Gli astronauti cinesi di Shenzhou-13 hanno completato la missione con successo

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Gli astronauti cinesi di Shenzhou-13 hanno completato la missione con successo

Quando in Italia erano le 3:56 del 16 aprile, la capsula con i tre astronauti cinesi della missione Shenzhou-13 è atterrata correttamente nella regione del desertica del Dongfeng, come anticipato nei giorni scorsi. Tutto si è svolto come da programma e secondo la CMSA i taikonauti hanno dichiarato di “sentirsi bene” dopo l’atterraggio.

Shenzhou-13

Ancora una volta le informazioni che arrivano dalla Cina sono contrastanti, ma ufficialmente è stata impiegata una manovra di rientro rapido che consente di ridurre il numero di orbite e il tempo necessario tra l’undocking e l’atterraggio della capsula stessa. Questa è la prima volta che una missione cinese adotta questa modalità permettendo in futuro di utilizzarla per le altre missioni e riducendo anche lo stress per l’equipaggio. Un nuovo successo per il programma spaziale cinese, mentre si guarda al completamento della stazione spaziale Tiangong e alle missioni verso la Luna.

Il rientro dell’equipaggio della missione spaziale Shenzhou-13

Come scritto sopra, la modalità di rientro rapido ha consentito di passare dalle 11 orbite necessarie in passato alle 5 di questa missione spaziale. “L’implementazione del ritorno rapido può migliorare ulteriormente l’efficienza dell’esecuzione della missione di ritorno, ridurre i tempi di implementazione del controllo del volo a terra e migliorare il comfort degli astronauti che ritornano” ha spiegato la CMSA (divisione della CNSA per il volo spaziale umano).

Shenzhou-13

Sono tre i parametri che vengono considerati fondamentali per un rientro sicuro: velocità, temperatura e precisione. In orbita una capsula come quella di Shenzhou-13 può raggiungere i 7,8 km/s (28 mila km/h) e quindi deve essere rallentata per garantire la sicurezza delle fasi finali dell’atterraggio. I motori di controllo orbitale permettono di “frenare” la capsula per ridurre l’energia e l’altezza orbitale.

Anche il design della capsula è specifico per consentire di venire decelerata dalla resistenza aerodinamica ed è in questo momento che viene raggiunta una temperatura esterna di migliaia di gradi centigradi. All’interno la temperatura viene mantenuta tollerabile grazie a un materiale isolante e uno ablativo posto all’esterno (che si consuma durante la discesa).

Una volta che molta della velocità viene persa, si può aprire un grande paracadute per diminuire ulteriormente la velocità di rientro. Nelle fasi finali poi un sistema di razzi riduce la forza dell’impatto con il suolo permettendo decelerazioni sopportabili dagli astronauti cinesi di Shenzhou-13. Gli astronauti cinesi Zhai Zhigang, Wang Yaping e Ye Guangfu sono tornati a Pechino nel pomeriggio (ora locale) del 16 aprile, dopo il recupero nel deserto della Mongolia centrale.

Alcuni dati sulla missione spaziale cinese

Ricordiamo che la missione Shenzhou-13 è durata ben 183 giorni (circa 6 mesi), un record per le missioni spaziali cinesi. Tra le “prime volte” di questa missione c’è stato il primo rendezvous radiale e il docking con la CSS a 6,5 ore dal lancio.

Shenzhou-13

Ora Wang Yaping è l’astronauta cinese con la maggior permanenza in orbita cumulativa di sempre. Prima del lancio di questa missione, la navicella era stata impiegata come “supporto d’emergenza” nel caso l’equipaggio di Shenzhou-12 avesse avuto problemi.

In questa missione è stato impiegato anche il braccio robotico agganciato a Tiangong per movimentare un carico utile con una grande massa. Sono stati poi completati 9 esperimenti di tipo ingegneristico, 26 esperimenti medici e 2 esperimenti di applicazione spaziale legati alla microgravità. Sono state poi svolte diverse attività divulgative con le lezioni agli studenti cinesi del programma Tiangong Classroom.

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