Il telescopio spaziale James Webb sta per entrare in orbita attorno al punto L2

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Il telescopio spaziale James Webb sta per entrare in orbita attorno al punto L2

Dal lancio del 25 dicembre 2021, il telescopio spaziale James Webb ha percorso molta strada. Nelle prossime ore ci sarà un ulteriore passo in avanti quando entrerà in orbita intorno al punto L2 (di Lagrange). Questo passaggio è fondamentale per permettere al grande telescopio di poter osservare il cielo assicurandosi nel contempo diversi vantaggi. Nel frattempo gli specchi primario e secondario sono stati portati in posizione “neutra” e sono pronti per l’allineamento definitivo.

jwst

Grazie a un aggiornamento del sito Web ufficiale è stato possibile seguire i movimenti dei vari segmenti del grande specchio primario. Si tratta di 18 segmenti esagonali realizzati in berillio e ricoperti da un sottilissimo strato d’oro e vetro che permettono di riflettere buona parte della radiazione infrarossa. Questo consentirà così agli scienziati di rilevare gli oggetti più deboli. Per l’allineamento definitivo servirà attendere circa cinque mesi considerando che ogni segmento deve muoversi singolarmente. Come scritto in passato, l’avventura del JWST è solo all’inizio.

Orbitare intorno al secondo punto di Lagrange (con un’orbita definita “halo” o “ad alone”), come anticipato, dà una serie di vantaggi al JWST. Per riuscirci gli ingegneri accenderanno ancora una volta i motori per la manovra di correzione chiamata MCC2 (mid-course correction burn). Si tratta dell’ultima programmata prima dell’arrivo nella sua orbita finale. In precedenza c’erano state la MCC1a e MCC1b che erano servite a far recuperare parte della velocità durante l’allontanamento dalla Terra. La manovra MCC2 avverrà alle ore 20:00 (in Italia) del 24 gennaio.

Il telescopio spaziale James Webb e il secondo punto di Lagrange (L2)

Gli ingegneri che seguono la missione hanno anche spiegato brevemente la scelta di posizionare il telescopio spaziale James Webb proprio in quella parte dello Spazio. Innanzitutto in quel punto dello Spazio le forze gravitazionali di Sole e Terra sono in equilibrio. Si è scelto di non essere “precisamente” nel punto L2 ma orbitarci attorno perché si tratta di una posizione più semplice da raggiungere e più efficiente dal punto di vista dell’utilizzo del propellente. La quantità di propellente è uno dei grandi limiti della missione.

james webb

Attualmente non è prevista nessuna possibilità di rifornimento. L’agenzia spaziale non ha comunque escluso che in 20 anni non possano essere trovate soluzioni attualmente troppo costose o complesse. C’è però da ricordare che parte dei costi della missione risiedono anche nel personale di Terra impiegato per gestirla. Questi attualmente sono stati già calcolati per i primi 5 anni (e opzionalmente per 10 anni). Bisognerà quindi che la NASA convinca partner (ESA e CSA) e i politici statunitensi dell’utilità dello strumento scientifico.

Il JWST potrà essere posizionato in modo tale che il Sole, la Terra e la Luna siano sempre nascoste dalla grande schermatura solare così che gli strumenti non vengano influenzati dalla radiazione infrarossa emessa da questi corpi. Orbitando attorno al punto L2 inoltre la Terra e la Luna non eclisseranno mai il Sole permettendo ai pannelli solari di fornire sempre energia al telescopio stesso.

webb telescopio

Essendo rivolto sempre verso un lato del cielo il telescopio spaziale James Webb potrà osservare quasi metà della volta celeste in ogni momento mentre nel corso di sei mesi potrà osservarla completamente (visto che oltre a orbitare intorno al punto L2 seguirà la Terra nella sua orbita). Anche le comunicazioni verso il centro operativo saranno semplificate con la possibilità di comunicare tutti i giorni per quattro ore al giorno grazie al Deep Space Network e alle antenne spagnola, australiana e statunitense.

Attualmente il telescopio spaziale James Webb si trova a 1,42 milioni di km dalla Terra e ha completato circa il 97% del suo viaggio verso il punto L2. La sua velocità attuale è pari a 0,2139 km/s mentre le temperature registrate sono pari a 57°C e 11°C (lato caldo) e -207°C e -201°C (lato freddo). Come scritto sopra, la prima immagine dopo l’allineamento degli specchi dovrebbe arrivare tra circa cinque mesi con il soggetto che sarà la Grande Nube di Magellano.

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