TV Philips 808/12: quando l’OLED incontra Ambilight

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TV Philips 808/12: quando l’OLED incontra Ambilight

Nel mercato dei televisori, in mezzo ad una gran quantità di prodotti che appaiono tutti molto simili tra loro, fatta eccezione magari per piccole caratteristiche estetiche, c’è una proposta in particolare che è molto ben riconoscibile.

Stiamo parlando dei tv Philips con sistema Ambilight, una tecnologia che la società olandese sviluppa ed evolve da ormai quasi 20 anni e che rappresenta un unicum nel mondo dei televisori. Questo nome si riferisce ad un sistema integrato di illuminazione ausiliaria che ha lo scopo, proiettando luce colorata sulla parete alle spalle del televisore, di creare un ambiente di visione più confortevole, meno stancante e più coinvolgente.

L’idea di Philips è stata quella di inserire nella parte posteriore del televisore delle sorgenti di luce che funzionino in sincrono con quanto mostrato a schermo. La prima versione del sistema Ambilight era molto più semplice e meno sofisticata, ma le varie iterazioni che si sono succedute nel corso degli anni hanno fatto arrivare fino a noi un sistema basato su strisce di led RGB collocate su tre lati, così da creare una sorta di cornice posteriore luminosa.

L’impiego di led RGB consente quindi di realizzare diverse tinte di luce e il raggruppamento di questi led in diversi domini permette di poter creare illuminazioni variegate e colorate che coincidano con quanto mostrato a schermo.

Philips OLED 808 55 pollici: arriva finalmente il televisore OLED con illuminazione Ambilight

La recente diffusione, a prezzi decisamente meno proibitivi rispetto a pochi anni fa, di pannelli OLED ha permesso a Philips di realizzare televisori Ambilight con pannello a base organica, così da poter portare nelle case del pubblico TV dalle elevate prestazioni assieme al valore aggiunto della suggestività propria dell’illuminazione ambilight. Ecco che oggi vi proponiamo la recensione del televisore Philips 808 nel formato da 55 pollici, con pannello OLED, tecnologia Ambilight e interfaccia smart GoogleTV. Si tratta di un televisore 4K che è capace di supportare le modalità HDR Dolby Vision, HDR10+ Adaptive e HLG, oltre ad offrire funzionalità spiccatamente gaming grazie al supporto ai 120Hz e alle modalità ALLM, NVIDIA G-SYNC  e AMD FreeSync.

Philips 55OLED808/12 è caratterizzato da un’impostazione estetica minimale che prevede un corpo del televisore con cornici estremamente sottili e un piedistallo centrale con base rettangolare. Rispetto ad altre soluzioni presenti sul mercato il piedistallo sorregge il corpo del televisore in maniera piuttosto rialzata, differentemente da quanto spesso si vede con televisori quasi a filo del piano di supporto.

Nel taglio da 55 pollici il televisore ha un ingombro complessivo che si sviluppa in 122,5 cm di larghezza per un’altezza di 77,3 cm (incluso il piedistallo). Lo spessore del televisore è di soli 68 millimetri, ma l’impronta del piedistallo è di 50cm x 23cm. Il peso complessivo è di 21,7 chilogrammi, che scendono a 18,3 chilogrammi per il solo corpo del televisore: da tenere presente nel caso lo si volesse installare a parete, così come la compatibilità con staffa 300x300mm.

Da sottolineare però la presenza di un supporto ruotabile, che consente di posizionare il televisore in maniera ottimale qualora il punto di visione e quello di installazione non siano perfettamente ortogonali.

Le porte di espansione sono collocate, com’è d’abitudine, posteriormente e distribuite in un profilo angolare a sbalzo che fa sì che i cavi risultino paralleli al corpo del televisore, agevolando così una loro organizzione ordinata. Nella parte più bassa si trovano i connettori per le trasmissioni terrestri e satellitari, due porte HDMI (entrambe compatibili con segnali 4K a 120Hz, ma una sola delle due capace di supportare dispositivi ARC/eARC), l’uscita audio digitale con connettore ottico, la presa RJ45 per collegare il televisore alla rete locale tramite cavo e una porta USB capace di erogare una tensione di 5 volt a 500mA.

