La Cina punta sulle fonti energetiche non fossili: copriranno il 51% del fabbisogno nel 2025

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La Cina punta sulle fonti energetiche non fossili: copriranno il 51% del fabbisogno nel 2025

Abbiamo scritto come in Cina si stia cercando di spostare la mobilità verso quella elettrica e non più con motori a combustione interna (anche se attualmente quest’ultima è largamente più diffusa). Grazie anche a soluzioni come le stazioni di scambio batterie proposte da produttori come NIO questa transizione potrebbe essere meno “traumatica” per i milioni di guidatori cinesi. Proprio la società cinese ha intenzione di costruire 4000 stazioni di scambio batterie in tutto il Mondo per il 2025 espandendo così questo approccio di ricarica.

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Uno dei problemi è legato però all’aumento del fabbisogno energetico e a come l’energia viene prodotta. Anche se le grandi centrali elettriche possono avere un’efficienza superiore a quella dei motori termini installati nelle automobili, la nazione orientale ha intenzione di ridurre la sua dipendenza dai sulle fonti energetiche fossili. Il piano è di arrivare al 51% della produzione da fonti non fossili per il 2025, secondo il China Electricity Council (CEC).

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Si tratta di un piano a breve scadenza considerando che si dovrebbe compiere entro 3,5 anni in una nazione popolosa come quella cinese (anche se la percentuale da recuperare è relativamente modesta). La potenza installata in Cina per il 2025 dovrebbe toccare i 3 TW contro gli attuali 2,4 TW (per fare un confronto, a fine 2020, la potenza installata era pari a 120,42 GW) con oltre la metà che sarà prodotta da fonti non fossili.

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Se si considerano i dati cinesi per la fine del 2021, la capacità installata con fonti energetiche non fossili era pari a 1,12 TW coprendo così il 47% del fabbisogno della nazione (e facendo segnare un +13,5% rispetto al 2020). Questo numero lo si può raffrontare alle centrali a carbone “a basse emissioni” (il 93% di quelle funzionanti).

Se si considera questa fonte fossile, la produzione è stata pari a 1,03 TW di capacità venendo già superata dalle fonti non fossili. In generale però il fabbisogno della Cina sta crescendo e, sempre con i numeri del China Electricity Council sappiamo che le previsioni parlano di un aumento del 5-6% per la fine del 2022.

Nell’anno indicato come quello del sorpasso delle fonti non fossili rispetto a quelle fossili (il 2025), il consumo annuo di elettricità in Cina crescerà del 4,8%. Nel 2021 il consumo nazionale è stato pari a 8,331 TW/h con un aumento del 10,1% rispetto al 2020 e del 7,1% rispetto al 2019.

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