Telescopio spaziale James Webb: cos’è stato detto durante la conferenza e gli ultimi aggiornamenti

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Telescopio spaziale James Webb: cos’è stato detto durante la conferenza e gli ultimi aggiornamenti

Nella giornata di ieri, quando in Italia erano le 17:30, la NASA ha tenuto una conferenza per parlare di alcune novità sulle procedure di apertura del telescopio spaziale James Webb. Come sappiamo in queste ore è in corso il tensionamento dei cinque strati della schermatura solare inferiore che durerà dai due ai tre giorni. Si tratta di un momento critico e gli ingegneri vogliono prendere tutto il tempo necessario per portarla a termine con successo.

Quando il tensionamento sarà completato (con successo) circa il 70%-75% dei 344 “singoli punti di fallimento [ndr. della missione] saranno superati, come dichiarato da Bill Ochs (Project Manager di Webb alla NASA). Questo chiaramente non comporterà la fine del periodo di configurazione iniziale visto che successivamente mancheranno ancora diversi passaggi per il suo completamento. Ricordiamo poi che la prima immagine del JWST dovrebbe arrivare tra circa 6 mesi.

La conferenza della NASA per il telescopio spaziale James Webb

Il primo a parlare durante la conferenza telefonica è stato proprio Bill Ochs (project manager per Webb) che ha ricordato come tutto il team che segue la missione del JWST sta lavorando senza sosta dal momento del lancio. Nonostante tutto c’è stato modo di bilanciare la parte lavorativa con il meritato riposo (su turni) evitando così che siano troppo stanchi.

jwst telescopio spaziale

Ochs ha anche sottolineato come, nonostante tutti i test e le simulazioni a terra, quando si lancia un satellite (o un telescopio spaziale come il JWST) le cose in orbita sono comunque un po’ differenti. Per questo ci vuole tempo per conoscere nel dettaglio le situazioni. Il project manager ha ricordato le fasi principali degli ultimi giorni (l’inizio dell’apertura della schermatura, alzare la parte superiore e il rilascio del flap posteriore).

È stato confermato che il tensionamento del primo strato rivolto verso il Sole ha avuto inizio alle ore 16:00 di ieri (ora italiana) e si è concluso alle 21:48. Questo strato, dei cinque presenti in totale, è quello più spesso e che riceverà la maggior parte della luce e del calore dal Sole, Luna e Terra. Si tratta inoltre di quello con la superficie più estesa. Il team ha poi annunciato di aver completato anche la procedura per il secondo e il terzo strato della schermatura solare del telescopio spaziale James Webb. Per il secondo il tensionamento è iniziato alle 22:09 di ieri (ora italiana) ed è durato 74 minuti, per il terzo è iniziato alle 23:48 ed è durato 71 minuti. Ora rimangono gli ultimi due strati (quelli più vicini alla strumentazione). Grazie a una roadmap così serrata è stato recuperato parte del “tempo perso” per le correzioni e i rilevamenti effettuati nei giorni scorsi, dei quali si è parlato durante la conferenza di ieri e che sono riportati qui di seguito.

telescopio webb

Le due preoccupazioni di questi giorni per il JWST

Ci sono state due “preoccupazioni”: una riguardava il sistema di alimentazione (con pannelli solari), l’altra i motori per mettere in tensione i teli della schermatura. Precisiamo che non si tratta di veri e propri problemi e che, come dichiarato, il telescopio spaziale James Webb gode di ottima salute. Ecco qualche dettaglio in più.

telescopio spaziale jwst

Nel primo caso il sistema aveva un configurazione di base con il massimo numero di cicli per il regolatore del gruppo di alimentazione. Questa impostazione limitava l’energia che i pannelli solari mettevano a disposizione del telescopio e in futuro avrebbe potuto portare a un consumo anomalo delle batterie. Amy Lo (di Northrop Grumman) ha spiegato che il sistema di pannelli solari può essere ottimizzato pannello per pannello per ottenere sempre il massimo. Nonostante i test pre-lancio in questo ci si è avvalsi del simulatore che si trova negli stabilimenti di Northrop Grumman per cercare i valori migliori. Lì sono state impostate le temperature riscontrate in orbita per ogni pannello (cosa non possibile prima del lancio) per ottimizzare la produzione di energia. La procedura è stata eseguita con successo nelle scorse ore facendo passare il sottosistema di alimentazione da un valore di 58,6V fino a 65V-69V.

La seconda preoccupazione riguardava alcuni dei motori dedicati al tensionamento. Secondo i sensori le temperature di questi ultimi erano superiori al previsto (pur rimanendo entro i limiti). Amy Lo ha dichiarato che il team sapeva che una volta che il telescopio spaziale James Webb fosse stato in orbita ci sarebbe stato bisogno di un “reset” dei parametri. Per ridurre la temperatura il telescopio è stato riposizionato così da avere meno luce solare incidente su questi motori. Questa correzione di assetto è stata eseguita nella giornata di ieri con i motori che hanno raggiunto i 53°C (contro i 47°C previsti).

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