Dopo Twitter, ora Elon Musk vuole comprare anche Substack

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Dopo Twitter, ora Elon Musk vuole comprare anche Substack

Fondata nel 2017, Substack è una popolare piattaforma online che consente ai propri utenti di gestire blog e newsletter per raggiungere i lettori in modo efficace. Nel corso degli anni, è diventata una destinazione di riferimento per i contenuti di qualità di alcuni dei giornalisti ed esperti più rispettati del settore.

Tra questi, Matt Taibbi, colui che ha pubblicato la prima ondata di documenti relativi ai Twitter Files. Diventati pubblici anche grazie al supporto dello stesso Elon Musk, i Twitter Files evidenzierebbero l’intenzione del social network di limitare la diffusione di account di esponenti della destra statunitense, una pratica che sarebbe avvenuta prima dell’arrivo dello stesso Musk in azienda.

Substack

Non è stata quindi una sorpresa che in una recente interazione su Twitter, a Musk sia stato chiesto se sia disposto ad acquistare Substack. Con Twitter e Substack che lavorano insieme, Musk potrebbe portare a compimento il suo progetto di istituire un’alternativa potente rispetto ai media mainstream.

Quando gli è stato chiesto se potrebbe comprare anche Substack, Musk ha scritto: “Sono aperto all’idea”. Già all’inizio del mese, d’altronde, l’imprenditore di origini sudafricane aveva commentato positivamente su alcune sinergie che potrebbero venirsi a creare tra Twitter e Substack.

Da quando ha assunto la proprietà di Twitter, Elon Musk ha adottato una posizione decisa nei confronti del giornalismo tradizionale. Nei giorni scorsi ha anche sospeso i profili di diversi giornalisti di alto profilo: non è chiaro il motivo della decisione ma alcuni dei profili sospesi avevano twittato a proposito della sospensione dell’account dello studente che tracciava il jet di Musk. Dopo l’ondata di proteste che la decisione ha scatenato, Twitter ha ripristinato i profili dei giornalisti coinvolti.

Non sono completamente chiari gli intenti di Musk né se le sue rivendicazioni contro il giornalismo tradizionale siano fondate o meno. Quanto ai cosiddetti Twitter Files, hanno avuto riscontri molto limitati sui media tradizionali, mentre molta più risonanza hanno ottenuto tramite i cosiddetti siti di contro-informazione.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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