Proseguendo più sopra si trovano altre due porte HDMI (queste senza supporto a segnali 4K a 120Hz), il connettore minijack per le cuffie, una porta USB 3.0 e una porta USB 2.0 (da 900mAh), e lo slot Common Interface. Dalla parte opposta, nell’angolo inferiore sinistro (destro, osservando frontalmente il televisore) si trova invece il connettore del cavo di alimentazione e il pulsante di accensione che è anche un pad direzionale con il quale controllare lo scorrimento dei canali e la regolazione del volume, nel caso in cui il telecomando dovesse essere temporaneamente inservibile o introvabile.

Telecomando che è caratterizzato da un’impostazione abbastanza tradizionale, senza cedere ad esagerate tendenze minimaliste. C’è tutto quel che serve per poter eseguire “al volo” le più comuni operazioni, con tasti e comandi disposti in maniera razionale e facilmente individuabili. Apprezzabile la presenza dei comandi di riproduzione in forma “estesa”, così come i pulsanti di accesso rapido ai servizi di streaming, in questo caso Prime Video, Netflix, YouTube e Rakuten TV. Comoda da usare, e intellegibile anche “al tatto”, la croce direzionale con pulsante centrale di conferma.

Philips 55OLED808/12 è dotato di una configurazione audio 2.1, che prevede la presenza di 4 altoparlanti per il suono stereofonico, da 10W l’uno,  e di un woofer posteriore da 30W, che risulta chiaramente visibile sul dorso del televisore. Presente il supporto a Dolby Digital, DTS:X e Dolby Atmos.

Le misure al colorimetro: prestazioni elevate per una visione fedele

Passiamo quindi ad osservare con gli occhi degli strumenti il comportamento di questo televisore, messo alla prova impiegando come di consueto le sonde i1 Pro e i1 Display e la suite Calman di Portrait Displays. Il televisore mette a disposizione numerosi profili pre-impostati, tra i quali quello  Filmmaker, come sovente accade, si è rivelato essere quello più equilibrato e accurato nelle analisi che abbiamo condotto sia in modalità SDR sia in modalità HDR. Vediamo meglio nel dettaglio

Curva di Gamma SDR

Philips 55OLED808/12 – Filmmaker SDR

Spazio Colore CIE 1931 – Coordinate cromatiche Yxy

Philips 55OLED808/12 – Filmmaker SDR

. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 98.76% 98.76%
. DCI P3 D65 72.80% 72.80%
. Adobe RGB 73.21% 73.21%
. BT.2020 52.23% 52.23%

Misure effettuate con Calman di Portrait Displays

Molto buono il comportamento in SDR per questo Philips 55OLED808/12 : la neutralità dei grigi non è impeccabile, ma la lieve carenza di blu va a generare una dominante leggermente calda che è comunque difficile da scorgere ad occhio nudo. In ogni caso il comportamento tonale è eccellente, con una luminanza massima che in questo profilo arriva a 314 candele su metro quadro rivelandosi ben adatta anche alle visioni in ambiente diurno. Il triangolo di gamut ricalca quasi alla perfezione lo spazio colore RC BT.709, con una copertura pari al 98,01%. Davvero ottima la fedeltà cromatica, che nella consueta prova con i campioni Color Checker strappa un valor medio di DeltaE sotto 1,5 e con la maggior parte dei campioni al di sotto di 2. In sintesi è difficile poter chiedere di meglio per la visione di contenuti SDR.

Curva di Gamma HDR

Philips 55OLED808/12 – Filmmaker HDR

Spazio Colore CIE 1931 – Coordinate cromatiche Yxy

Philips 55OLED808/12 – Filmmaker HDR

. Gamut misurato Copertura Rapporto
. REC BT.709 131.87% 131.87%
. DCI P3 D65 97.21% 97.21%
. Adobe RGB 97.76% 97.76%
. BT.2020 69.74% 69.74%

Misure effettuate con Calman di Portrait Displays

Sul fronte HDR il comportamento resta sempre di alto livello, anche se con qualche piccola incertezza in più rispetto a quanto visto in SDR. E’ sempre presente una leggera carenza di blu, anche se meno incisiva rispetto a quanto osservato in precedenza. Per quanto riguarda il comportamento tonale registriamo una luminanza di picco di oltre 750 candele su metro quadro, e una generale buona rispondenza alla curva canonica, con i livelli di luminanza della scala di grigi rappresentati con la progressione corretta. Piuttosto buono anche il triangolo di gamut, che va a raccogliere una copertura quasi del 97% rispetto allo spazio colore del cinema digitale. La fedeltà cromatica risulta però leggermente viziata, ma solo nei campioni appartenenti al dominio dei gialli, poiché alle saturazioni intermedie le tinte gialle risultano essere lievemente deviate verso i verdi. Questo porta il valor medio di DeltaE a toccare 3, che non è sinonimo di perfezione, ma di una fedeltà cromatica comunque di elevato livello e assolutamente idonea per assicurare una corretta visione di contenuti.

