Tesla Giga Berlin, produzione stroncata, ecco le mosse per portarla a regime (con le celle 4680)

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Tesla Giga Berlin, produzione stroncata, ecco le mosse per portarla a regime (con le celle 4680)

Dopo una lunghissima attesa, fatta di polemiche, proteste degli ambientalisti, e una lista infinita di pratiche burocratiche, la fabbrica Tesla situata a Grünheide, vicino a Berlino, è finalmente attiva. Le prime Model Y Performance prodotte nella nuova catena di montaggio stanno già raggiungendo i clienti in tutta Europa, ma la produzione non va certo a gonfie vele.

Lo stabilimento è sempre stato descritto come in grado di sfornare fino a 500.000 vetture all’anno, ma allo stato attuale ne sta producendo solo circa 350 a settimana. Lo scopriamo tramite un report del magazine Automobilwoche, che cita fonti interne all’azienda. Sempre secondo la ricostruzione dei media locali, la quota salirà a 1.000 auto ogni 7 giorni, ovvero all’incirca 30.000 veicoli entro la fine del 2022.

Una quota discreta, ma decisamente più bassa delle aspettative, si dice forse per mancanza di personale, dato che vi lavorano al momento solo circa 3.500 persone. Per questo motivo un secondo turno produttivo non dovrebbe partire prima del prossimo giugno. Tuttavia, secondo altre fonti, la produzione sarebbe limitata da questioni di mancanza di materiali, soprattutto motori e batterie. Allo stato attuale infatti la fabbrica di Berlino si appoggia a quella di Shanghai per questi due fondamentali componenti, con la struttura cinese che invece lavora a pieno ritmo, ed anche più, e probabilmente non ha molte forniture in eccedenza da poter spedire in Europa.

Tesla Giga Berlin

Questo perché al momento in Germania si fa ancora affidamento su batterie con celle al litio nel formato 2170, mentre le famose – più grandi e più efficienti – 4680 sono appannaggio solo della fabbrica in Texas. Sempre secondo Automobilwoche, proprio il passaggio alle nuove batterie potrebbe dare la spinta finale alla Giga Berlin, con le linee che verrebbero bloccate in autunno per permettere la conversione dei macchinari. Non è tuttavia specificato il mese esatto, e non sappiamo nemmeno se le celle 4680 verranno prodotte in loco (come è in realtà programmato fin dall’inizio) o se verranno importate dalla Giga Austin, che nel frattempo avrà accumulato diversi mesi di esperienza e produzione.

La Giga Berlin quindi rischierebbe di passare da un collo di bottiglia ad un altro, senza riuscire a raggiungere il suo massimo produttivo nemmeno nei primi mesi del 2023. Mesi in cui Tesla avrà il suo bel da fare, considerando che Musk vorrebbe proprio in quel periodo iniziare anche la produzione della nuova Roadster e del Cybertruck. Il CEO e i suoi collaboratori devono muovere sullo scacchiere con estrema attenzione, per non rischiare di mettere in difficoltà diverse linee produttive contemporaneamente.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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