Requisiti Windows 11, Microsoft tira le somme: pochi cambiamenti e una scappatoia

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Requisiti Windows 11, Microsoft tira le somme: pochi cambiamenti e una scappatoia

Microsoft ha rivisto i requisiti minimi di Windows 11, il sistema operativo che debutterà sui nuovi notebook e PC nel corso dell’autunno e successivamente arriverà come aggiornamento per i sistemi Windows 10 compatibili. L’azienda ha concluso il processo avviato dopo l’annuncio della nuova versione di Windows e la pubblicazione dei primi requisiti minimi che crearono grandi polemiche e la portarono ad annunciare una valutazione più approfondita.

Tema del contendere tra Microsoft e gli utenti, in particolare, il mancato supporto ai processori Intel Core 7000 e alle soluzioni AMD Ryzen/Threadripper 1000, basate su architettura Zen 1. “In seguito ai risultati dei nostri test, facciamo una piccola serie di aggiunte alla lista dei processori compatibili”, esordisce Microsoft in un post sul proprio blog, “ma per il resto manteniamo i requisiti minimi di sistema impostati originariamente. Abbiamo concluso che i processori compatibili a 64 bit selezionati, 4 GB di memoria, 64 GB di spazio di archiviazione, avvio sicuro UEFI, requisiti grafici e TPM 2.0 sono i giusti requisiti minimi di sistema per rispettare i principi che abbiamo fissato per supportarti al meglio”.

In soldoni, Microsoft ha aggiunto alla lista dei processori supportati i Core X e gli Xeon W di Intel basati sulla settima generazione dell’architettura Core, oltre al processore Core i7-7820HQ, anche se in questo caso solo i dispositivi selezionati “venduti con driver moderni basati sui principi DCH, incluso Surface Studio 2”, puntualizza la casa di Redmond.

Alla lista vengono quindi aggiunti i modelli Core i5-7640X, i7-7740X, i7-7800X, i7-7820X, i7-7900X, i7-7920X, i9-7940X, i9-7960X e i9-7980XE, insieme allo Xeon W-3175X, mentre rimangono fuori i Core 7000 desktop come ad esempio il 7700K.

Per quanto riguarda invece le CPU AMD, “dopo aver attentamente analizzato la prima generazione di processori AMD Zen in partnership con AMD, insieme abbiamo concluso che non ci sono aggiunte da fare alla lista delle CPU supportate“.

Microsoft afferma che i dispositivi che non rispettano i requisiti hanno evidenziato il 52% di crash “kernel mode” in più di quelli pienamente compatibili, che invece restituiscono un’esperienza “crash-free” per il 99,8% del tempo.

Potete visionare tutti i requisiti a questa pagina (all’interno ci sono i link per approfondire alcuni aspetti, come appunto la lista delle CPU supportate).

Microsoft aggiornerà l’app PC Health Check per rispecchiare i nuovi requisiti e aggiungere le CPU Intel interessate, oltre a renderla decisamente più chiara nell’offrire assistenza, nelle prossime settimane. L’azienda ha inoltre confermato che supporterà Windows 10 fino al 14 ottobre 2025 e prevede di pubblicare un nuovo feature update questo autunno.

Il tuo PC non rispetta i requisiti minimi di Windows 11? Non tutto è perduto ma…

Anche se Microsoft ha scritto i requisiti di Windows 11 nella pietra tra CPU supportate e presenza di TPM 2.0, l’azienda ha fatto sapere che non bloccherà le persone dall’installare Windows 11 su gran parte dei vecchi sistemi.

In pratica le restrizioni saranno valide solo quando si tenterà di aggiornare da Windows 10 a Windows 11 tramite Windows Update. Questo significa che chiunque abbia un PC con una vecchia CPU che non supera ufficialmente il test dell’app PC Health Check, può scaricare il file ISO di Windows 11 da Media Creation Tool e procedere con l’installazione manuale classica.

Perché è possibile? Microsoft ha spiegato che questa scappatoia è stata pensata principalmente per le aziende che vogliono sperimentare con Windows 11. L’azienda statunitense ha puntualizzato che le persone possono quindi aggiornare a loro rischio e pericolo, in quanto non potrà garantire stabilità del sistema e compatibilità dei driver. Di conseguenza Microsoft non consiglierà o pubblicizzerà questo metodo ai consumatori.

Ci potrebbe però essere un altro problema fondamentale, un pericolo ancora maggiore di qualche problema di driver o crash sporadico: l’azienda ha fatto capire che i sistemi aggiornati in questo modo potrebbero non avere diritto a ricevere gli aggiornamenti di Windows, anche quelli di sicurezza. A dir la verità la situazione non è ancora del tutto chiara in tal senso e quindi questa dichiarazione potrebbe essere soggetta a correzioni.

Con l’installazione manuale, il vincolo di generazione della CPU viene meno, ma non le altre caratteristiche richieste – 2 o più core a 1 GHz e con supporto 64 bit, 4 GB di RAM e storage di 64 GB, oltre ovviamente a tutta l’altra sequela di requisiti.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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