Museo del Novecento: l’arte svelata nei minimi dettagli. Da Boccioni, Modigliani a Kandinskij

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Museo del Novecento: l’arte svelata nei minimi dettagli. Da Boccioni, Modigliani a Kandinskij

Umberto Boccioni, Amedeo Modigliani, Paul Klee e Vasilij Kandinskij sono tra gli artisti protagonisti del Museo del Novecento di Milano. Quest’ultimo diceva nel suo libro Lo spirituale nell’arte: ” Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti. Analogamente. ogni periodo culturale esprime una sua arte, che non si ripeterà mai più. Quello che disse Kandinskij nel più di un secolo fa è in qualche modo veritiero, e i ricorsi storici gli stanno dando ragione.

Museo del Novecento e tecnologia: un nuovo modo di vedere l’arte

Recentemente abbiamo visto la digitalizzazione del
Il quarto stato
di Giuseppe Pellizza da Volpedo, ma il Museo del Novecento non ha finito di mostrarci le sue opere in gigapixel, e di conseguenza ha stretto una collaborazione con Haltadefinizione per digitalizzare altri capolavori del Museo come: Elasticità (1912), Corpo umano (Dinamismo, 1913) e Dinamismo di un corpo umano (1913) di Umberto Boccioni, il Ritratto di Paul Guillaume di Amedeo Modigliani (1916), Wald Bau di Paul Klee (1919) e infine Composizione di Vasilij Kandinskij (1916).

Zune

Haltadefinizione è una società che si occupa di promuovere il patrimonio artistico attraverso la tecnologia, in particolare grazie a quella che viene chiamata “tecnologia gigapixel”. Un’immagine in gigapixel viene realizzata effettuando una serie di scatti ad altissima risoluzione di porzioni dell’opera, successivamente uniti con un software apposito attraverso un processo di stitching, che consente di ottenere un’unica immagine dell’intero soggetto.

Zune

Così, nasce un nuovo modo di vedere le opere d’arte, anche dove l’occhio nudo non riesce ad arrivare. I dipinti si possono ingrandire fino ad osservarne i minimi dettagli, dallo stile della pennellata all’utilizzo dei colori e della luce. Non solo bellezza, ma un’immagine gigapixel rappresenta anche un insostituibile supporto per il monitoraggio dello stato conservativo delle opere, permettendo di esaminare e supervisionare nel tempo l’evoluzione del grado di deterioramento della superficie attraverso il confronto di dati raccolti in momenti e acquisizioni differenti.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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