Uniti One, l’auto elettrica svedese del futuro, potrebbe non arrivare a domani

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Uniti One, l’auto elettrica svedese del futuro, potrebbe non arrivare a domani

Uniti è una start up svedese che qualche tempo fa aveva mostrato al pubblico una piccola auto elettrica dall’insolito aspetto e dall’inusuale configurazione. Con forma “a uovo” esterna, l’auto propone tre posti a sedere, con il guidatore posto al centro, e due passeggeri posteriori. Doveva questo essere il periodo dei prototipi e dei grandi annunci per Uniti ma, dopo un periodo di silenzio, il CEO Lewis Horne è tornato a parlare, con un lungo post su Linkedin, spiegando che l’azienda corre il concreto rischio di chiudere i battenti.

Uniti One

Secondo Horne il covid-19 ha colpito duramente Uniti, che aveva ordinato alcuni componenti proprio da un’azienda di Wuhan, epicentro della pandemia mondiale, motivo per cui questi pezzi non sono mai arrivati, bloccando tutto il processo. Alcune carenze di budget hanno impedito di rivolgersi a un fornitore diverso, iniziando di fatto la crisi. All’inizio del 2021 Uniti è stata finalmente in grado di realizzare un modello pre-serie (nell’immagine qui sotto) e, sebbene più semplice – e anche più brutto – del prototipo, è servito per attirare nuovi investitori.

Uniti One

Questo esemplare è stato tenuto nascosto al pubblico poiché Uniti aveva proposto al nuovo partner cinese un accordo di esclusività, per risolvere sia i problemi finanziari, sia quelli produttivi. Ma la crisi ha allargato le sue maglie, innescando anche diverse limitazioni di uscita di capitali dalla Cina, motivo per cui non è mai arrivato un primo finanziamento ponte, promesso entro novembre, per garantire la continuità delle operazioni.

Quindi ora Lewis Horne si trova costretto, con il benestare del partner che rinuncia all’esclusività, a cercare nuovi fondi con estrema urgenza, poiché nel giro di pochi giorni Uniti potrebbe essere costretta a dichiarare insolvenza e fermare ogni attività. Il CEO fa un elenco dettagliato di quanto potrà servire per completare il processo di arrivo sul mercato:

  • 675.000 euro per pagare i debiti e mantenere attive le operazioni
  • 4 milioni di euro per realizzare i primi veicoli demo
  • 60 milioni di euro per una fabbrica in Cina, di proprietà al 30%
  • Varie ed eventuali per operazioni e marketing

Il tempo stringe, e i fondi serviranno prima della fine della settimana, pena la bancarotta. Alcuni dipendenti e soggetti vicini all’azienda hanno già raccolto 200.000 euro, ma ovviamente non basta. Per chi non avesse seguito tutta la storia, ricordiamo che la Uniti One dovrebbe essere una piccola auto completamente elettrica, capace di percorrere per singola carica fino a 300 km, e con un prezzo, che era già stato comunicato, di 17.760 euro.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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