Ray-Ban Stories: finalmente veri occhiali ‘smart’ alla moda. La recensione

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Ray-Ban Stories: finalmente veri occhiali ‘smart’ alla moda. La recensione

Meta (ex Facebook) ha deciso di competere con Snapchat e, anche se in ritardo, ha realizzato i suoi primi occhiali smart capaci di rendere più creativi e originali i contenuti per i social. Una prova non facile soprattutto perché gli occhiali sono un accessorio che finora in pochi hanno veramente preso in considerazione per renderlo davvero tecnologico. Quello che va elogiato a Meta, in questo caso, è stato quello di considerare un partner d’eccezione nella progettazione e realizzazione dei suoi primi occhiali smart: EssiloLuxottica e dunque Ray-Ban

È una differenza non da poco perché le due aziende sono riuscite a coniugare il design di un occhiale da vista o da sole classico e sempre alla moda con un accessorio tecnologico e smart come una fotocamera capace di registrare video o scattare foto in prima persona. È un primo passo questo, anche perché la collaborazione con EssilorLuxottica sarà pluriennale, e permetterà probabilmente di arrivare ad un occhiale sempre più tecnologico che possa sfidare le leggi del reale e introdurre magari l’utente anche nel futuro metaverso

Qui per il momento si potranno indossare classici occhiali Ray-Ban in tre diverse versioni e soprattutto con possibilità di averli con lenti scure per il sole o lenti graduate da vista. La montatura però si arricchisce di fotocamere, microfoni, altoparlanti, batterie e astine touch, il tutto in soli 5 grammi di peso in più rispetto ad una montatura classica. 

Sarà proprio questa la sfida di Meta: cercare di catturare l’attenzione degli utenti per un occhiale tecnologico e capace di svecchiare le classiche foto o i classici video ma dall’aspetto classico o almeno non prototipale come altri brand hanno invece proposto. Un semplice pulsante per fare tutto: scatti e registrazioni. Una superficie touch per avere il controllo su tutto e ancora comandi vocali per farlo anche in completa libertà mentre si sta passeggiando o correndo. 

DESIGN : finalmente dei veri occhiali ‘smart’ alla moda

Partiamo dall’aspetto estetico perché dei Ray-Ban Stories è una delle cose che colpisce subito. Il motivo è presto detto perché osservando gli occhiali smart di Meta e EssilorLuxottica ci si trova di fronte ad un paio di occhiali praticamente classici, in questo caso con lenti da sole. Ed è questo il primo punto vincente di questi Ray-Ban Stories: l’aspetto praticamente identico ad un occhiale classico non smart. È un aspetto vincente perché permette agli utenti di ottenere un prodotto che già è in uso nella vita quotidiana ma che di fatto garantisce un qualcosa in più, che in questo caso riguarda appunto il fare video e foto. 

Cosa differenzia gli occhiali smart Ray-Ban Stories da quelli non smart? Davvero in poco sia considerando il peso, le dimensioni ma anche nel vero e proprio aspetto estetico. I nostri occhiali in prova sono il modello Wayfarer di Ray-ban ossia il modello più classico della linea di occhiali da sole dell’azienda. A differenziare gli Stories ci sono i due sensori fotografici circolari da 5 Megapixel che vengono perfettamente integrati nella montatura quasi a farli sparire se non fosse, come vedremo poi, della presenza di un piccolo LED che si illumina per informare gli altri che stiamo registrando o scattando una foto. 

Gli occhiali sono in plastica ma di fatto dimensionalmente non cambiano se non per delle aste leggermente più spesse degli altri. Di questo ci accorgeremo non tanto alla vista, perché l’estetica davvero non cambia, ma nel momento di indossarli con un risultato leggermente più stringenti al viso. Nulla di male perché il tutto passerà comunque nel giro di pochi secondi. 

Come detto in apertura quello che permette ai Ray-Ban Stories di avere una vera marcia in più rispetto agli altri della concorrenza sta nel fatto che l’utente potrà andare in negozio e scegliere tra tre diverse montature: Wayfarer, Round e Meteor. E non solo perché come Ray-Ban ci ha assicurato negli anni anche con gli Stories sarà possibile scegliere lenti di diversi colori, polarizzate o ancora da sole e da vista ossia con soluzioni graduate. E ribadiamo che effettivamente è proprio questo aspetto che cambia radicalmente questo prodotto nella visione degli utenti perché chi vorrà avvicinarsi agli occhiali smart potrà farlo senza dover abbandonare lo stile classico degli occhiali da sole o da vista. 

