Intel e l’uso di acqua: in Stati Uniti, Costa Rica e India ne restituisce più di quanta ne usa

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Intel e l’uso di acqua: in Stati Uniti, Costa Rica e India ne restituisce più di quanta ne usa

Stati Uniti, Costa Rica e India sono i primi tre Paesi in cui Intel “ripristina e restituisce più acqua di quante ne prelevi” per le proprie operazioni di business. Dopo aver annunciato l’impegno a diventare “carbon neutral” entro il 2040, il colosso dei microchip statunitense comunica buone notizie nella sua non semplice corsa verso un maggior rispetto dell’ambiente, qualcosa che non è iniziato ieri ma oltre 10 anni fa.

Cinque anni fa, ci siamo pubblicamente posti l’obiettivo di ripristinare il 100% dei nostri consumi e siamo diventati la prima azienda tecnologica a farlo. Due anni fa, abbiamo annunciato il nostro obiettivo di ottenere la net positivity idrica entro il 2030, spinti dal nostro impegno a ridurre l’impatto complessivo sui bacini idrografici locali e sostenere le risorse idriche che servono la popolazione. È con emozione che oggi annunciamo di essere ‘net positive’ in tre Paesi, grazie a solide partnership con organizzazioni non profit ambientali e governi locali e attraverso i nostri investimenti nella gestione dell’acqua. Non ci fermiamo qui, ora intendiamo raggiungere questo risultato in tutte le località in cui operiamo“, ha dichiarato Todd Brady, direttore per la sostenibilità e vicepresidente per gli affari pubblici globali di Intel.

Lo scorso anno, Intel ha usato oltre 60 miliardi di litri di acqua dolce, bonificata e dissalata, a livello globale, e grazie alle sue pratiche di gestione delle risorse idriche, ha restituito alle comunità locali circa 50 miliardi di litri di acqua defluita dai propri impianti. Anche in nuovi impianti in costruzione negli Stati Uniti e in Europa saranno progettati per rispettare l’obiettivo che l’azienda si è data.

L’acqua è tra le risorse più importanti di un impianto che produce semiconduttori. Intel utilizza sia acqua dolce, sia acque reflue, oltre ad approvvigionarsi da altre fonti. In Israele si utilizza acqua marina dissalata, mentre in altri siti acqua di pozzo o acqua piovana per integrare l’acqua di falda.

“Mantenere in equilibrio il bilancio dei consumi idrici significa lavorare per conservare e riutilizzare l’acqua ovunque sia possibile. Una parte dell’acqua acquistata da Intel viene dispersa tra irrigazione ed evaporazione, ma all’interno dell’azienda facciamo enormi sforzi per risparmiare acqua e assicurarci di essere il più possibili attenti nell’uso dell’acqua”, riporta l’azienda in una nota.

Gli sforzi in oggetto hanno consentito a Intel di risparmiare oltre 35 miliardi di litri lo scorso anno, il 114% in più rispetto a due anni prima. Una maggiore efficienza dei processi produttivi significa che Intel è in grado di produrre di più con meno risorse, mentre gli impianti di depurazione interni consentono all’azienda di massimizzare il riuso dell’acqua e ridurre l’utilizzo di acqua dolce da fonti esterne.

Nel 2021 Intel ha fatto importanti progressi nell’implementazione di impianti di depurazione idrica, che consentono di trattare e riutilizzare l’acqua nelle torri di raffreddamento e negli scrubber, a vantaggio della conservazione della risorsa. La domanda che sorge spontanea è: come fa Intel a restituire più acqua di quella prelevata, anche solo pensando all’evaporazione e alle altre perdite che non può controllare?

L’azienda spiega che, oltre alle tecniche di conservazione tradizionali, c’è tutto un lavoro che comprende la riqualificazione delle economie locali, secondo modalità che abbiano un impatto a lungo termine. Ad esempio, Intel lavora per ripristinare i bacini idrografici nelle vicinanze dei suoi siti.

In Arizona, ad esempio, il fiume Verde ospita uccelli migratori, la nidificazione delle aquile reali, lontre di fiume e pesci. Il fiume è anche una delle principali fonti idriche per la città di Phoenix ed è fondamentale per l’economia agricola della zona. Nei mesi estivi incrementano le temperature e i prelievi dal fiume aumentano per irrigare le colture.

Un progetto finanziato da Intel incentiva gli agricoltori a sostituire le colture che richiedono un’irrigazione intensiva nei mesi estivi con l’orzo, che viene raccolto all’inizio dell’anno e richiede meno acqua. Nell’ambito del progetto, un investimento in una malteria locale ha consentito di ridurre i costi di maltatura dell’orzo, che può quindi essere venduto a costi vantaggiosi a birrifici locali che in precedenza dovevano utilizzare fornitori esterni allo stato dell’Arizona.

A Bengaluru, in India, un tempo conosciuta come la “Città dei laghi”, un significativo sviluppo urbanistico ha portato a un estremo stress idrico e all’esaurimento delle acque di falda. Per sostenere le risorse idriche della città, Intel ha finanziato due progetti di ripristino dell’acqua che, una volta completati, ripristineranno circa 380 milioni di litri d’acqua ogni anno tra il lago Dyavasandra e il lago Nanjapura.

L’espansione produttiva negli Stati Uniti e in Europa andrà ad aumentare l’impronta idrica di Intel, ma il traguardo del 2030 rimane costante: per tagliarlo dovrà risparmiare circa 227 miliardi di litri d’acqua e ripristinare oltre il 100% del suo consumo globale di acqua dolce. Quanto è vicina Intel a raggiungere questo 100%? È praticamente a un tiro di schioppo: nel 2021 è arrivata al 99%.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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