NITRO+ S360-A, il primo dissipatore a liquido AIO di Sapphire alla prova

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NITRO+ S360-A, il primo dissipatore a liquido AIO di Sapphire alla prova

Sapphire Technology, storico marchio produttore di schede video basate su chip grafici AMD, ha deciso di entrare nel mondo dei dissipatori a liquido AIO (All In One). L’azienda di Hong Kong ha intrapreso un cammino verso la diversificazione della propria offerta, anche se in modo molto meno aggressivo e ampio di altre realtà come Asus, MSI e Gigabyte.

In passato Sapphire realizzava anche motherboard per PC consumer, ambito da cui è uscita ormai molti anni fa, e più recentemente abbiamo visto comparire nella sua offerta delle ventole per case; vi è stato persino il “teaser” di un dissipatore ad aria per CPU AMD, che tuttavia non abbiamo mai visto in commercio. L’azienda rimane fondamentalmente un produttore di schede video puro”, ma con i nuovi NITRO+ S360-A e S240-A questo stato di cose potrebbe iniziare a cambiare.

Per l’ingresso nel settore del raffreddamento a liquido AIO Sapphire ha scelto di affidarsi a un brand, NITRO+, che gli appassionati di schede video conoscono bene: è sinonimo di alte prestazioni e nella scala gerarchica si posiziona tra il più entry level Pulse e l’estremo Toxic. La nuova offerta si basa su elementi comuni e, come fa intuire il nome dei due dissipatori, a cambiare è la dimensione del radiatore e di conseguenza il numero di ventole.

Il modello S240-A ha un radiatore in alluminio da 273 x 120,5 x 52,5 mm su cui è necessario installare due ventole con cuscinetti dual ball bearing da 120 x 120 x 25 mm. Il modello S360-A – quello che Sapphire ci ha inviato – ha un radiatore da 394 x 120,5 mm x 52,5 mm su cui trovano spazio non due ma tre ventole, le stesse del modello minore.

L’elemento centrale, ossia la pompa, è una soluzione di settima generazione progettata da Asetek che opera, secondo l’azienda, tra 800 a 2800 RPM (+/-300 RPM) emettendo una rumorosità massima di 20 dBA. La piastra di contatto con l’heatspreader del processore è in rame e si presenta con un bollino di pasta termica già applicato. La testata della pompa reca il logo NITRO+ ed è fatta per richiamare alla mente la forma di un ragno. Non mancano dei LED ARGB, come potete vedere dalla seguente immagine.

Sapphire ha dotato il sistema di raffreddamento di un sensore che permette di monitorare continuamente la temperatura del liquido e aumentare la velocità della pompa automaticamente per appianare qualsiasi escursione repentina.

Le ventole posizionate sul radiatore sono chiamate NITRO+ Hybrid Fan Blade e sono anch’esse dotate di LED ARGB, oltre che PWM. Il termine ibrido nasce dalla combinazione dei punti di forza delle ventole assiali e quelle “blower”: le prime sono silenziose ma non garantiscono una pressione adeguata, le seconde compensano questo problema ma sono rumorose alle alte velocità.

Secondo Sapphire, le ventole poste su questi dissipatori garantiscono un’elevata pressione mantenendo una rumorosità bassa. L’azienda ci ha mostrato due grafici relativi a dei test interni secondo cui le NITRO+ Hybrid Fan Blade garantiscono un miglioramento di 4 °C e 5 dBA rispetto ad altre ventole comparabili.

La scheda tecnica ci dice che queste ventole hanno un intervallo operativo tra 450 e 2400 RPM circa con una rumorosità indicata tra 17,9 e 36,2 dBA. Le ventole, come potete vedere, sono delle FirstD FD1225H12D e l’azienda le ha già impiegate in un altro prodotto a liquido, sul radiatore della scheda video Toxic RX 6900 XT Limited Edition.