Come sono fatti i Ray-Ban Stories? La costruzione come sempre è esemplare in pieno stile EssilorLuxottica. C’è la precisione nell’assemblaggio e c’è anche una perfetta sinergia tra i componenti tecnologici e quelli invece classici. Guardando da vicino gli occhiali però potremo scovare alcuni dettagli più tecnologici come un piccolo pulsante a scorrimento nell’asta di sinistra che permette di accendere e spegnere gli occhiali e soprattutto di rendere possibile l’accoppiamento con lo smartphone la prima volta. Vicino alla cerniera di destra invece troviamo un piccolo LED colorato che illuminandosi ci permetterà di capire quando l’occhiale è acceso o spento e soprattutto quando stiamo registrando.

In questo caso, una volta indossati, la luce LED potremo vederla con la coda dell’occhio ma di fatto avremo sempre la situazione sotto controllo, anche grazie ad un suono di inizio e fine registrazione. E visto che parliamo di suono sappiate che i Ray-Ban Stories sono multimediali anche per quanto riguarda l’audio. Sì, perché al di sotto delle due aste posseggono dei micro diffusori integrati che garantiscono di ascoltare musica o anche di effettuare una chiamata senza bisogno di utilizzare delle cuffie. In questo caso chiaramente la potenza non sarà esagerata soprattutto per non dare fastidio a chi ci sta intorno che, attenzione, percepirà comunque qualcosa in tal senso. 

Nascosto negli occhiali c’è anche un sistema a tre microfoni che garantisce l’uso degli occhiali anche in chiamata ma soprattutto di utilizzare la propria voce con l’assistente vocale per richiamare alcuni comandi di registrazione o scatto di foto. L’ultimo aggiornamento ha permesso di introdurre anche la lingua italiana e questo permette non solo di avere la lettura delle notifiche nella nostra madrelingua ma soprattutto di poter usare i comandi vocali in italiano. Comandi semplici ma comodi che vedremo a breve.

Infine sappiate anche che l’asta di destra è completamente touch nella sua superficie. Questo significa che basterà toccare la superficie con il dito per mettere in play o in pausa un determinato brano che stiamo ascoltando. Potremo anche andare avanti o indietro nella coda dei brani e ancora aumentare o meno il volume. Molto utile nel momento in cui non vorremo tirare fuori lo smartphone dalla tasca. 

E sempre sull’asta di destra, nella parte superiore, troveremo un pulsante fisico molto ben integrato nel design degli occhiali. È chiaramente il pulsante fisico delle fotocamere che ci permetterà di azionare con un breve tocco la registrazione di un video oppure, tenendo premuto per qualche secondo, la realizzazione di una foto. Comodo, veloce e senza rovinare l’aspetto estetico degli occhiali. 

HARDWARE e FOTOCAMERE: possono bastare

I Ray-Ban Stories sono occhiali smart e come detto possono registrare video POV o anche realizzare foto in prima persona. Per farlo chiaramente posseggono delle fotocamere: in questo caso sono due i sensori ed entrambi da 5 Megapixel. Nella pratica però quello che avviene è che il sistema una volta azionato scatta o registra la foto o il video tramite la fotocamera posizionata nella parte destra dell’occhiale mentre l’opposto sensore agisce di collaborazione andando ad aggiungere un effetto 3D o anche per migliorare effettivamente lo scatto o il video evitando rumori o anche aggiungendo l’HDR e la stabilizzazione dell’immagine, che qui è senza dubbio fondamentale. 

Sappiate che a livello hardware i Ray-Ban Stories sono occhiali che vedono la presenza di un processore Qualcomm, purtroppo non specificato, di una connettività Wi-Fi e anche di quella Bluetooth. E proprio grazie a queste due connessioni che possiamo accoppiare, la prima volta che li accendiamo, i Ray-Ban Stories al nostro smartphone. In questo caso il Bluetooth viene usato dagli occhiali per l’accoppiamento costante con lo smartphone e dunque anche per la trasmissione della musica e per le chiamate. Per quanto concerne invece il trasferimento delle foto e dei video dagli occhiali allo smartphone ecco che i Ray-Ban utilizzeranno la rete Wi-Fi che risulta più veloce e chiaramente migliore per questo tipo di cose. 

