I cosmonauti hanno lavorato per risolvere la perdita del modulo Nauka della Stazione Spaziale Internazionale

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I cosmonauti hanno lavorato per risolvere la perdita del modulo Nauka della Stazione Spaziale Internazionale

Durante la seconda settimana di ottobre era stata rilevata una perdita di liquido refrigerante da uno dei radiatori della Stazione Spaziale Interazionale localizzato sul modulo russo Nauka. Questa problematica ha modificato i piani per quanto riguarda le attività extraveicolari per evitare rischi e isolare il guasto in modo tale da scongiurare un aggravarsi della situazione. La situazione all’interno della ISS è nominale e non ci sono pericoli immediati per l’equipaggio così come le temperature sono nella norma.

Il sistema RTOd è di backup e quindi non influisce direttamente sulle attività della stazione e in particolare del modulo Nauka. Una perdita e una condizione anomala devono comunque essere monitorate per capirne la causa e avere il prima possibile una contromisura nel caso la situazione si dovesse aggravare. Per questo i due cosmonauti Oleg Kononenko e Nikolai Chub hanno effettuato una EVA per cercare di limitare le perdite del circuito ma anche per ulteriori compiti non correlati con quanto accaduto al modulo di ricerca scientifico. Questo è quello che sappiamo.

Stazione Spaziale Internazionale: i cosmonauti hanno lavorato sulla perdita

L’attività extraveicolare è iniziata alle 19:29 di ieri (ora italiana) e proseguita per circa 7,5 ore, concludendosi intorno alle 3:35 di oggi. Come scritto, non si è trattata di una EVA focalizzata solamente sulla perdita di refrigerante in quanto è stato installato anche un nuovo radar ed è stato rilasciato un satellite sperimentale con vela solare (anche se quest’ultima non si sarebbe dispiegata correttamente). Nonostante tutto l’attenzione massima è stata proprio durante le operazioni legate al modulo Nauka.

nauka leak iss

Sul blog ufficiale della NASA è stato riportato che durante l’attività extraveicolare i due cosmonauti “hanno ispezionato e fotografato un radiatore di backup esterno sul modulo da laboratorio multiuso, oltre a isolare il radiatore dal sistema di raffreddamento di Nauka”.

iss nauka

Una delle difficoltà maggiori è stata quella di non contaminare strumentazioni ed equipaggiamento con il liquido anche se piccole quantità sono finite sulle tute e sulla visiera e sono state asciugate con asciugamani (che non sono stati efficaci come sperato) che sono poi stati allontanati dalla ISS per bruciare nell’atmosfera. Le tute e gli strumenti sono stati riportati all’interno della Stazione Spaziale Internazionale lasciandoli in via precauzionale nell’airlock del modulo Poisk affinché il liquido potesse evaporare e quindi essere aspirato dal sistema di ricircolo dell’aria (del quale è stato aumentato il flusso).

nauka iss

Kononenko ha anche notato diversi fori nella zona del radiatore ma non si tratterebbe di un problema né costruttivo né causato post-installazione. I fori potrebbero comunque veicolare parte del liquido in altre zone rendendone difficile la rimozione. Proprio l’eliminazione completa del liquido refrigerante non è stata completata ma il centro di controllo russo ha stabilito che i due cosmonauti si sarebbero dovuti allontanare per evitare ulteriori contaminazioni (e continuare con i successivi compiti).

All’interno di questi sistemi di dissipazione viene utilizzata ammoniaca che è tossica in grandi quantità, ma in un ambiente chiuso e limitato come quello della Stazione Spaziale Internazionale potrebbe comportare problemi se non correttamente eliminata il più velocemente possibile. Questa è stata la 268ª attività extraveicolare a bordo della ISS, l’11ª per quest’anno e la prima dell’Expedition 70.

iss nauka

La motivazione del guasto non è ancora nota e potrebbero volerci alcune settimane prima che sia resa pubblica. Ricordiamo che negli ultimi mesi la Stazione Spaziale Internazionale aveva visto anche problemi alla navicella russa Soyuz MS-22 e a quella Progress MS-21 con la prima che è rientrata sulla Terra senza equipaggio (che ha invece impiegato la Soyuz MS-23) mentre la seconda è stata fatta bruciare nell’atmosfera, come previsto. In precedenza il modulo Nauka (arrivato nel luglio 2021) aveva visto un’accensione imprevista dei motori causando qualche problema alla ISS ma senza danni sul lungo periodo. Ancora prima il segmento russo aveva visto perdite d’aria non ancora completamente sigillate.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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