Recensione POCO F4 GT: uno smartphone top di gamma a meno di metà prezzo

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Recensione POCO F4 GT: uno smartphone top di gamma a meno di metà prezzo

POCO F4 GT è il nuovo smartphone della sussidiaria di Xiaomi che intende aggredire il mercato con un prezzo estremamente ridotto in relazione alle specifiche tecniche integrate. E’ stata questa la strategia del marchio con POCO F3 lo scorso anno, ma l’enorme qualità del suo predecessore – ancora oggi sul mercato a prezzi ridicoli – in relazione al prezzo di mercato potrebbe essere un grosso problema per il nuovo modello.

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Se si guardano le specifiche tecniche POCO F4 GT è uno smartphone pazzesco, soprattutto se si considera il prezzo di listino al lancio. Il nuovo flagship della sussidiaria di Xiaomi utilizza un processore Qualcomm Snapdragon 8 Gen 1 e viene venduto con 8 o 12 GB di RAM. Non offre la possibilità di espandere la memoria di archiviazione via microSD, ma i 128 o i 256 GB proposti nei due tagli in vendita sono soddisfacenti per la stragrande maggioranza degli utenti.

Recensione POCO F4 GT

Lo smartphone propone inoltre un display OLED con supporto ad HDR e risoluzione Full HD+ all’interno di una diagonale da 6,67″ e con la possibilità di spingersi fino a 120Hz come frequenza di aggiornamento, una batteria da 4.700mAh e – fiore all’occhiello nella sua fascia di prezzo – una ricarica da 120W che promette tempistiche inferiori ai 20 minuti per portare la batteria dallo 0 al 100%.

Recensione POCO F4 GT

Lo smartphone ha tutto: supporto 5G, Bluetooth 5.2, NFC, anche una porta infrarossi e quattro altoparlanti integrati che possono riprodurre audio a 24-bit e 192kHz. Il sensore di impronte non è sotto-vetro, ma laterale: scelta dettata probabilmente dalla necessità di abbattere più possibile i costo di produzione. Allo stesso scopo si possono notare alcuni sacrifici nel comparto fotografico, di certo non curato come sui dispositivi di fasce di mercato più elevate.

Recensione POCO F4 GT

Di seguito potete trovare la tabella con tutte le specifiche dello smartphone, dove è possibile notare che sul piano delle specifiche ci sono parecchie somiglianze con Redmi K50 Gaming, device mai distribuito in Italia. Anche sul piano del design ci troviamo in sostanza di fronte a un telefono decisamente simile, tuttavia POCO F4 GT non si rivolge al videogiocatore e vuole essere un device più versatile.

Specifiche tecniche

POCO F4 GT
OS (al lancio)
Android 12 con MIUI 13
Processore
Snapdragon 8 Gen 1 (4-nm)
1 x Cortex-X2 @ 3,00 GHz
3 x Cortex-A710 @ 2,50 GHz
4 x Cortex-A510 @ 1,80 GHz
RAM
Storage
128 o 256 GB
Non espandibili
Display

6,67″ OLED
1080 x 2400 pixel (395 PPI)
1 mld di colori, 120Hz, HDR10+
Gorilla Glass Victus
Supporto Always-on display

Fotocamere posteriori

Wide: 64 MP f/1.9, 26mm, PDAF
Ultra wide: 8 MP f/2.2, 120˚
Macro: 2 MP f/2.4

Fotocamera frontale

20 MP

Connessioni

5G / 4G LTE-A
Wi-Fi 6e
Bluetooth 5.2
NFC
Porta infrarossi
Dual SIM (Nano-SIM)
USB Type-C 2.0
NO jack audio 3.5mm

Audio

DAC 24-bit/192kHz

Sicurezza

Sensore d’impronte laterale

Batteria
4.700 mAh
Ricarica rapida 120W (17 minuti)
Supporto Power Delivery
Dimensioni
162,5 x 76,7 x 8,5 mm
Peso
210 grammi

POCO F4 GT prezzo

POCO F4 GT viene venduto all’interno di una scatola giallo-nera molto sgargiante, con un packaging in cartone e una dotazione standard.

Spicca ovviamente l’enorme e pesante caricabatterie da 120W, proposto insieme a un cavo USB Type-A/USB Type-C che può vantare un connettore terminale Type-C a 90°, che facilità l’uso del dispositivo quando è in carica. Abbiamo poi una custodia in gomma morbida trasparente, un adattatore USB Type-C / jack audio da 3.5mm e il clip per l’estrazione del vassoio della SIM. Non manca l’inutile manualistica.

