ESA ha lanciato con successo il nuovo razzo spaziale Vega-C, ora si guarda al futuro

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ESA ha lanciato con successo il nuovo razzo spaziale Vega-C, ora si guarda al futuro

Mentre arrivavano notizie poco incoraggianti dal fronte della collaborazione tra ESA e Roscosmos, con l’ormai certa fine della collaborazione tra le due agenzie spaziali per la missione ExoMars, nella Guyana francese si compiva correttamente il lancio del nuovo razzo spaziale Vega-C con a bordo molta “Italia”. Un nuovo passo in avanti per l’indipendenza dei lanci per l’Europa, fondamentale in questo periodo.

Nelle scorse settimane (e giorni) si è parlato anche dell’arrivo nei prossimi anni di lanciatori riutilizzabili europei ma bisogna considerare che lo sviluppo richiederà diverso tempo e l’Europa non può dipendere da partner più o meno affidabili (dalla Russia agli Stati Uniti). Per questo il successo della missione VV21 è incoraggiante anche per la prospettiva della missione inaugurale del più grande e potente Ariane 6 (attesa tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023).

ESA Vega-C è stato lanciato con successo dalla Guyana francese

Il missione VV21 è decollata dallo spazioporto sudamericano alle 15:13 di oggi con una durata complessiva per il rilascio del carico utile di 2 ore e 15 minuti mentre la massa era pari a 474 kg con circa 296 kg attribuibili a LARES-2 mentre il restante peso era dovuto a sei CubeSat e ai relativi adattatori e strutture di trasporto.

esa vega-c

Come sottolineato dall’agenzia spaziale ESA, Vega-C permette di portare diversi miglioramenti rispetto al precedente Vega (che ha iniziato a volare nel 2012). Grazie a una nuova architettura del primo e del secondo stadio e un miglioramento per il quarto stadio si è passati dal riuscire a lanciare un carico utile di 1,5 tonnellate (per Vega) fino a 2,3 tonnellate in orbita polare a 700 km per quest’ultima evoluzione. L’altezza complessiva è pari a 34,8 m.

esa vega-c

Il primo stadio di Vega-C, chiamato P120C, è basato su P80 di Vega mentre Zefiro-40 del secondo stadio è completamente nuovo con il terzo stadio Zefiro-9 che invece è mutuato dal precedente Vega. Di particolare importanza è lo stadio superiore che ha un motore riaccendibile utile per correggere la traiettoria e consentire di rilasciare più carichi utili in diverse orbite. AVUM+ utilizza propellente liquido e permette di allungare la durata delle missioni.

C’è poi da considerare che lo sviluppo di questo vettore è stato utile anche per fornire i motori P120C ad Ariane 6 (che li utilizzerà come booster con propellente allo stato solido in due o quattro unità).

esa vega-c

Come scritto, il carico utile comprendeva LARES-2 che serve a misurare quello che viene chiamato effetto frame-dragging collegato alla Teoria Generale della Relatività di Einstein (e per questo ha un’orbita con inclinazione particolare a una quota di quasi 6000 km). Ci sono poi tre CubeSat italiani con AstroBio che serve per rilevare biomolecole in orbita, Greencube che incorpora un esperimento per la crescita di vegetali in microgravità e ALPHA che invece è legato a rilevazioni della magnetosfera. Gli altri tre CubeSat sono Trisat-R (Slovenia), MTCube-2 (Francia) e Celesta (Francia).

Questo però è solo l’inizio. Anche se il razzo spaziale Vega-C ha appena iniziato la sua vita operativa già si sta guardando a Vega-E che dovrebbe iniziare le operazioni nel 2026 che non avrà la separazione tra terzo e quarto stadio ma solamente un terzo stadio con propellente criogenico come ossigeno e metano (con motore M10 realizzato da Avio).

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