Il CEO di Snapchat incontra gli studenti italiani a Firenze. “Non uso i social e sono ottimista sull’AI”

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Il CEO di Snapchat incontra gli studenti italiani a Firenze. “Non uso i social e sono ottimista sull’AI”

Evan Spiegel, fondatore e CEO di Snapchat, è stato ospite ieri a Firenze di un evento organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori. L’imprenditore americano si è confrontato con 400 studenti su temi cruciali per il futuro dell’informazione e della tecnologia, come l’intelligenza artificiale, le fake news e il peso dei social network.

Rispondendo alle domande dei ragazzi, Spiegel ha espresso una visione “abbastanza ottimistica” sull’intelligenza artificiale, che però presenta anche rischi concreti. “Anziché preoccuparci di ciò che potrà fare tra 30 o 40 anni, dovremmo concentrarci sui danni che fa già oggi” ha affermato. Ad esempio, c’è chi la utilizza per compiere frodi, imitando voci altrui e convincendo le persone a inviare denaro. Oppure viene impiegato per diffondere disinformazione in modo mirato. “Questo è molto preoccupante, per esempio in vista delle elezioni del 2024, e vale per tutti i Paesi”.

Le parole di Evan Spiegel, CEO di Snapchat, ai giovani italiani

Dunque è urgente fare esperimenti per trarre i benefici dell’intelligenza artificiale. Che per Spiegel è soprattutto uno strumento di produttività: “Oggi siamo molto lontani da un’intelligenza artificiale che ci sopraffaccia. Non credo che possa generare nuovi concetti o idee fondamentali. Può usare le conoscenze che abbiamo e fare buone previsioni”. Inoltre l’intelligenza artificiale può essere la chiave per rendere accessibile l’enorme quantità di conoscenza accumulata dall’umanità. “Fino a poco tempo fa tutto quello che gli umani sapevano stava nel cervello di una persona. Ora non può esserci un individuo che sa tutto, soprattutto in campi molto specifici. L’IA può aprire questo immenso patrimonio e rendere disponibile a più persone, che potranno utilizzare in modo creativo per nuove invenzioni”.

Spiegel ha anche ricordato gli inizi della sua avventura imprenditoriale, quando con gli amici sperimentava nuove piattaforme di messaggistica istantanea. L’idea vincente fu quella di creare Snapchat, dove le foto ei video spariscono dopo pochi istanti: “Questo meccanismo ci sembrava ricalcasse una conversazione reale e permettesse alle persone di sentirsi più a loro agio”.

Il fondatore di Snapchat ha poi rivelato di non usare personalmente i social network: “Non hanno alcuna influenza nella mia vita”. E non permette nemmeno ai figli piccoli di accedervi o di guardare troppa televisione. Ma ha sottolineato l’importanza di imparare dagli altri big dell’hi-tech: “Incontri ogni tanto creatori di social come Zuckerberg o imprenditori come Musk, e impari gli uni dagli altri”.

Infine Spiegel si è soffermato sulle opportunità offerte dalla realtà aumentata e dagli strumenti digitali per migliorare l’apprendimento degli studenti. L’incontro rientra nel progetto “Il Quotidiano in Classe” dell’Osservatorio Giovani-Editori, che coinvolge le scuole di tutta Italia per sviluppare nei ragazzi pensiero critico e passione per l’informazione.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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