A livello di memoria gli occhiali possono spingersi fino ad un massimo di 500 foto e 30 video da poter memorizzare (la durata massima di una registrazione singola è di 30 secondi). Questo significa che più o meno la capacità dei Ray-Ban Stories non supera i 2GB considerando anche il sistema operativo. E per quanto concerne invece la batteria ecco che l’idea da parte di Ray-Ban è stata quella di posizionare dei connettori sul telaio, tra un’asta e la struttura principale, in modo tale da poter porre una batteria all’interno della custodia in modo da ricaricarli automaticamente nel momento in cui vengono riposti in essa.

La custodia è rigida e un po’ voluminosa ma non troppo pesante. Possiede una porta USB-C per il cavo (che viene anche posto in confezione) ed è presente un LED colorato per capire quando gli occhiali sono carichi o quando invece sono ancora in carica. E come vedremo la custodia permetterà di ricaricare almeno 3 volte i Ray-Ban Stories con una singola carica. 

APPLICAZIONE VIEW e FUNZIONAMENTO: divertenti!

Per far funzionare i Ray-Ban Stories si dovrà obbligatoriamente passare per l’applicazione View, sviluppata da Meta e distribuita sia su App Store per i device iOS che sul Play Store per i device Android

L’accoppiamento e il funzionamento risultano intuitivi e semplici oltre che veloci. Sostanzialmente si dovrà accedere per la prima volta all’applicazione tramite l’account di Facebook. A questo punto basterà accendere gli occhiali tramite il pulsantino a slitta e attendere che questi vengano rilevati dallo smartphone quando il LED di notifica passi dall’essere lampeggiante bianco a luce fissa verde. Gli occhiali verranno visualizzati sull’applicazione, dovranno essere selezionati, e a questo punto automaticamente verranno attivati per la prima volta. 


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La procedura guidata vi porterà a delineare alcune cose come la possibilità di ricevere notifiche in push relative agli occhiali (promemoria sullo spazio di archiviazione o anche aggiornamenti disponibili), quindi passerà a farvi configurare Facebook Assistant che, come detto, garantirà all’utente di usare la voce per chiedere di scattare una foto o registrare un video senza che sia necessario pigiare il pulsante. Al termine della procedura guidata gli occhiali saranno pronti e l’app View vi permetterà di avere il controllo sia delle impostazioni dei Ray-Ban Stories che di tutti i contenuti registrati o fotografati. Chiaramente l’attivazione degli occhiali tramite il proprio account Facebook permetterà di non far accedere nessun altro utente agli occhiali. 


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Come detto, usare i Ray-Ban Stories sarà più facile di quanto crediate. Basterà infatti tenere premuto il pulsante per almeno 3 secondi per realizzare uno scatto. Pigiando invece una sola volta il pulsante avverrà la registrazione e si potrà appunto acquisire fino a 30 secondi di video continuativo. Chiaramente con una pressione secondaria prima dei 30 secondi si potrà stoppare la registrazione nell’immediato. In alternativa a questo sarà possibile usare anche la voce per eseguire entrambe le azioni. L’ultimo aggiornamento ha introdotto anche la lingua italiana e questo vi garantirà di poter utilizzare i comandi direttamente in italiano: 

  • “Hey Facebook, scatta una foto” 
  • “Hey Facebook, fai un video”
  • “Hey Facebook, registra un video”
  • “Hey Facebook, interrompi la registrazione”

Si possono avere anche i controlli dei contenuti multimediali a voce. Ecco i comandi da impartire: 

  • “Hey Facebook, metti in pausa”
  • “Hey Facebook, ferma”
  • “Hey Facebook, riprendi”
  • “Hey Facebook, alza il volume”
  • “Hey Facebook, abbassa il volume”
  • “Hey Facebook, vai al prossimo brano”

E ancora è possibile chiedere lo stato della batteria: 

  • “Hey Facebook, stato della batteria”
  • “Hey Facebook, qual è il livello della batteria”

Per il momento l’assistente vocale di Facebook si ferma qui. Non è possibile interagire con lui e non è altrettanto possibile utilizzarlo per pubblicare automaticamente su Facebook o sui social qualche video o foto registrati. 


