NASA: i costi della missione Mars Sample Return sono cresciuti più del previsto

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NASA: i costi della missione Mars Sample Return sono cresciuti più del previsto

La NASA ci ha abituato a missioni decisamente ambiziose come il primo essere umano sulla Luna (e missioni successive) ma anche rover in grado di muoversi su Marte per moltissimi Sol (Perseverance e Curiosity i due ancora attivi) fino a primo drone che si è sollevato su un altro pianeta (Ingenuity). Una delle più complesse dei prossimi anni sarà la missione Mars Sample Return che prevede di riportare le provette raccolte da Perseverance sulla Terra.

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Questa sarà la prima volta per l’umanità (se la Cina non batterà il duo NASA/ESA) di avere la possibilità di analizzare direttamente sulla Terra campioni di un altro pianeta. In passato e nel prossimo futuro invece sono stati analizzati e saranno analizzati campioni della Luna e di asteroidi. Una missione di questo tipo ha però diverse incognite non potendo basarsi su precedenti e questo e altre motivazioni potrebbero aver portato a un incremento dei costi rispetto a quanto preventivato. Un grande problema per l’agenzia spaziale statunitense.

I costi della missione Mars Sample Return: un problema per la NASA

Il 23 giugno è stato pubblicato una notizia su ArsTechnica che trattava proprio questo problema. Eric Berger (fonte molto affidabile) ha riportato alcune indiscrezioni che citavano come il costo della missione Mars Sample Return sarebbe duplicato con il passare del tempo passando così dai circa 4,4 miliardi di dollari agli 8 miliardi di dollari fino a 9 miliardi di dollari stimati attualmente. A titolo esemplificativo, la missione Mars 2020, quella che comprende Perseverance e Ingenuity, ha un costo di circa 2,8 miliardi di dollari.

Sempre Berger ha poi aggiunto che questi costi coprirebbero sviluppo e test dei vari sistemi utilizzati mentre non sarebbero compresi costi di lancio, i costi operativi per un periodo di cinque anni e realizzazione di una nuova struttura di raccolta dei campioni. Se si aggiungessero queste variabili si arriverebbe a circa 10 miliardi di dollari.

Lo stesso Thomas Zurbuchen (in precedenza alla direzione del Science Mission Directorate) ha dichiarato in risposta all’articolo che “amo questa missione storica e spero che ci sia una soluzione, soprattutto perché è una partnership internazionale. Ma nessuna singola missione è più importante dell’intera salute della comunità scientifica”. Il riferimento finale riguarda il fatto che un incremento dei costi della missione Mars Sample Return potrebbe mettere a rischio altre missioni scientifiche di “secondo piano” in quanto il budget della NASA ha comunque dei limiti (sempre più stringenti con il passare del tempo). Questo potrebbe significare che per portare a termine quella missione altre potrebbero essere “sacrificate” (per esempio VERITAS verso Venere o Dragonfly verso Titano).

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Alcune problematiche sarebbero state individuate nella pianificazione iniziale della missione (ricollegabili al JPL), rivista successivamente, che avrebbero incrementato i costi. Alcune indiscrezioni sottolineerebbero lo scetticismo nel riuscire a far atterrare un lander di 7,7 x 2,1 metri con una massa di 3,4 tonnellate su Marte. Si tratta del più grande manufatto che arriverebbe sulla superficie del Pianeta Rosso. A causa della complessità della struttura è quasi certo che la data di lancio potrebbe essere posticipata al 2030 o oltre ritardando così la consegna dei campioni.

Ci sarebbero poi alcuni vincoli legati al fatto che la missione potrebbe non dimostrare tracce di vita presente o passata su Marte e se fallisse il complicato sistema di rientro dei campioni si perderebbero di colpo 10 miliardi di dollari (stimati). Una delle possibilità è quella di affidare la realizzazione del lander a una società privata con un contratto a costo fisso. Si potrebbe poi anche non lanciare due droni come Ingenuity per il piano di backup ma solamente uno.

La NASA non ha comunque sottovalutato la questione e la notizia su Mars Sample Return non è passata inosservata. L’agenzia ha infatti risposto che “la NASA valuta ogni anno un’ampia gamma di scenari di finanziamento per il suo portafoglio di missioni come parte del suo processo di budget annuale. Le missioni in fase di sviluppo, come Mars Sample Return, hanno più variabili da considerare, fornendo una gamma più ampia di scenari da valutare: tutti gli scenari sono altamente speculativi”. La NASA ha poi aggiunto che tra gli scenari possibili, “uno includeva una gamma di costi del ciclo di vita di 8-9 miliardi di dollari, che includeva stime dei costi di lancio, funzionamento e fase di chiusura”. Entro la fine dell’anno ci potrebbero essere novità in merito ai costi della missione ma potrebbe esserci comunque più di un problema da affrontare.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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