Ultimiamo le analisi strumentali con le abituali prove, per i pannelli OLED, di stress test e della verifica dell’intensità luminosa in relazione alla dimensione dell’area campione.

Nella prova di stess test vediamo che la luminanza massima, su un’area pari al 10% della superficie dello schermo, viene mantenuta per circa 1 minuto, trascorso il quale l’azione di attenuazione, volta ad evitare danneggiamenti fisici e irreversibili, risulta essere piuttosto netta andando di fatto a dimezzare l’intensità luminosa fino a poco oltre le 300 candele su metro quadro, valore che viene mantenuto pressoché costante per il successivo minuto e mezzo, dopo il quale si registra un’ulteriore attenuazione ma molto più morbida e graduale.

Una luminanza tra le 800 e le 850 candele su metro quadro viene mantenuta quando il bianco si mantiene entro il 10% della superficie dello schermo, per poi andare progressivamente a scendere e collocarsi appena al di sotto delle 200 candele su metro quadro quando il bianco viene riprodotto a schermo intero. Un valore leggermente al di sotto di quanto siamo stati abituati a riscontrare di recente (circa 200-250 candele su metro quadro), ma che risulta comunque adeguato nella maggior parte delle situazioni. L’attenuazione potrebbe essere chiaramente percepibile solo nel caso di scene consecutive con una forte differenza di luminosità.

L’analisi strumentale ci fa riscontrare nel complesso una resa di immagine molto valida, con un controllo delle saturazioni ed una correttezza tonale che si traducono in immagini ricche di sfumature e con una elevata gamma dinamica e capaci di mostrare così il reale intento espressivo e creativo degli autori dei contenuti che osserviamo. 

La prova di visione con il nostro set di “contenuti noti” ci ha permesso di apprezzare nel concreto quanto rilevato dalle analisi strumentali, confermando come la modalità Filmmaker risulti essere quella, a nostro avviso, meglio bilanciata e in grado di offrire la miglior esperienza visiva possibile. Ma d’altro canto il pubblico non è fatto solo di puristi dell’immagine, e qualche personalizzazione in più potrà essere ben gradita allo spettatore, che magari può prediligere ad esempio il lavoro dei motori AI del processore di immagine P5 Perfect Picture.

Tra i profili d’immagine selezionabili c’è appunto anche quello “AI Dinamico”, tramite il quale il processore analizza una serie di parametri chiave dell’immagine tra cui anche il tipo di segnale e la sorgente, ed elabora di conseguenza ogni scena del contenuto per ottimizzarne la resa sulla base dei risultati statistici calcolati in tempo reale su un enorme database interno di Philips frutto dell’esperienza della società nel campo della qualità ed elaborazione di immagine. Bisogna dare atto a Philips di aver realizzato un sistema capace effettivamente di dare una “spinta” in più alle immagini, che risultano un po’ più incisive sia in termini di contrasto percepito, sia di saturazione, senza però stravolgerle. La nostra preferenza continua a restare, per i contenuti 4K e da sorgenti di qualità, per il profilo Filmmaker, ma nel caso di contenuti SD la modalità AI riesce ad ottimizzare in maniera molto convincente l’immagine, grazie ad un lavoro di upscaling capace di mascherare molto bene gli artefatti.

