Roscosmos offre agli astronauti ESA di volare a bordo delle Soyuz dalla Guyana francese

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Roscosmos offre agli astronauti ESA di volare a bordo delle Soyuz dalla Guyana francese

Come sappiamo lo Spazio e l’economia correlata sta subendo un’accelerazione importante negli ultimi anni. Non solo con nomi quali SpaceX ma anche con altre realtà che si stanno affiancando alle storiche agenzie spaziali per sopperire al fabbisogno delle varie entità coinvolte.

Recentemente gli astronauti ESA, attraverso la Association of Space Explorers, hanno realizzato un “manifesto” con le proprie idee relative al futuro dell’Unione Europea (e dell’ESA) e il suo posto nello Spazio. Un punto in particolare ha attirato l’attenzione di molti ed è relativo alla possibilità per l’ESA di slegarsi da USA e Russia per far raggiungere l’orbita ai propri astronauti. Una mano è stata tesa da Roscosmos e in particolare da Dmitry Rogozin, direttore generale dell’agenzia spaziale russa.

Roscosmos offre una mano a ESA per portare gli astronauti europei in orbita

Nel manifesto dell’ASE si può leggere come gli astronauti ESA sottolineino che “il prodotto interno lordo dell’Europa è paragonabile a quello degli Stati Uniti, ma il suo investimento congiunto nell’esplorazione spaziale non raggiunge nemmeno un decimo di quello della NASA”. Inoltre viene sottolineato come gli investimenti nel settore spaziale non sarebbero da considerare un costo ma un investimento viste le ricadute per l’intera Unione. Inoltre proprio in virtù della capacità economica europea la spesa sarebbe affrontabile.

astronauta esa

Il punto che ha fatto muovere Roscosmos con le dichiarazioni di Dmitry Rogozin riguarda in particolare la parte del manifesto che dice “per permetterci di portare avanti questi valori, per plasmare il futuro dell’esplorazione spaziale, manca un pezzo chiave del puzzle: dobbiamo poter contare sul nostro accesso autonomo allo Spazio per gli esseri umani”.

Attualmente l’ESA si deve affidare a Stati Uniti (con SpaceX Crew Dragon e in futuro con Boeing Starliner) o Russia (con le Soyuz) per poter arrivare fino alla Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta di un limite che crea una “dipendenza” da parte dell’agenzia spaziale europea verso terzi. Soprattutto in condizioni geopolitiche instabili, come quelle di questo periodo, è un limite che potrebbe essere sfruttato per fare pressioni.

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Il razzo russo Proton-M che lancerà la missione ESA/Roscosmos ExoMars 2022 (fonte)

In alcuni tweet del 17 febbraio (prima che la situazione in Ucraina cambiasse) Dmitry Rogozin ha offerto il supporto da parte di Roscosmos per aiutare l’ESA nel trovare l’indipendenza verso lo Spazio. In particolare si fa riferimento alla possibilità di lanciare Soyuz con equipaggio dalla Guyana francese (aggiornando la piattaforma di lancio).

La proposta di Rogozin chiaramente non è ciò che gli astronauti ESA (ma non direttamente dall’agenzia spaziale europea) hanno richiesto in quanto si troverebbero comunque a dover trattare con la Russia. Come riportato da ArsTechnica sembra che le trattative tra Roscosmos e l’ESA per lanciare missioni con equipaggio dallo spazioporto di Kourou siano in corso e quindi questa possibilità non è stata completamente scartata.

Una parte di ciò che gli astronauti hanno provato a sottolineare si intravede in MaiaSpace, startup europea che punta alla realizzazione di vettori riutilizzabili (un modo per ridurre la spesa per singolo lancio). Inoltre realizzare “da zero” una navicella spaziale affidabile è complesso ma non impossibile, come dimostrato da SpaceX con Crew Dragon. Cosa accadrà in futuro è difficile da dire. Con le tensioni tra Russia e paesi occidentali anche parte dei piani di sviluppo e condivisione potrebbero subire modifiche. Difficilmente missioni già programmate, come il lancio di ExoMars 2022 saranno rinviate o annullate. Ma su investimenti da milioni di euro nei prossimi anni potrebbero esserci delle sorprese.

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