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Nell’app View risultano altrettanto interessanti anche delle funzionalità di post produzione delle immagini e video. Sì, perché è possibile utilizzare degli effetti 3D che permettono di dare “movimento” alle foto o effetti particolari ai video. In questo caso la funzione definita “Flashback” aggiunge una terza dimensione agli scatti grazie all’uso della profondità ripresa dalla seconda fotocamera. In questo caso però, a meno di scatti o soggetti estremamente precisi, difficile avere un risultato ben fatto a posteriori dell’effetto che crea alcuni artefici un po’ troppo esagerati.


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Possibile anche realizzare dei veloci montaggi da 15 o 30 secondi partendo dalle clip registrate con gli occhiali, perfetti per essere condivisi sui social. Tre le versioni predefinite da 15 o 30 secondi, con formato quadrato o verticale e con possibilità anche di aggiungere un titolo. Chiaramente le clip registrate potranno essere velocemente salvate anche sul rullino del proprio smartphone e potranno dunque essere editate o montate tramite altre applicazioni per la massima condivisione sui social.  

VIDEO E FOTO: come sono?

I Ray-Ban Stories sono nati come occhiali da sole o da vista ma soprattutto sono stati creati per creare riprese diverse da quelle normali. Chiaramente non nascono con l’idea di sostituire uno smartphone top di gamma o una macchina fotografica ma di certo la soluzione ideata da Meta e EssilorLuxottica non può che essere interessante anche nei risultati. 

Partiamo dal fatto che avremo a disposizione, come detto, un sensore da 5 Megapixel e che dunque non potremo raggiungere risultati di qualità elevata. Sappiamo anche che i Ray-Ban Stories sono stati realizzati per i social o almeno quello sarebbe l’intento e di conseguenza vedrete che i risultati ottenuti per queste piattaforme saranno più che validi. Oltretutto è l’originalità delle riprese a dover catturare l’attenzione: avere una visuale POV ossia in prima persona direttamente a livello testa su di un paio di occhiali è sicuramente comodo e anche originale. 

Come scattano le foto e come registrano i video questi Ray-Ban Stories? Tecnicamente sappiate che le foto vengono realizzate ad una risoluzione di 2592 x 1944 pixel mentre i video a 1184 x 1184 pixel a 30 frame al secondo. E partiamo dalle foto. In condizioni di buona luminosità potrete ottenere degli ottimi risultati. Chiaramente migliori nella visione da social e quindi da smartphone e non da PC. In quest’ultimo caso infatti la qualità dello scatto tenderà a degradare se aperto su PC dove emergeranno giustamente i limiti della definizione di cui avevamo precedentemente parlato. In condizioni di luce meno importante invece è palese il fatto che i Ray-Ban Stories fatichino a trovare il giusto compromesso tra rumore e buona definizione dell’immagine. Il sensore fatica, così come l’algoritmo. Meglio chiaramente in situazioni di ripresa in luoghi chiusi non troppo illuminati che effettivamente in situazioni di buio parziale o totale. In questo ultimo caso è normale che il sensore da 5 Megapixel non possa fare molto ma è anche altrettanto palese che se usiamo occhiali con lenti da sole non li useremo di certo di notte. Quindi poco male. 

I Ray-Ban Stories però danno il loro meglio con i video. Sì, perché la visione in movimento tramite ripresa POV è sempre molto gradita e ammettiamo che il risultato delle clip registrate, sempre con buone condizioni di luce, è davvero ottimo soprattutto nella stabilizzazione e anche nella messa a fuoco. È senza dubbio divertente riprendere in soggettiva e avere poi a posteriori un registrato che con altri device potrebbe non risultare così creativo o originale. Possiamo muoverci in modo tranquillo durante le riprese perché i Ray-Ban Stories riusciranno a registrare clip praticamente sempre stabilizzate (chiaramente in modo elettronico) permettendo di portare a casa un girato reale. Ci piace in queste riprese la spontaneità del risultato. Anche qui chiaramente non potremo raggiungere qualità eccelse da fotocamere professionali ma quello che registreremo ci potrà bastare per essere poi postato sui social, con buona resa dei colori dell’immagine. 

Ci è piaciuto anche come il field of view sia abbastanza ampio da catturare una buona parte di quanto osservato con gli occhi, dando modo di poter fare affidamento su di essi quando si registra, senza troppo preoccuparsi che il risultato non mostri quanto desiderato. Da fare attenzione nelle riprese del fatto che sì, la registrazione sarà in POV ossia in prima persona, ma che la fotocamera non sarà effettivamente allineata con gli occhi e questo potrebbe trarre in inganno poi nel risultato finale con il fatto che, i soggetti che incontreremo o la scena che stiamo riprendendo, potrebbero risultare leggermente più distanti rispetto alla realtà. Stessa cosa su l’orizzontalità della testa e dunque delle riprese. Sarà necessario a volte stare attenti su questo aspetto per cercare di ottenere soprattutto gli scatti dritti. 