Come abbiamo già indicato in precedenza, Philips ha scelto per questo 55OLED808/12 l’interfaccia Google TV (vi avevamo spiegato in questo speciale approfondimento che differenza vi sia tra Google TV e Android TV) che risulterà abbastanza familiare a chiunque abbia già avuto a che fare con dispositivi del colosso di Mountain View. Google TV punta a semplificare l’interazione con il televisore e a renderla maggiormente intuitiva: nel corso della prova abbiamo riscontrato che ciò è sicuramente vero quando si tratta di navigare tra le schermate smart TV e nei servizi di streaming, ma purtroppo lo stesso non si può dire per l’uso dei menù demandati alla regolazione delle impostazioni del tv. L’accesso alle regolazioni infatti è meno immediato rispetto a quanto ci si aspetterebbe e a quanto normalmente si è abituati con altri televisori, e la navigazione tra i menu si rivela essere poco reattiva portando talvolta a dubitare se il comando sia stato effettivamente recepito. Le possibilità di regolazione, inoltre, sebbene permettano di mettere a punto i parametri principali dell’immagine, risultano essere un po’ meno approfondite rispetto a quanto si possa trovare su altri televisori, lasciando un po’ delusi gli utenti più esigenti. Di contro, tuttavia, non si può non apprezzare la profonda integrazione con l’ecosistema Google, funzionale inoltre a rendere fruibile il sistema dei contenuti suggeriti, che vengono selezionati sulla base delle nostre preferenze di visione e quindi costantemente aggiornato a seconda di cio che progressivamente consumiamo sui vari servizi di streaming.

Un poco di amaro in bocca viene lasciato dal comparto audio, che pur beneficiando di corpo grazie alla presenza del woofer posteriore, offre nel complesso una resa poco soddisfacente con toni medi e medio-bassi maggiormente in evidenza e un conseguente effetto di suono “inscatolato” e con una tridimensionalità non così coinvolgente. Purtroppo anche le possibilità di equalizzazione offerte dall’interfaccia Google TV riescono a correggere la situazione in maniera piuttosto limitata, sollevando quindi la necessità di disporre di un sistema audio dedicato per coloro i quali hanno esigenze di elevate esperienze d’ascolto. Purtroppo nemmeno la funzionalità “Calibrazione stanza” che, come facilmente intuibile, ottimizza le impostazioni audio dopo un’analisi dell’acustica dell’ambiente in cui si trova il TV, riesce a convincere appieno.

Philips Ambilight, aumenta la dimensione dell’intrattenimento

Veniamo ora a quello che è l’elemento distintivo di questo televisore: l’illuminazione ausiliaria Ambilight. L’esperienza di visione è veramente coinvolgente e di sicuro impatto, grazie alla capacità di colorare la parete posteriore con sfumature in accordo con quanto mostrato a schermo. In alcune situazioni la percezione è quella di un’immagine che si estende oltre lo schermo, nonostante il sistema Ambilight si occupi solamente di produrre luce colorata. All’interno dei menù è possibile regolare alcune impostazioni così da ottimizzare l’esperienza di visione, come ad esempio indicare il colore della parete alle spalle del televisore oppure scegliere il ritmo e l’intensità con cui la luce dovrà “seguire” il contenuto. A tal proposito l’impostazione che, a nostro avviso, risulta più gradevole è quella standard, laddove altre rischiano di produrre un effetto un po’ troppo incisivo che potrebbe anche distrarre dal contenuto che stiamo guardando. Infine si riscontra nel pratico un minore affaticamento visivo rispetto alla fruizione di contenuti in un ambiente completamente buio.

Ambilight rappresenta a maggior ragione un valore aggiunto per chi utilizza il televisore anche per divertirsi con i videogiochi: in questo caso le impostazioni più “aggressive” dell’illuminazione Ambilight permettono di creare un’atmosfera dinamica e coinvolgente, elevando il divertimento. Un plus che si aggiunge alle funzionalità gaming presenti su questo televisore e destinate ai giocatori esigenti: AMD FreeSync Premium, compatibilità NVIDIA G-Sync, tecnologie di refresh rate variabile e Auto Low Latency Mode e, non da ultimo, Dolby Vision Game per sfruttare la modalità HDR anche con i giochi.

Philips 55OLED808/12 è un televisore capace di ottime prestazioni quanto a qualità d’immagine, a cui si aggiunge il valore dell’illuminazione Ambilight che contribuisce a ricreare un’atmosfera di visione coinvolgente e molto suggestiva, capace sicuramente di innescare l’effetto “wow” non solo tra amici e parenti, ma anche nella visione personale di contenuti video. Peccato solo per un’interfaccia un po’ pesante e meno reattiva di quanto si desidererebbe, e di un comparto audio un poco sottotono. Il listino è di 1999 Euro, un livello di prezzo lievemente superiore rispetto ad altri televisori da 55 pollici dotati di caratteristiche tecniche confrontabili, ma che sconta ovviamente la presenza esclusiva del sistema di illuminazione Ambilight, capace realmente di cambiare la dimensione dell’intrattenimento domestico.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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