È importante sottolineare che l’illuminazione ARGB tanto delle ventole quanto della testata della pompa non si controlla tramite un software dedicato di Sapphire, il quale dovrebbe comunque arrivare nel 2022, ma tramite il software delle motherboard. Tra i cavi di collegamento – CPU_FAN, quello della pompa e di collegamento delle ventole – c’è anche un ARGB Pass-Through che permette di collegare un ulteriore dispositivo ARGB per controllare l’illuminazione in modo sincronizzato. Gli utenti possono inoltre personalizzare la velocità di ventole e pompa per rendere unica la propria esperienza in termini di raffreddamento e rumorosità.

Il collegamento tra pompa e radiatore avviene per mezzo di tubi da 40 centimetri in gomma EPDM (monomero etilene-propilene diene) coperti da una maglia in nylon per minimizzare il tasso di evaporazione del liquido al minimo ed evitare danni da frizione. Sapphire NITRO+ S360-A e S240-A supportano i socket Intel LGA 115X, 1200, 1700 e 20XX (c’è tutto l’occorrente per il montaggio) oltre al socket AM4 di AMD.

Sapphire NITRO+ S360-A provato con tre CPU

Prima di parlare delle prestazioni di raffreddamento di questo dissipatore a liquido AIO, due parole veloci sull’installazione sulle motherboard: lo abbiamo installato su tre schede madri – ROG MAXIMUS XIII HERO (Z590), MSI MPG Z690 CARBON WIFI e MPG X570S CARBON MAX – senza alcun tipo di problema, nella confezione c’è tutto il necessario e la documentazione allegata è chiara e di facile comprensione.

Su quelle motherboard ci è servito per raffreddare tre CPU differenti, un Core i7-11700K, un Core i7-12700K e un Ryzen 5 5600X, in tre situazioni diverse: idle, carico massimo con Cinebench R23 multi-core e durante il gaming con Metro Exodus. Partiamo dall’idle, ambito per cui non abbiamo realizzato un grafico ma in cui tutti i chip sono stati mantenuti a circa 30 °C, grado più o grado meno. Non abbiamo impostato alcun tipo di profilo per il dissipatore, lasciando così piena facoltà alle motherboard di agire in libertà – il che ha comportato che la pompa operasse sempre al massimo (2700-2800 RPM).

Sulla piattaforma Z590 le ventole sono state impostate a circa 800 RPM, su quella Z690 giravano a 450 RPM e su quella X570S tra 800 e 1400 RPM. In tutti i casi la rumorosità non ha mai rappresentato un problema, quindi se usate il PC oltre che per giocare anche per navigare o produttività leggera in ambito Office, non verrete disturbati in alcun modo dal funzionamento del sistema di raffreddamento di Sapphire.

Passiamo invece al comportamento sotto carico massimo con Cinebench R23, registrato per oltre una quindicina di minuti. In questo caso il Core i7-11700K non è andato oltre i 65 °C, un ottimo risultato, con ventole che giravano a 1450 RPM circa. Nel caso del Ryzen 5 5600X abbiamo registrato una temperatura massima di 60 °C con ventole che acceleravano fino a 1750 RPM, mentre la CPU Alder Lake 12700K ha toccato 80 °C con ventole a 2100 RPM. Di seguito abbiamo paragonato il risultato ottenuto con l’11700K ad altri dissipatori provati in precedenza:

In termini di rumorosità, con Cinebench R23 il dissipatore è diventato più udibile, ma se nel caso dell’11700K e del Ryzen 5 5600X i livelli erano decisamente sopportabili e normali (da circa 41 in idle a 49 dB in sotto massimo carico con l’11700K), con Alder Lake il rumore si è fatto eccessivo, con temperature comunque più alte (anche se va detto che il salto prestazionale dall’11700K al 12700K è palpabile, circa il 20% nel complesso).

Infine, parliamo del comportamento sotto un carico gaming. In tutti i casi abbiamo installato la RTX 3070 e riprodotto il benchmark di Metro Exodus in WQHD Ultra in loop. In questo modo vediamo come il dissipatore raffredda la CPU in un carico che la impegna solo fino a un certo punto, non certo al massimo.