  • POCO F4 GT: 499,90 € al lancio

POCO F4 GT è disponibile su po.co e su Amazon in tre colori: Stealth Black, Knight Silver e Cyber Yellow e due varianti:

  • 8GB + 128GB: €599,90
  • 12GB + 256GB: €699,90

Ovviamente, come da tradizione, non possono mancare i prezzi Early Bird, fino alle 23.59 del 29 aprile :

  • 8GB + 128GB: €499,90
  • 12GB + 256GB: €599,90

POCO ha inoltre aggiunto un altro servizio alle caratteristiche inziali del suo ultimo dispositivo: gli utenti possono godere di un servizio post-vendita premium, che offre una riparazione gratuita dello schermo entro i primi 6 mesi dopo l’acquisto; inoltre il servizio di abbonamento a YouTube, YouTube Premium, verrà preinstallato su POCO F4 GT con due mesi di abbonamento gratuito.

Come va POCO F4 GT?

Il nuovo flagship dell’azienda ha un design molto riconoscibile che ricorda quelli degli smartphone gaming. L’estetica è oggettivamente più forte e sbarazzina rispetto a quella di POCO F3, che risultava sin da subito più equilibrato ed elegante, molto più simile a un vero top di gamma.

Recensione POCO F4 GT

Recensione POCO F4 GT

Anche i due trigger a scomparsa, vera caratteristica peculiare di questo modello, vengono ripresi da una scocca che viene pensata prevalentemente per il gaming. I due tasti si possono disattivare o attivare attraverso due toggle meccanici: non appena si interagisce con questi ultimi infatti i tasti vengono fuori dalla scocca e sono cliccabili. Nel nostro sample in prova i due toggle “ballano” in maniera quasi impercettibile, ma il sistema ci è sembrato comunque solido. Ma cosa si può fare con questi due trigger?

I due “tasti pop-up”, così sono chiamati da POCO, sono del tutto personalizzabili. L’utente può infatti configurarli per accedere alla fotocamera, per registrare video, audio o la schermata, per accedere la torcia, per abilitare la modalità silenziosa o la vibrazione.

Sono due le modalità di interazione per ciascun trigger, per un totale di quattro azioni rapide: doppio click e tenere premuto. Durante il gameplay, inoltre, l’utente può scegliere di sottolineare l’interazione avvenuta con un effetto sonoro o con un’animazione visiva in prossimità del trigger con cui si è appena interagito. Una funzione in più che può essere utile in certi contesti, ma che a nostro avviso non fa la differenza nell’uso di tutti i giorni, mentre nei giochi a orientamento orizzontale può essere utile in molte occasioni.

Fra le funzioni esclusive c’è anche la luce LED posteriore, due barre nel box della fotocamera posteriore, che si accende in alcune circostanze o quando viene rilevata l’esecuzione di un gioco.

Per quanto invece riguarda l’esperienza d’uso, lo smartphone viene proposto con la MIUI 13.0.2 global, personalizzazione Xiaomi basata su Android 12. Non abbiamo molte peculiarità rispetto al software che possiamo trovare sui dispositivi della casa madre e la MIUI si presenta su POCO F4 GT con tutti i suoi pregi e difetti: colori sgargianti, tanti elementi a contrasto, tante opzioni di personalizzazione e il doppio centro notifiche (ma si può tornare a quello classico, se si vuole).

Con uno slide dall’alto verso il basso sulla destra del display si richiamano le azioni rapide, mentre se si compie la gesture sulla parte sinistra del terminale si accede alle notifiche vere e proprie. POCO F4 GT dà la possibilità di scegliere fra tantissimi temi che vanno a modificare diversi elementi dell’interfaccia, ma mancano gli abbinamenti cromatici fra app e UI generale presentati con Android 12.

Al solito la MIUI si mostra sempre molto leggera sull’hardware e di fatto nell’uso quotidiano assolve perfettamente al suo ruolo, non mostrando però grossissime differenze con dispositivi della stessa azienda dal costo inferiore. Sono presenti le “Funzionalità Speciali”, fra cui:

  • la barra laterale per accedere rapidamente alle applicazioni preferite
  • le finestre a comparsa, che consentono di accedere all’app contestuale trascinando verso il basso una notifica in arrivo
  • Secondo spazio, una sorta di account aggiuntivo rispetto a quello principale che consente di gestire dati e app sensibili con uno strato di sicurezza in più
  • ci sono poi Luce LED e i Tasti pop-up di cui abbiamo già parlato poco sopra.

