Missione 1 Giga: 13 miliardi di euro per coprire l’intero territorio nazionale con la banda ultralarga

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Missione 1 Giga: 13 miliardi di euro per coprire l’intero territorio nazionale con la banda ultralarga

La Free Modem Alliance organizza un evento per anno con l’obiettivo di promuovere l’internet aperta e i conseguenti diritti degli utenti in un mondo che diventa sempre più digitale. In occasione dell’evento di quest’anno si è parlato nello specifico dei piani del governo che, attraverso le risorse del PNRR, intende coprire l’intero territorio nazionale con la banda ultralarga. Il piano Italia a 1 Gigabit dovrebbe cambiare profondamente le infrastrutture per la connessione del paese, tra le altre misure per la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’innovazione, l’istruzione e la ricerca, la salute, la transizione alla mobilità elettrica e il resto delle iniziative del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, preparato dall’Italia per rilanciare l’economia dopo la pandemia di COVID-19).

Preoccupazione della Free Modem Alliance è che la copertura a 1 Giga venga realizzata senza diminuire il livello di tutela dei consumatori sul piano dei contratti e della concorrenza, nonché della libertà di scelta delle apparecchiature e modem con cui accedere alla rete.

Missione 1 GIGA

Come il governo intende coprire l’intero territorio nazionale con la banda ultralarga

La pandemia ha determinato un’accelerazione nella fruizione dei contenuti digitali, che sono sempre più una risorsa cruciale per tutti i settori e non più esclusivo appannaggio di un pubblico ristretto di esperti. Per questi motivi, nel PNRR sarà fondamentale scrivere bene come funzioneranno le nuove infrastrutture. “Costruire le infrastrutture è fondamentale, ma fare in modo che i cittadini e le imprese le utilizzano è ancora più importante” ha detto a tal proposito Anna Ascani, sottosegretario di Stato al Ministero dello sviluppo economico nel governo Draghi, che ha aperto l’evento MISSIONE 1 GIGA: Libera Rete, Liberi Device. Il PNRR disegna dei veri e propri ecosistemi dell’innovazione, con Compentence Center che saranno facilitatori e formatori dal punto di vista del business model e le competenze per le imprese. Non ci si potrà limitare alla messa in opera delle strutture, ma sarà necessario un piano che fin dalla scuola incoraggi all’utilizzo delle risorse digitali per potere infondere le competenze necessarie a sfruttare adeguatamente le nuove risorse infrastrutturali, aspetto in cui il nostro paese presenta delle lacune importanti.

Un intervento molto importante è stato quello di Camilla Sebastiani, capo segreteria tecnica del Ministro Vittorio Colao, prima in AGCOM e che in tale esperienza si era occupata in prima persona dell’attuazione del diritto alla libera scelta del modem in Italia. Il Piano Italia a 1 Giga si prefigge di anticipare gli obiettivi del Digital Compass della Commissione Europea per il 2030 al 2026: ovvero coprire l’intero territorio nazionale con la banda ultralarga entro quella data. Il 27% delle risorse dell’intero PNRR sarà dedicato alla transizione digitale, con il Piano che muoverà i primi passi già a gennaio.

6,71 miliardi di Euro saranno dedicati al Piano Reti ultra veloci e 6,74 miliardi di Euro andranno alla Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Il primo è suddiviso in cinque parti: Italia a 1 Giga, Italia 5G, Scuole connesse, Sanità connessa e Isole minori. Ovvero, fornire connettività ad almeno 1 Giga in download e 200mbit/s in upload a tutti coloro che al 2026 non saranno raggiunti da una rete in grado di garantire almeno 300Mbit/s stabili in download (reti scalabili) in neutralità tecnologica. La seconda milestone del progetto prevede di incentivare la diffusione sull’intero territorio nazionale di reti mobili 5G attraverso la realizzazione di reti radio ad altissima capacità in grado di soddisfare il fabbisogno di servizi mobili innovativi a beneficio di tutta la popolazione sul territorio nazionale, in linea con gli obiettivi europei della Gigabit society e del Digital Compass. Poi, fornire connettività ad almeno 1 Gbit/s a circa 9 mila edifici scolastici e la relativa assistenza tecnica, al fine di completare il Piano scuola con lo stesso modello di intervento avviato nel 2020. Per quanto riguarda la Sanità connessa, si punta poi a fornire connettività ad almeno 1 Gbit/s a circa 12.280 strutture sanitarie in tutto il Paese, con relativa assistenza tecnica. Infine, per le isole minori bisognerà fornire adeguata connettività a banda ultralarga a 18 isole minori, dotandole di collegamenti di backhauling in fibra ottica con il continente.

