SeaTable, l’alternativa a Excel arriva dalla Germania

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SeaTable, l’alternativa a Excel arriva dalla Germania

Da lungo tempo non si parla più di vera concorrenza nell’ambito del software per la produttività personale: Microsoft Office si è imposto da decenni come l’unica soluzione e gli strumenti di Google Workspace hanno solo recentemente intaccato questa supremazia. Tuttavia stanno nascendo nuove realtà che puntano a insidiare il predominio di Microsoft: tra queste, SeaTable è una startup tedesca che offre un’alternativa a Excel per creare anche applicazioni low code.

SeaTable si propone come alternativa a Excel in un mondo low-code

SeaTable

Come molti servizi e applicazioni lanciati negli ultimi anni, SeaTable è disponibile tramite il Web ed è dunque accessibile da qualunque browser indipendentemente dalla piattaforma utilizzata per accedervi. L’azienda afferma che si tratta di un’alternativa a Excel con la stessa potenza di un database, dato che è possibile fare l’unione di tabelle.

Il software supporta dati di qualunque tipo, inclusi quelli non strutturati come le immagini, e permette di visualizzarli in vari modi, tra cui una galleria, un calendario, una lavagna kanban, una sequenza temporale e grafici statistici. L’inserimento dei dati può avvenire tramite browser, moduli, API e integrazioni con servizi terzi(tramite Zapier, Integromat e n8n); tali integrazioni, secondo SeaTable, possono avvenire senza scrivere una riga di codice e qui sta l’aspetto “low code” citato in precedenza.

SeaTable è disponibile in diverse versioni, da quella gratuita (limitata a 2 GB di spazio e a tabelle con 10.000 righe) fino a quella Enterprise da 14€/mese per ciascun utente, con 100 GB di spazio e tabelle e righe illimitate. Il servizio è ospitato su server in Germania che rispondono alle rigide leggi tedesche sulla privacy e la tutela dei dati, ma è possibile anche ospitare il servizio su server dedicati.

L’arrivo di questi nuovi concorrenti, tra cui rientra anche Rows, non può che portare a due considerazioni: da un lato che più concorrenza non può che far bene al mercato e che era ora che arrivassero nuovi prodotti in grado di offrire nuove funzionalità rispetto allo standard di mercato, adottando anche metodi di distribuzione differenti come il cloud; dall’altro, però, c’è il fatto che è difficile per le aziende scommettere su questi nuovi arrivati proprio per la difficoltà intrinseca nello spodestare prodotti e servizi che sono diventati ubiqui e pressoché imprescindibili. Come sempre avviene quando si tenta di entrare in un mercato saturo e maturo, c’è dunque un elemento di rischio intrinseco in questi nuovi arrivati, il rischio che non riescano a fare breccia e a rimanere in attività, che li penalizza rispetto al riferimento. Non per questo, però, non bisogna provare.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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