Rocket Lab Neutron: cambia il design del nuovo razzo atteso per il 2025

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Rocket Lab Neutron: cambia il design del nuovo razzo atteso per il 2025

Nella prima metà dell’anno Rocket Lab aveva annunciato lo sviluppo di un razzo chiamato Neutron che sarebbe (e sarà) il vettore più potente della compagnia, da affiancare a Electron. Anche se sono passati pochi mesi Peter Beck (CEO della società) ha annunciato cambiamenti importanti per questo vettore.

Non poteva non essere un razzo riutilizzabile considerando le ultime esternazioni di Beck. Il dirigente ha dichiarato come una società che non sviluppa un vettore riutilizzabile di questi tempi è destinata a fallire. Il design pensato da Rocket Lab per Neutron è decisamente ambizioso e molto diverso da soluzioni come Falcon 9 di SpaceX, ma anche da Starship.

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Rocket Lab Neutron: il nuovo design del razzo riutilizzabile

Secondo quanto riportato dalla società, non è previsto un primo stadio dal quale si separa la zona superiore (secondo stadio) dopo aver sganciato i fairing. Invece questi ultimi, suddivisi in quattro parti, resteranno attaccati al primo stadio mentre il secondo stadio sarà fatto uscire da quella che potrebbe sembrare “una bocca”. La scelta della divisione in quattro segmenti è quella più logica secondo Beck per dare un maggiore spazio d’uscita per il carico utile. La struttura consentirà di integrare il carico utile con procedure standard (in verticale).

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Lo scopo è ovviamente puntare alla riutilizzabilità del vettore nel minore tempo possibile senza dover impiegare navi di supporto per recuperare i fairing (come succede per Falcon 9). Le prestazioni di Neutron non sarebbero state modificate rispetto alle previsioni iniziali. Rocket Lab punta a portare 8 tonnellate in versione recuperabile e 15 tonnellate in versione “spendibile” in orbita LEO. Per Marte o Venere invece si scenderà a 1,5 tonnellate.

Le caratteristiche tecniche di Neutron

Il razzo sarà alto 40 metri e largo 7 metri (con fairing da 5 metri di diametro). La massa al decollo sarà pari a 480 tonnellate. Nonostante il sistema differente per la gestione del carico utile, in futuro Neutron potrà essere impiegato anche per missioni con equipaggio. Inoltre, in ottica di guadagno, il sistema sarà ottimizzato per lanciare le grandi costellazioni satellitari.

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Il motore utilizzato si chiamerà Archimedes e utilizzerà metano e ossigeno liquidi (come Starship e non come Falcon 9). La scelta del metano piuttosto che RP1 e similari è la capacità del primo di “sporcare” meno i motori. Il primo stadio potrà contare su sette di questi motori mentre il secondo su un singolo motore ottimizzato per il vuoto (un po’ come accade per i Raptor di SpaceX). I motori saranno importanti in quanto anche durante il rientro sarà necessario una doppia accensione: una per impostare la traiettoria nel punto previsto e la seconda per l’atterraggio vero e proprio.

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Secondo Peter Beck si dovrebbe riuscire a lanciare due volte lo stesso vettore in meno di 24 ore (anche se non sarà quello il vero scopo). Questo sarà possibile perché il design e la filosofia costruttiva sono pensate per essere riutilizzabili “fin da subito”. Non ci sarà un atterraggio su imbarcazioni/chiatte ma piuttosto in prossimità del sito di lancio per ottimizzare i tempi.

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Il materiale di costruzione sarà in materiali compositi con fibra di carbonio riducendo la massa complessiva. Come spiegato da Beck la scelta è stata quella di avere motori non particolarmente prestanti ma affidabili e per questo è stato necessario ridurre la massa non utilizzando materiali meno costosi come l’acciaio inossidabile. Il primo volo di un razzo Neutron di Rocket Lab dovrebbe essere fissato tra il 2024 e il 2025. Nel frattempo la società sta cercando un sito negli Stati Uniti dove realizzare lo stabilimento che servirà alla costruzione dei motori Archimedes.

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