Basta cobalto: le celle a lama Svolt potrebbero finire sull’auto elettrica europea ed economica

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Basta cobalto: le celle a lama Svolt potrebbero finire sull’auto elettrica europea ed economica

Abbiamo parlato in diverse occasioni delle batterie al litio a lama, prodotte inizialmente da BYD, in odore anche di fornitura a Tesla. Poco dopo però è entrata nel business anche la cinese Svolt, con l’intento di aprire accordi di fornitura con diversi costruttori, anche occidentali. Le batterie prismatiche lunghe e strette, da qui il nome “blade”, sono infatti con chimica litio-ferro-fosfato (LFP) e sono attualmente molto ricercate, per l’assenza del costoso cobalto e per la resa tutto sommato buona.

Svolt ha quindi lavorato sodo, e presenta ora la seconda generazione di blade battery, chiamata L600. Si tratta di celle LFP da 196 Ah, un buon incremento rispetto al passato modello che si fermava a 184 Ah. Considerando il voltaggio di 3,2 V, si ottiene una capacità per singola cella di 627,2 Wh.

Svolt

Il punto debole delle LFP è la densità energetica, più bassa rispetto alle batterie NMC (con nichel e cobalto) ma è anche il motivo del prezzo più basso che hanno sul mercato. Svolt ha lavorato bene anche su questo aspetto ottenendo una densità di 185 Wh/kg. Considerando che queste celle vengono assemblate in pacchi batteria senza moduli, con il metodo cell-to-pack, la densità globale per tutta la batteria è con un rapporto del 90%, ovvero 176 Wh/kg. Sarebbe un ottimo risultato rispetto al prodotto della sopracitata BYD, che registra invece solo 150 Wh/kg.

Svolt

Come si vede dal grafico qui sopra, inoltre, il lavoro di Svolt prosegue, con una tabella di marcia molto stretta. Quando le nuove celle saranno disponibili, nel corso del 2022, l’azienda starà già lavorando allo step successivo, che le porterà a 200 Wh/kg. Un’ipotetica configurazione con 100 celle L600 porterebbe ad avere un pacco batteria da circa 60 kWh, in uno spazio relativamente piccolo. E forse non è un caso che Svolt sia già in accordi con Stellantis per future forniture, e si vocifera già che le nuove generazioni di auto elettriche compatte europee possano ricevere più autonomia proprio con questo metodo. Ma non solo: visto il minor costo delle LFP si potrebbe ottenere anche un prezzo finale più basso, riducendo la forbice con i veicoli endotermici.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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