Qualora lo volesse, l’utente può scegliere la navigazione via gesture in alternativa a quella tipica con i tre tasti on-screen sulla barra di navigazione inferiore, che è abilitata di default. Non ci sono stravolgimenti nel selettore delle app in background, che al solito mostra tutte le app recenti in due colonne. Toccando e tenendo premuta una scheda si accede a una serie di opzioni, come l’apertura dell’app a schermo diviso, mentre scorrendo verso sinistra o destra si avrà la chiusura della stessa. C’è infine la funzione Estensione di memoria che consente di utilizzare 3 GB della memoria di archiviazione come una sorta di cache per velocizzare l’OS, ma non abbiamo riscontrato grandi miglioramenti di sorta abilitandola.

L’esperienza d’uso generale è di grande qualità, anche grazie alla fluidità che da sempre ha contraddistinto la MIUI rispetto ad altre personalizzazioni. Lag e microscatti sono praticamente assenti, con i 120Hz che sono una gioia per gli occhi come avviene sui dispositivi top di gamma di pari generazione e hardware, che costano però anche più del doppio. Di buon livello il comparto connettività, sia per quanto riguarda il Wi-Fi che il segnale di rete, mentre l’uscita audio dei quattro speaker stereo integrati è ottima sul piano del volume, anche se il suono è carente di bassi rispetto ad altri device e i vari elementi della scena sonora tendono ad impastarsi quando si aumenta il volume. Di grande qualità il feedback aptico, estremamente potente e materico in ogni circostanza.

Recensione POCO F4 GT

Questo anche grazie allo Snapdragon 8 Gen 1, che offre le migliori prestazioni su Android al netto di un surriscaldamento abbastanza percepibile quando si stressa lo smartphone in maniera evidente. Non abbiamo riscontrato però i blocchi di cui ha sofferto Xiaomi 12 nelle nostre prove, con POCO F4 GT che paradossalmente – nonostante costi molto meno – si è rivelato più affidabile. C’è da dire però che il nuovo flagship POCO è uno smartphone ben più tozzo e ingombrante durante l’uso e il peso di 210 grammi si fa sentire eccome durante l’uso normale. Di certo non è un peso piuma, né un device ergonomico.

Tornando a Qualcomm Snapdragon 8 Gen 1, il SoC è sviluppato con processo produttivo a 4-nm e si basa al solito su un’architettura di tipo big.LITTLE con otto core dal consumo e dalle prestazioni diverse. Sono tre i cluster di core, con un setup 1+3+4:

  • il core Prime è basato su architettura Cortex-X2 dalla frequenza operativa massima di 3,0GHz, con 1MiB di cache L2 privata;
  • i core intermedi sono tre, e si basano invece su architettura Cortex-A710, operano a 2,4GHz e sfruttano un quantitativo di 512KiB di cache L2
  • infine abbiamo quattro core “efficiency”, basati su Cortex-A510 e operanti a 1,8GHz. Questi core sono suddivisi in coppie, con il quantitativo di cache L2 che non è stato specificato da Qualcomm;
  • tutti i core possono attingere a 6MiB di cache L3 condivisa e 4MiB di cache a livello di sistema sul controller di memoria (con interfaccia 64-bit LPDDR5-3200 e un totale teorico di 51,2GB/s di bandwidth)

Al suo interno è presente la GPU Adreno 730, forse il vero valore aggiunto in termini di prestazioni rispetto allo Snapdragon 888. Sul piano delle prestazioni grafiche, infatti, POCO F4 GT distanzia molte delle proposte della scorsa generazione, ponendosi comunque in ogni circostanza fra i dispositivi più performanti di tutta la categoria. Per quanto riguarda le prestazioni, rispetto al predecessore c’è un grande margine a vantaggio del nuovo modello.

Benchmark

Di seguito riportiamo i benchmark che abbiamo eseguito con il terminale.

Display

POCO F4 GT può contare su un ottimo display AMOLED da 6,67 pollici di diagonale con aspect-ratio di 20:9 e capace di riprodurre immagini dalla risoluzione massima di 2400 x 1080 pixel, quindi una Full HD allungata. La densità dei pixel è pari a poco meno di 400 ppi, mentre per quanto riguarda la frequenza di aggiornamento massima abbiamo il supporto ai 120Hz. Su entrambi gli smartphone l’utente può selezionare una modalità Automatica per la gestione del refresh rate, che permette al software di abilitare i 120Hz o i 60Hz in base al contenuto in riproduzione su schermo, oppure una modalità Personalizzata, bloccando i 60Hz o i 120Hz in base ai gusti dell’utente.

