Il telescopio spaziale James Webb ha catturato anche un’immagine di Giove

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Il telescopio spaziale James Webb ha catturato anche un’immagine di Giove

Nella storica giornata di ieri sono state rivelate le prime immagini e i primi dati del telescopio spaziale James Webb che hanno aperto ufficialmente la campagna di osservazione scientifica. Gli obiettivi erano quelli confermati qualche tempo prima, compreso anche l’immagine dello Spazio profondo che ha permesso di osservare galassie molto distanti, anche 13,7 miliardi di anni luce. Ma questo è solo l’inizio, come dichiarato più volte durante la conferenza e il JWST ci potrà sorprendere nel corso dei prossimi anni (fino a 20 anni, data oltre la quale il propellente potrebbe esaurirsi).

giove

Giove “visto” dalla sonda Juno

Insieme all’immagine dello Spazio profondo (chiamata anche SMACS 0723) ci sono state quella della Nebulosa della Carena, la caratterizzazione dell’esopianeta WASP-96 b, dell’oggetto celeste NGC 3132 (conosciuto anche come Nebulosa Anello del sud) e del Quintetto di Stephan. Molte sono le informazioni emerse, per esempio l’aver rilevato vapore d’acqua nell’atmosfera dell’esopianeta o l’osservazione di oggetti troppo deboli per essere osservati da Hubble. Ma il nuovo telescopio spaziale non si è limitato a guardare molto distante, tra le prime immagini c’è anche quella di Giove, il grande gigante gassoso che è (relativamente) vicino alla Terra.

Il telescopio spaziale James Webb e l’immagine di Giove

L’immagine di Giove non è stata mostrata durante la conferenza ma si trova all’interno del file (disponibile pubblicamente) chiamato “Characterization of JWST science performance from commissioning”. Come spiegato all’inizio della presentazione, il telescopio spaziale James Webb è riuscito a tracciare anche oggetti del Sistema Solare con una velocità di 67 mas/s (come l’asteroide 2004 JX20). Proprio per riuscire a capire quali fossero le prestazioni di JWST, anche Giove è stato osservato con diversi strumenti (con una velocità apparente di 3,3 mas/s).

giove jwst

In particolare per il gigante gassoso è stata impiegata NIRCam e gli scienziati hanno ricordato come fosse un compito impegnativo a causa dello scattering (luce diffusa) che avrebbe potuto ridurre le prestazioni degli strumenti oltre che del Fine Guidance Sensor (che avrebbe potuto avere problemi a osservare stelle così vicine a un oggetto così luminoso). Non essendo un’osservazione scientifica ma a scopo ingegneristico, si è scelto di far passare il campo di visione da quello di NIRCam a FGS così da capire se il telescopio spaziale James Webb rispondesse correttamente alle aspettative.

Lo scattering sarà uno dei problemi da tenere in considerazione quando si cercheranno di osservare obiettivi vicino ad altri oggetti particolarmente luminosi (per esempio le lune gioviane rispetto a Giove). In particolare NIRCam ha impiegato il filtro F212N (2,12 μm) e quello F323N (3,23 μm) con un tempo di esposizione di 75″.

giove jwst

Questo ha permesso anche di immortalare le lune Europa, Thebe e Metis oltre al debole anello che circonda Giove (molto meno appariscente di quelli di Saturno). Nell’immagine catturata con il filtro F212N è anche possibile vedere l’ombra del satellite Metis vicino alla Grande Macchia Rossa che invece non è visibile con il filtro F323N. Ricordiamo che queste sono “solo” immagini dedicate alla parte ingegneristica, ma permettono già di apprezzare le capacità di JWST.

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