rilasciato nel 2006 – con Windows 7. Tre anni più tardi arrivava Windows 8 e, dopo altri tre anni veniva rilasciato Windows 10. Con quest’ultima versione veniva introdotto il concetto di Windows as a service, con il sistema operativo che veniva aggiornato con nuove feature anche più di una volta l’anno.

Windows, si ritorna all’aggiornamento ogni tre anni?

Secondo un nuovo articolo di Windows Central, in futuro si potrebbe ritornare alla cadenza di aggiornamenti precedente, ma l’approccio Windows as a service non verrà abbandonato: Microsoft continuerà a perfezionare l’ultima versione di Windows con piccoli aggiornamenti con feature che verranno rilasciati all’incirca ogni trimestre, denominati internamente come Moments.

Un primo assaggio della nuova strategia del resto lo abbiamo avuto già con Windows 11, che si è evoluto con nuove piccole funzioni costantemente durante l’anno, invece di conservare le grandi modifiche per l’aggiornamento in arrivo con Windows 11 22H2. In futuro, secondo la fonte, anche su Windows 11 potremmo non vedere più il grande rilascio previsto solitamente per la fine dell’anno e già l’aggiornamento con feature del 2023 sarebbe stato eliminato dai piani di Microsoft.

Windows 11 22H2, le novità principali del primo aggiornamento con feature

L’azienda non ha confermato né smentito le indiscrezioni, e lascia spazio a diversi interrogativi: Windows 11 23H2 ci sarà? Windows 12 sarà un aggiornamento a pagamento, come avveniva in passato prima di Windows 10? Le feature che verranno introdotte con i nuovi aggiornamenti arriveranno anche sui predecessori, se saranno anch’essi supportati al rilascio delle nuove versioni? E ancora, che tipo di aggiornamenti ci sarà nei “Moments”, e quali nelle nuove release complete?

Il ritorno al rilascio di nuove versioni di Windows potrebbe rappresentare un’ottima arma dal punto di vista mediatico per Microsoft, così come anche l’opportunità di effettuare grossi stravolgimenti ogni tre anni dal punto di vista delle feature, della UI e anche dei requisiti di sistema (aspetto controverso di Windows 11). Microsoft, tuttavia, non si è ancora sbottonata sulla novità, e fin quando non lo farà i piani dell’azienda potranno cambiare, mantenendo quindi l’approccio attuale.

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