Come si diceva, il progetto partirà già a gennaio con la pubblicazione dei bandi. Le tempistiche saranno molto stringenti con deadline che prevede l’aggiudicazione dei bandi entro il primo semestre del 2022, mentre entro giugno 2026 l’infrastruttura deve essere completa, pena decadimento dei fondi concessi.

Si pongono quindi due grandi sfide relative, da un lato, all’accelerazione dei lavori nei cantieri, e, dall’altro, al facilitare l’effettiva connessione di cittadini e imprese alle nuove reti, anche attraverso incentivi alla domanda. È importante che i progetti siano esecutivi e sottoposti al vaglio degli operatori, considerando le limitazioni tecniche dovute alla distanza dei centri di calcolo rispetto alle case dove la connessione viene usata. Bisognerebbe, infatti, stare al massimo a 50 km dall’utente con il sistema di calcolo, considerando il percorso a zig zag che il segnale compie all’interno della fibra, il che porta a perdere circa il 30% della prestazione.

Per ovviare a questi due problemi, negli ultimi giorni sono stati molto importanti lo sblocco dei voucher alle imprese e la ratifica del Codice della Comunicazione Elettronica, ovvero dei passi importanti non solo dal punto di vista regolamentare, ma anche per le semplificazioni di cui necessita il nostro paese per sveltire le procedure. Tra le altre cose, il Codice della Comunicazione Elettronica, che recepisce le nuove norme europee in materia di telecomunicazioni, prevede delle sanzioni molto pesanti per gli operatori che disubbidiscono alle delibere dell’AGCOM.

Per quanto riguarda i voucher, fanno parte di un piano di incentivi alla domanda per le connessioni veloci a internet già approvato più di un anno fa. Finalmente si è arrivati a uno sblocco rispetto a uno stallo su cui hanno influito rilievi della Commissione europea e le critiche di alcuni operatori di telecomunicazione su specifici punti dello schema messo a punto nella prima fase. Il piano prevede anche dei voucher per le famiglie con Isee fino a 50mila euro, per un importo massimo di 200 euro e rivolto a servizi di connettività ad almeno 30 Mbit/s che, sebbene siano attivi dalla fase 1 del progetto, non sono stati richiesti dai cittadini nella loro interezza, ma circa per metà del contributo disponibile.

Il Modem è parte dell’esperienza di internet

Il Modem è parte dell’esperienza di internet, e se viene bloccato in qualche modo si perde anche una parte della libertà che si ha nella navigazione della rete. Uno snodo cruciale sarà dunque verificare come questo diritto verrà adeguato, atteso che, con l’iniziativa Italia a 1 Giga, assisteremo in pochi anni ad una accelerata diffusione della fibra ottica. Sarà necessario che il passaggio a FTTH avvenga nel rispetto del principio del Modem Libero, ovvero senza che sia ripristinato un monopolio da parte degli operatori circa le apparecchiature che consentono di accedere alla rete.

