La Russia non si sta ritirando dal progetto della Stazione Spaziale Internazionale

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La Russia non si sta ritirando dal progetto della Stazione Spaziale Internazionale

In queste ore ANSA ha riportato la notizia (dopo un articolo di Bloomberg) che la Russia avrebbe intenzione di lasciare il progetto della Stazione Spaziale Internazionale a causa delle sanzioni internazionali per la guerra in Ucraina. Non si tratta di per sé di una possibilità remota né escludibile in senso assoluto, ma in questo caso si tratterebbe di un errore di comprensione delle informazioni provenienti da due agenzie russe, RIA Novosti e TASS.

stazione spaziale internazionale

In generale non sarebbe cambiato ancora nulla nella strategia di Roscosmos e della Russia per quanto riguarda la partecipazione al progetto della ISS. I limiti rimangono per lo più tecnici e legati all’anzianità dei moduli russi che potrebbero non resistere fino al 2030. Questo sarà l’ultimo anno di operatività della stazione prima del deorbiting. In questo periodo dovrebbe essere stato redatto un report tecnico che segnalerebbe le criticità ma ancora nulla è trapelato ufficialmente.

La Russia, Roscosmos e la Stazione Spaziale Internazionale

Le due fonti principali per la notizia rilanciata da ANSA sono due notizie rilasciate da RIA Novosti e TASS, entrambe agenzie russe di stampo propagandistico. Nel primo caso si legge che la data della fine della collaborazione a bordo della ISS da parte della Russia è già stata presa. Questa però non sarà comunicata pubblicamente nell’immediato futuro e che verrà dato un anno di preavviso ai partner.

iss

In particolare Dmitry Rogozin (direttore generale di Roscosmos) ha dichiarato “abbiamo preparato le nostre proposte, […] sono state inviate al governo e al presidente. La decisione è già stata presa. Non siamo obbligati a parlarne pubblicamente”.

TASS invece è un po’ più possibilista sul futuro della collaborazione per la Stazione Spaziale Internazionale. Sempre riportando le parole di Rogozin in una notizia più estesa si legge che “non dovremmo affrettarci a dichiarare la nostra posizione e continueremo il nostro lavoro entro il termine stabilito dal governo, che è fino al 2024. Una decisione sul futuro della ISS dipenderà in larga misura dall’evoluzione della situazione sia in Russia che intorno ad essa”. Nello stesso articolo si legge che c’è anche la possibilità che la cooperazione possa continuare anche oltre il 2024.

I piani per la futura stazione spaziale russa ROSS

Il progetto della Stazione Spaziale Internazionale inizialmente prevedeva un possibile fine vita nel 2024 (con deorbiting nel 2025). Per dare tempo ai partner di realizzare le nuove stazioni spaziali commerciali la NASA ha spinto per prolungare la vita operativa fino al 2030 (in accordo anche con ESA e JAXA). La Russia però vorrebbe realizzare la sua stazione spaziale chiamata ROSS che si baserebbe inizialmente su un modulo aggiuntivo previsto per la ISS.

ross russia stazione spaziale

Secondo la TASS il primo modulo della stazione spaziale ROSS potrebbe essere in orbita entro il 2025. Questo sarà un laboratorio di ricerca con unità di alimentazione. In futuro poi potrebbero essere aggiunti nuovi moduli compreso un modulo che ruoterebbe per generare una forza centrifuga che aiuterebbe i cosmonauti a ridurre gli effetti della microgravità.

Rogozin ha dichiarato in passato che a causa dei vincoli finanziari (probabilmente aggravati anche dalle sanzioni) ci sarà un periodo nel quale ROSS e ISS conviveranno ma successivamente quest’ultima sarebbe abbandonata (potenzialmente prima del 2030). Eric Berger di ArsTechnica ha anche risposto che attualmente nulla sarebbe cambiato nella gestione della partnership per la Stazione Spaziale Internazionale. Infine il senatore Mark Kelly (ex-astronauta) ha dichiarato che se la Russia dovesse lasciare la ISS, la situazione sarebbe “impegnativa”.

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