Nel caso dell’11700K la temperatura si è stabilizzata tra 45 e 50 °C, con ventole a circa 1100 RPM. Sulla piattaforma Ryzen 5 5600X, la CPU è stata mantenuta a circa 45 °C con le ventole a 1300 PRM. Nel caso del 12700K invece, le ventole sono rimaste a 800 RPM circa e la temperatura si è assestata a 46 °C. In tutti i casi la rumorosità non ha mai rappresentato un fastidio, con valori più vicino all’idle che a quelli registrati sotto carico con Cinebench R23.

Come ulteriore test, abbiamo aperto Armoury Crate sulla motherboard Z590 e selezionato i profili predefiniti: Silence, Standard, Turbo e Full Speed. Con il profilo Silence, la CPU 11700K si è stabilizzata intorno ai 73 °C con ventole a 1000-1100 RPM e la pompa impostata a 2100-2200 RPM circa. Il VRM sulla motherboard ha toccato 53-54 °C.

Con il profilo Standard, la temperatura del Core di undicesima generazione è scesa a 70 °C, con ventole portate a 1400 RPM e pompa a 2300-2400 RPM. Il VRM è salito a 56-57 °C. Con questa impostazione abbiamo ravvisato una rumorosità comunque contenuta.

Il profilo Turbo ha portato la temperatura a scendere di ulteriori 3-4 °C a 66-67 °C per quanto riguarda la CPU, ma con una rumorosità decisamente sopra le righe dovuta alle ventole a 2100 RPM e alla pompa a 2700 RPM – parliamo di oltre 60 dB. Il VRM si è mantenuto a 56-57 °C. In Full Speed non è cambiato nulla, in quanto i parametri impostati sono del tutto simili al profilo Turbo, con la differenza che la velocità massima è costante, non risponde insomma al variare del carico.

In conclusione

Sapphire ha indicato un prezzo per il NITRO+ S240-A di 149 euro, mentre per il modello NITRO+ S360-A è necessario un esborso di 189 euro. Il listino è corretto se prendiamo in considerazione un altro prodotto basato sulla stessa pompa Asetek, il Kraken X73 RGB, anche se il dissipatore di Sapphire non può vantare uno scenografico schermo LCD e un software a corredo come NZXT CAM.

Test alla mano, abbiamo visto con CPU e scenari diversi come l’ingresso di Sapphire nel mondo dei dissipatori AIO sia di buona qualità: il montaggio del dissipatore è semplice (l’abbiamo installato su tre socket differenti senza problemi) e copre le principali piattaforme mainstream, inoltre c’è un bollino di pasta termica preapplicata che facilita la vita ai neofiti. Forse l’azienda si sarebbe potuta sforzare nell’offrire un tubetto di pasta termica nella confezione, utile quando si deve reinstallare il kit su altra piattaforma.

Le prestazioni di raffreddamento sono adeguate persino impostando, tramite il software della motherboard o da BIOS, un profilo simile a quello Silence di Armoury Crate sulla nostra piattaforma Asus Z590. Ognuno però ha gusti e orecchie differenti, ma fortunatamente avete ampia facoltà d’intervenire sulla curva di ventole e pompa a vostro piacimento. Sempre tramite il software della scheda madre è possibile agire sull’illuminazione ARGB di ventole e pompa.

Sapphire propone quindi un buon dissipatore AIO, efficace e abbastanza silenzioso nella maggior parte delle situazioni. Buona la prima, anche se NZXT e Corsair si sono spinte più avanti in termini di personalizzazione estetica adottando un display LCD. Chissà, forse Sapphire farà qualcosa di simile in futuro. Se però siete fan del marchio e tutto ciò che vi serve è un dissipatore AIO capace di ottime prestazioni e non troppo rumoroso, NITRO+ S360-A è un prodotto da tenere in considerazione, soprattutto se tra qualche tempo scenderà di prezzo.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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