L’importanza del Modem Libero riguarda la possibilità di scegliere un dispositivo che sia adatto alle proprie esigenze. Con il numero di dispositivi connessi all’interno delle nostre case che è cresciuto considerevolmente e che è destinato a crescere ancora tra la moltitudine di smartphone, elettrodomestici intelligenti, assistenti vocali e altri dispositivi che nelle nostre case sfruttano la connessione a internet, servono modem/router che siano in grado di gestire un elevato numero di dispositivi e farlo in maniera veloce senza discontinuità nel servizio. Tutti i livelli sono importanti, e non sarebbe sufficiente avere banda ultralarga se questa non fosse sfruttabile all’interno della casa attraverso una capacità della rete wifi sufficiente, che non sempre coincide con quella messa a disposizione dagli operatori.

Missione 1 GIGA

Agli obiettivi del PNRR, si affianca quindi la necessità di preservare il più possibile il concetto di open internet e di migliorare la vita degli utenti e delle aziende. “Accesso non discriminatorio indipendentemente dal contenuto: sono gli obiettivi su cui AGCOM è impegnata da qualche anno, in particolar modo in seguito alla delibera del Regolamento UE luglio 2020 che mira a promuovere equità e trasparenza nel rapporto tra piattaforme online” ha detto Laura Aria, commissaria dell’AGCOM. A tal proposito, sono in corso due progetti molto importanti: Misura Internet e Misura Internet Mobile, volti a garantire la trasparenza e la qualità dei servizi offerti.

L’AGCOM ha giocato un ruolo essenziale nel processo con cui si è arrivati al cosiddetto Modem Libero. “Con la delibera sul Modem Libero del 2018, l’Autorità ha confermato il diritto degli utenti di fare la propria libera scelta, con gli operatori che non possono rifiutare le richieste di connettere l’apparecchiatura che gli utenti desiderano e imporre oneri aggiuntivi” sono state le parole di Laura Aria. “In seguito alla delibera, sono state comminate delle diffide agli operatori che non si sono subito adeguati, con una vigilanza che è fin dall’inizio stata molto penetrante”. “Rimane il principio della libertà nella scelta del modem che si basa sulla disponibilità di standard internazionali che definiscono le interfacce tra le varie parti della rete” ha aggiunto Giovanni Santella di AGCOM. “Altro aspetto della libertà dell’utente è quello legato alla trasparenza, ovvero le prestazioni effettive in mano all’utente”.

Tuttavia, sussiste una deroga alla delibera, che va a interessare uno snodo tecnico importante, anche se non subito immediato da comprendere per l’utente comune. Nel caso di FTTH l’operatore può imporre l’utilizzo di uno specifico dispositivo ONT (Optical Network Terminal) nella conversione elettro-ottica. Una deroga simile è prevista anche nel FWA, nello specifico nella parte della antenna ricevente.

Se la deroga per il FWA non pare oggi contestata, lo stesso non può dirsi per quella per il FTTH. Il citato dispositivo ONT ha una funzione di conversione del segnale ottico al segnale elettrico, ed è quindi una componente essenziale per il funzionamento delle reti FTTH c.d. GPON. Inoltre, svolge una funzione che è integrata in molti modem/router che già di per sé sono dotati di un’interfaccia ottica, di fatto potendo portare in certi casi a rendere più difficile anche la fruizione del modem libero in senso stretto.

Le restrizioni alla libera scelta del ONT erano state a suo tempo concesse sulla base di richieste cautelari di alcuni operatori, per evitare possibili interferenze sul ramo ottico. Tuttavia, proprio nel corso dell’evento, gli operatori di AIIP – che hanno anche effettuato prove di laboratorio in diretta per dimostrare l’assenza di ragioni tecniche per impedire l’interoperabilità degli ONT – e Assoprovider si sono espressi a favore del superamento di tale deroga, evidenziando che la stessa non danneggia solo i diritti degli utenti finali, ma anche gli operatori al dettaglio.

A tali osservazioni si sono unite quelle delle associazioni dei consumatori, che hanno chiesto all’Autorità di avviare le necessarie istruttorie in punto libera scelta delle apparecchiature terminali, anche in riferimento all’ONT, e si sono riservate di inviare specifici esposti.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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