El Salvador, boom del PIL e del turismo: l’esperimento Bitcoin funziona?

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El Salvador, boom del PIL e del turismo: l’esperimento Bitcoin funziona?

Come abbiamo già avuto modo di scrivere varie volte su Hardware Upgrade, il piccolo paese centro-americano di El Salvador ha compiuto lo scorso settembre un passo epocale diventando il primo paese al mondo a riconoscere a Bitcoin lo status di valuta a corso legale, accanto al dollaro USA (El Salvador è un paese dollarizzato avendo rinunciato nel 2001 alla sovranità monetaria).

Una decisione fortemente voluta dal presidente Nayib Bukele, che ha trovato comunque malumori tra la popolazione e il disappunto delle grandi organizzazioni internazionali quali la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.

Tuttavia, almeno per ora, la discussa decisione sembra dare ragione al presidente Bukele: El Salvador ha infatti registrato per il PIL del 2021 una crescita superiore al 10%, la più alta nella sua storia e soprattutto dopo decenni di crescita a singola cifra. E’ pur vero, però, che questo risultato sconta il confronto favorevole con il crollo del PIL verificatosi nel 2020 per via delle ripercussioni legate alla pandemia.

Ma l’adozione di Bitcoin sembra essere stata in qualche misura strumentale al raggiungimento di questo risultato. Il Ministro del Turismo di El Salvador, Morena Valdez, ha infatti affermato che il settore del turismo del Paese ha visto una crescita del 30% da quando Bitcoin è stato adottato come valuta a corso legale nel settembre del 2021. Secondo le rilevazioni condotte dal Ministero, l’adozione di Bitcoin avrebbe avuto anche l’effetto di aumentare il turismo proveniente dagli USA: in precedenza la maggior parte dei visitatori proveniva da paesi limitrofi, mentre attualmente il 60% dei turisti proviene dagli Stati Uniti.

Ma al di là delle dichiarazioni governative (oste, il vino è buono?) come si svolge la vita quotidiana di un “bitcoiner” nel Paese centroamericano? Ad aver toccato con mano la situazione sono stati Riccardo Giorgio Frega e Laura Nori che a fine novembre hanno deciso di trascorrere un mese e mezzo in El Salvador per verificare se fosse possibile vivere nel Paese senza utilizzare alcun tipo di contante e di valuta tradizionale, raccontando la loro esperienza tramite il substack Bitcoin Train.

I due hanno riscontrato che in generale non vi sono particolari ostacoli ad effettuare pagamenti tramite la criptovaluta, anche perché l’incentivo statale (30 dollari) per scaricare il wallet Chivo ha fatto sì che circa la metà della popolazione lo abbia scaricato sul proprio smartphone anche solo per ottenere l’incentivo. Frega e Nori osservano tuttavia che vi è una conoscenza generale piuttosto bassa di cosa sia tecnologicamente Bitcoin e che molti dei cittadini che ricevono pagamenti o rimesse in Bitcoin tendono a cambiarli immediatamente in dollari da spendere, e che in generale la propensione al risparmio in criptovalute sia piuttosto bassa.

Intanto il prossimo mese il Paese si appresta a lanciare i “Volcano Bonds”, ovvero titoli di credito decennali con un tasso del 6,5% che saranno “tokenizzati”, cioè rappresentati su blockchain tramite token. L’obiettivo dell’emissione dei Volcano Bonds è quello di raccogliere 1 miliardo di dollari per finanziare con parte di essi la costruzione di “Bitcoin City”, una nuova città alimentata da energia geotermica attinta da un vulcano e nella quale vi sarà un regime fiscale particolarmente vantaggioso.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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