Recensione POCO F4 GT

Al solito la MIUI fa scegliere diversi profili colore nella schermata Combinazione di colori, con un’ampia possibilità di personalizzazione anche con opzioni molto capillari. Sono tre i profili principali:

  • Vivido: modalità che imposta un profilo fedele allo standard DCI-P3, con un bilanciamento del bianco freddo di default, ma configurabile da parte dell’utente.
  • Intenso: modalità che imposta un profilo con saturazioni massime estreme, spingendosi ai limiti effettivi del pannello.
  • Colore originale: modalità che imposta un profilo colore differente in base al contenuto in riproduzione, scegliendo fra DCI-P3 e sRGB, con un bilanciamento del bianco abbastanza fedele secondo lo standard D65.

Oltre ai preset di base, l’azienda permette all’utente di accedere a diverse Impostazioni avanzate, in cui l’utente può abilitare il profilo colore a livello di estensione cromatica in termini di saturazione scegliendo fra P3 o sRGB.

Recensione POCO F4 GT

Di default il bilanciamento del bianco viene impostato con una dominante fredda, ma la differenza con i profili principali sta nella possibilità di configurare in maniera fine ogni aspetto della riproduzione cromatica, ad esempio con i tre slider RGB delle componenti primarie, oppure agendo singolarmente su valori come Tonalità, Saturazione, Gamma e Contrasto. Con una calibrazione certosina (operazione che può avvenire in maniera molto semplice) questi smartphone potrebbero essere in grado di dare soddisfazioni anche a un pubblico estremamente esigente.

Abbiamo misurato una luminanza massima di 868 nit con questo smartphone, abbinata a ottimi valori per quanto riguarda il rapporto di contrasto grazie alla presenza del pannello OLED. Non è un risultato da primato, ma lo smartphone si comporta molto bene anche sotto la luce del sole, risultando visibile (anche se non come altri top di gamma). Nelle nostre prove il sensore di luminosità non si è rivelato velocissimo a rilevare i cambiamenti di luce come invece accade su altri modelli della stessa categoria.

Analisi gamut (saturazioni massime)


Vivido


Intenso


Colore originale (P3)

Analisi RGB (bilanciamento del bianco)


Vivido


Intenso


Colore originale (P3)

Analisi curva di gamma (progressione scala dei grigi)


Vivido


Intenso


Colore originale (P3)

Analisi DeltaE (fedeltà cromatica saturazioni intermedie)


Vivido


Intenso


Colore originale (P3)

Abbiamo preso come riferimento per l’analisi del display le modalità predefinite, che riteniamo siano quelle che utilizzeranno maggiormente gli utenti finali di POCO F4 GT. Come del resto si evince dalle descrizioni del produttore, la modalità più precisa è Colore originale, che purtroppo riproduce le schermate del sistema operativo con il profilo meno esteso sRGB, abilitando il profilo DCI-P3 solo quando viene rilevata la riproduzione di contenuti compatibili. In questo caso abbiamo valori di ottimo livello: ottima la copertura del gamut P3, ottima la progressione tonale della scala di grigi, ottimo anche il Delta-E medio con i colori del Macbet Color Checker (il DeltaE medio è circa 2, un valore eccellente per la riproduzione dei contenuti). Nelle altre modalità quello che cambia è prevalentemente il bilanciamento del bianco (più freddo) e la saturazione massima, che è decisamente più estesa rispetto ai limiti del P3. Nella modalità Intenso anche la curva di gamma è leggermente meno decisa, scelta effettuata per rendere più contrastate le immagini rispetto al riferimento. Il DeltaE medio però è decisamente superiore rispetto a quanto avviene con la modalità Colore originale.

Riproduzione HDR


Gamma (HDR)


Gamut (HDR)

La riproduzione HDR è di buona qualità, anche se la fedeltà cromatica è compromessa visibilmente da una curva di gamma sensibilmente drogata rispetto al riferimento. Come già visto su parecchi smartphone delle ultime generazioni i produttori tendono ad aumentare la luminanza delle tonalità di colore intermedie, presentando immagini visibilmente più chiare rispetto al riferimento (probabilmente per “correggere” la tendenza verso lo scuro di alcuni contenuti multimediali ad ampia gamma dinamica). La luminanza massima è comunque ottima con la riproduzione HDR (poco più di 850 nit), ed è ottima anche la copertura del gamut secondo lo standard DCI-P3.

Durata della batteria

La batteria di POCO F4 GT è da 4.700 mAh e nell’uso di tutti i giorni consente di raggiungere la sera senza troppi problemi.