 

Ottimo anche l’audio che arriva dagli altoparlanti posti sulle aste degli occhiali. In questo caso sarà possibile rispondere alle chiamate senza problemi e con un buon audio in entrata come anche in uscita grazie ai tre microfoni. Ma anche ascoltare musica o altri contenuti multimediali in completa comodità. Sì, perché l’audio viene percepito bene grazie alla giusta posizione delle aste vicino alle orecchie, con il compromesso chiaramente di poter far scappare qualcosa a chi ci è estremamente vicino. In questo caso non è tanto il disturbo che possiamo arrecare, visto che il volume non viene comunque percepito in modo elevato, ma piuttosto la poca privacy in caso di conversazione privata. 

BATTERIA e AUTONOMIA: comoda la custodia

I Ray-Ban Stories posseggono una batteria sulle aste. Non abbiamo l’amperaggio preciso dichiarato dalla società ma di fatto quello che possiamo esplicitare è senza dubbio una buona autonomia. Provandoli giorno dopo giorno ci siamo accorti che riusciamo a fare almeno 3 ore di ascolto continuativo dei contenuti multimediali senza scattare o registrare video ma solo parlando al telefono tramite gli occhiali o ascoltando musica. 

Per quanto riguarda invece le riprese e gli scatti ci ritroviamo in quanto dichiarato dai dati di Ray-Ban ossia gli occhiali possono riuscire a registrare almeno una ventina di video da 30 secondi, qualche chiamata e l’uso continuativo degli occhiali accesi anche se in standby. Sono autonomie giuste che permettono comunque di usare gli occhiali smart praticamente sempre carichi. Oltretutto la custodia permette di ricaricarli almeno 3 volte nella loro totalità e questo è ciò che effettivamente abbiamo appurato.

Da menzionare il fatto che Ray-Ban e Meta hanno rilasciato un aggiornamento nelle ultime settimane che ha aumentato un po’ l’autonomia migliorando anche le prestazioni in tal senso. Gli occhiali consumano meno soprattutto nel trasferire i contenuti sullo smartphone tramite app View, anche perché è sostanzialmente questa l’operazione che consuma maggiormente la batteria degli occhiali. 

CONCLUSIONI 

I Ray-Ban Stories sono dunque i primi occhiali smart di Meta e anche di EssilorLuxottica. Non sono chiaramente perfetti nella qualità delle riprese come anche negli scatti ma di fatto quello che ci ha colpito è l’efficacia che posseggono nel loro stile e nella loro estetica, oltre chiaramente ai risultati dei contenuti multimediali.

Sono Ray-Ban a tutti gli effetti, ce ne sono di tre modelli in diverse versioni, con lenti polarizzate o con lenti da vista. Ed è questo uno degli aspetti più importanti che li pongono al di sopra della concorrenza. Meta si è affidata al meglio nel settore degli occhiali e d è riuscita a proporre un oggetto che fosse identico a quello che la gente ama portare sempre ma con quel tocco di tecnologico che permette, quando si vuole, di fare cose carine e divertenti. 

Ed è forse proprio questo il punto: i Ray-Ban Stories sono occhiali divertenti. Basta un tocco per farli diventare futuristici tanto quanto basta per postare immagini o video sui social con una qualità che non ha paragoni con gli smartphone più costosi o con altri device del genere, ma che basta per l’uso per cui sono concepiti. E ben vengano in futuro aggiornamenti da questo punto di vista con implementazioni di lenti più performanti o di batterie più durature. 

Il loro prezzo è sicuramente importante rispetto a quello degli occhiali non smart. Parliamo di 329€ di partenza con soluzioni che vanno via via crescendo in base alla scelta delle lenti. Di fatto sono occhiali con tecnologia a bordo che garantiscono divertimento con un buon risultato finale. Chiaramente tutto sta nella propria esigenza: chi è creativo e vuole realizzare contenuti diversi non può che ottenere dei buoni risultati con i Ray-Ban Stories che non sono senza dubbio i soliti occhiali. 

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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