AWS re:Invent 2021: tutte le principali novità della conferenza sul cloud di Amazon

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AWS re:Invent 2021: tutte le principali novità della conferenza sul cloud di Amazon

Sono passati ormai quindici anni da quando Amazon ha lanciato AWS e dieci anni dalla prima conferenza re:Invent. Nell’edizione del 2021 si è parlato tanto del passato quanto del futuro del cloud targato Amazon, con molteplici novità che vanno a estendere la gamma già estremamente ampia di servizi offerti dal colosso statunitense. Non sono mancati riferimenti alle sfide che tanto Amazon quanto i suoi clienti si trovano ad affrontare in tema di sostenibilità.

AWS re:Invent 2021: le principali novità

La prima novità presentata da Adam Selipsky, nuovo CEO di AWS, è il nuovo processore Graviton3. Si tratta della terza generazione di CPU targate AWS, costruito con architettura ARM e con istruzioni apposite per le applicazioni di intelligenza artificiale. Ne abbiamo parlato più approfonditamente nel pezzo dedicato.

Rimanendo in tema ARM, le istance EC2 Macoffrono ora la possibilità di usare dei Mac Mini con processore Apple M1, cosicché gli sviluppatori possano usare tali macchine per le proprie attività.

AWS ha poi annunciato Mainframe Modernization, un servizio pensato per le aziende che si affidano ai mainframe e che punta a modernizzare e portare in cloud le applicazioni. Il servizio non è un mero “lift and shift”, ovvero uno spostamento dei programmi in cloud senza modifiche, ma un vero e proprio ammodernamento che prevede la trasformazione delle applicazioni in versioni con un’architettura più moderna e che possa cogliere i benefici del cloud.

AWS Private 5Gè un nuovo servizio che permette alle aziende di disporre di una propria rete 5G privata, messa in opera e gestita direttamente da Amazon. Si tratta di un servizio “chiavi in mano” con cui l’azienda mette a disposizione dei clienti tutto il necessario, dall’infrastruttura di rete fino alle schede SIM da inserire nei dispositivi. Il servizio sarà disponibile anche in Italia (è al momento in fase di anteprima), ma non abbiamo ancora informazioni circa i prezzi o i partner di AWS per la fornitura dell’hardware.

AWS Lake Formation è un nuovo servizio che punta a facilitare la creazione di data lake (“in giorni anziché mesi”, stando all’azienda) grazie anche all’aiuto dell’IA e di politiche di sicurezza facili da gestire. AWS ha presentato la possibilità di gestire i permessi all’interno di Lake Formation a livello di cella, di riga e di colonna, così da poter implementare politiche di accesso ai dati specifiche per utente o gruppo di utenti. A livello funzionale si tratta di un equivalente delle viste nei database relazionali classici, per quanto il meccanismo sottostante sia estremamente diverso (dato che i data lake sono per definizione non strutturati).

Selipsky ha poi parlato delle novità per quanto riguarda i servizi di analisi dei dati: Redshift, EMR e MSK sono ora disponibili in modalità serverless, mentre Kinesisè disponibile “on demand” (ovvero con regolazione automatica della capacità in base alla domanda).

Ci sono novità anche per SageMaker, con diversi nuovi servizi pensati per “democratizzare” l’IA: SageMaker Canvas permette di generare predizioni usando il machine learning con un’interfaccia grafica di tipo “punta e clicca” che non richiede l’uso di codice; SageMaker Studio Labconsente invece a chiunque di sperimentare con il machine learning in maniera gratuita e anche senza avere un account Amazon.

AWS ha portato diversi esempi di collaborazioni con altre realtà, dal Nasdaq fino a United Airlines. La collaborazione con Goldman Sachs, però, ha portato al Goldman Sachs Financial Cloud for Data, nome piuttosto lungo per indicare un servizio che permette di sfruttare i dati e i modelli di Goldman Sachs per effettuare l’analisi di dati finanziari tramite i servizi di AWS.

Un ulteriore tema toccato durante la presentazione è quello dell’IoT. Tra i servizi presentati troviamo IoT TwinMaker, che permette di creare “gemelli digitali” di sistemi fisici, e IoT FleetWise, che consente di raccogliere dati da automobili e altri veicoli e analizzarli riducendo lo spazio necessario per archiviarli.

Si è parlato infine di sostenibilità. AWS si impegna a rendere più sostenibile il suo cloud, ma dall’altro lato parla di un modello di responsabilità condivisa in cui è il cliente a essere responsabile dell’esecuzione di software sostenibile. In altri termini, è il cliente a doversi fare carico dell’ottimizzazione del software affinché consumi meno risorse possibile e abbia, dunque, un impatto ridotto in termini di consumo di risorse.

Non sono mancate, però, affermazioni degne di critica. In particolare, Selipsky ha più e più volte ripetuto come l’uso dei servizi di AWS sia più economico, più sicuro e meno vincolante rispetto ai modelli tradizionali (“quindici anni fa il mercato era dominato dalla vecchia guardia, che amava il fatto che l’IT fosse dispendioso e pieno di vendor lock-in). Il problema è che anche AWS applica una sua forma di lock in, come fanno notare tutti i concorrenti e le aziende che vogliono portare i propri dati fuori dall’ecosistema di AWS, e ciò non porta sempre i clienti ad avere un’infrastruttura IT più sicura ed economica. Quanto affermato da Selipsky riguardo sicurezza ed economicità è vero nel caso in cui i servizi di AWS siano usati al meglio, ovvero con tecnologie disponibili presso qualunque fornitore di servizi cloud e usando configurazioni ottimali; come ben sappiamo, però, questo è un modello ideale ben lontano dalla realtà. È difficile, dunque, non muovere qualche critica a questa presentazione dello stato delle cose che, di fatto, non rispecchia la realtà per moltissime aziende.

Selipsky ha anche affermato che i clienti mantengono il pieno controllo dei propri dati: dove sono custoditi, chi vi accede e come. Anche questa affermazione ricade in una zona grigia, dal momento che sono molti gli esperti che criticano proprio il fatto che non si è padroni dei propri dati quando li si immette nei servizi di AWS. Giusto un anno fa era emerso che AWS usa i dati degli utenti sulle loro applicazioni di IA senza che ciò sia perfettamente chiaro. C’è poi l’annosa questione del CLOUD Act americano, che di fatto fa sì che il Governo statunitense e le varie realtà sotto il suo controllo, come le forze di polizia e di intelligence, possano accedere ai dati di chiunque se questi sono custoditi sui sistemi di un’azienda americana, ovunque essi siano nel mondo.

Il messaggio forse più importante trasmesso durante re:Invent 2021 è però quello che siamo ancora solo all’inizio. Molto è cambiato rispetto a 15 anni fa, quando venne lanciato AWS, ma abbiamo appena cominciato a grattare la superficie e ci saranno molti cambiamenti in futuro nel modo in cui intendiamo l’ambito del computing in generale: il cloud come lo conosciamo oggi è solo una fase di passaggio che cambierà in qualcosa d’altro e che ha appena iniziato ad avere un impatto sul mondo. Sarà certamente interessante vederne l’evoluzione nei prossimi anni.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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