Recensione POCO F4 GT

L’autonomia non è elevatissima e nel nostro test (eseguito, lo ricordiamo, impostando il display a 200 nit e a 60Hz) ha fatto registrare un risultato lievemente inferiore rispetto a POCO F3, che monta un processore più vecchio e una batteria leggermente meno grande. E’ probabile che sia il display di POCO F3 – più efficiente a 200 nit e di qualità in diversi ambiti superiore – a garantire una migliore efficienza in generale. Si tratta comunque di valori molto vicini che garantiscono un’esperienza d’uso simile per entrambi i modelli. Quello che cambia è invece nella ricarica.

POCO F4 GT infatti supporta la ricarica rapida a 120W e anche la tecnologia Power Delivery. Grazie alla prima tecnologia abbiamo tempi di ricarica incredibilmente rapidi: il produttore dichiara una carica completa in 17 minuti, noi ne abbiamo impiegati poco meno di 20. Questo cambia totalmente il modo di usare lo smartphone, rendendo addirittura superflua la ricarica notturna: il tempo di una doccia è si è di nuovo a carica piena.

Fotocamera

La fotocamera è il tallone d’Achille per gli smartphone flagship di POCO, tuttavia quella di POCO F4 GT riesce a garantire risultati più che soddisfacenti pur non brillando in termini di versatilità.

Recensione POCO F4 GT

Di seguito il setup delle fotocamere e alcuni esempi di scatto:

Fotocamere posteriori

Wide: 64 MP f/1.9, 26mm, PDAF
Ultra wide: 8 MP f/2.2, 120˚
Macro: 2 MP f/2.4

Fotocamera frontale

20 MP

Clicca sulle anteprime per vedere le foto originali

Principale


Zoom 2x digitale


Ultra-wide


Principale – spazi interni


Principale – scarsa luce ambiente


Principale – scarsa luce ambiente


Principale – Modalità notte


Modulo macro


Modulo macro

La fotocamera garantisce scatti di ottima qualità sotto la luce del sole e si difende molto bene anche quando la luce ambiente non è ottimale. Questo nonostante l’assenza della stabilizzazione ottica, con POCO che riesce a gestire rumore e micromosso molto meglio rispetto ad altri device di pari fascia di mercato o di prezzo inferiore. Anche il modulo ultra grandangolare scatta ottime foto per quanto riguarda dettagli e gestione dei colori, soffrendo un po’ di più invece quando la luce cala. Manca lo zoom ottico, e quello digitale mostra qualche difficoltà rispetto alle soluzioni implementate su smartphone più costosi.

Per quanto riguarda la registrazione video, POCO F4 GT può registrare fino alla risoluzione 4K, massimo a 60 fps, mentre fra le modalità Slow motion c’è il supporto alla risoluzione Full HD a 120fps e HD a un massimo di 960fps.

Considerazioni finali

POCO F4 GT è al solito uno smartphone decisamente concreto, funzionale e con prestazioni molto elevate per il prezzo a cui viene venduto. Soprattutto considerando il listino “early bird”, pari a 500€ per la versione base, il nuovo flagship della sussidiaria di Xiaomi è decisamente interessante in termini di pura esperienza d’uso. Certo è che non è anticoncorrenziale come POCO F3, che l’anno scorso offriva un rapporto qualità-prezzo che descrivevamo quasi come un “difetto”, dal momento che a nostro avviso abbassava di troppo i margini di guadagno in un momento in cui big come LG dichiaravano l’abbandono del mercato.

Recensione POCO F4 GT

Quest’anno ci sono infatti alcuni compromessi in più cui si va incontro, a fronte di un prezzo di listino che aumenta sensibilmente. Ci riferiamo sicuramente al design (che trattiene tanto le impronte) forte, non di certo aggraziatissimo, rispetto a quello più elegante del predecessore, e a un form factor in generale meno ergonomico nell’uso di tutti i giorni. Inoltre, le chicche aggiuntive nell’esperienza d’uso (come i tasti pop-up) possono essere un valore aggiunto durante i gameplay ma non sono comodissime durante l’uso tradizionale dello smartphone nelle sue funzioni essenziali.

Ci sono comunque diverse chicche che rendono POCO F4 GT uno smartphone certamente interessante nella sua fascia di prezzo: le prestazioni ai vertici, confrontabili con quelle di smartphone da oltre 1000€, la ricarica fulminea (meno di 20 minuti), e la fotocamera che – sebbene non da top di gamma – offre una qualità più che soddisfacente per l’utente comune. Caratteristiche che potrebbero a nostro avviso far dimenticare facilmente l’estetica meno pregiata, soprattutto all’utente meno modaiolo. Il problema? POCO F3. In questi giorni si è potuto acquistare intorno ai 200 euro, e ancora oggi quello smartphone ha ancora molto da dire risultando addirittura preferibile in alcuni contesti rispetto al suo successore.

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Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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