Firefly Aerospace: il razzo Alpha è esploso durante il primo volo di prova, indaga l’FAA

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Firefly Aerospace: il razzo Alpha è esploso durante il primo volo di prova, indaga l’FAA

Il mercato dei lanci spaziali ha visto la nascita negli ultimi anni di molte startup. Realtà ormai consolidate come SpaceX hanno avuto origine da piccole società che hanno voluto cambiare quello che era il mercato fino a poco tempo prima. Altri esempi sono Rocket Lab ma anche Astra, Relativity Space e Firefly Aerospace.

Quest’ultima ha condotto un test di lancio del suo vettore leggero chiamato Alpha dalla base californiana di Vandenberg che si è concluso con un’esplosione non riuscendo a raggiungere l’orbita. Nessun ferito e nessun danno è stato segnalato in zona. Alcuni frammenti del razzo (realizzato in materiali compositi) sono stati riportati al suolo senza comunque pregiudicare la sicurezza.

La società ha sede a Cedar Park (Texas) ma per eseguire la prima prova ha utilizzato, come scritto sopra, la base di Vandenberg che si trova a nord di Los Angeles (da dove avvengono anche alcuni lanci di SpaceX, per esempio). Il razzo Alpha è pensato per trasportare in orbita satelliti di piccole dimensioni. Il tutto prevedendo anche un costo contenuto per ogni missione pari a circa 15 milioni di dollari.

Firefly Aerospace e il razzo Alpha, i test continueranno

Il razzo Alpha ha due stadi. Il primo che utilizza quattro motori Reaver-1 che utilizza cherosene per razzi (RP-1) garantendo una spinta nel vuoto di 736,1 kN. Il secondo stadio utilizza invece un motore Lightning-1 (sempre a cherosene) che garantisce una spinta nel vuoto di 70,1 kN. La lunghezza del vettore è di 29 metri con un diametro di 1,8 metri per primo e secondo stadio e due metri per i fairing.

firefly aerospace

Le prestazioni del razzo di Firefly Aerospace permettono di portare un carico utile di una tonnellata in orbita terrestre bassa e 630 kg in orbita eliosincrona a 500 km. Nei piani della società statunitense c’è la possibilità di effettuare due lanci al mese.

Come scritto sopra, il 3 Settembre (ora italiana) si è tenuto il primo volo di prova di questo vettore da parte di Firefly Aerospace. Purtroppo un’anomalia (ancora non chiarita e sulla quale sta indagando anche l’FAA) ha portato alla distruzione del vettore senza il raggiungimento dell’orbita. Un primo tentativo di lancio era stato condotto un’ora prima ma era terminato a pochi secondi dal lancio per un’altra anomalia che aveva bloccato il conto alla rovescia.

La società ha dichiarato, dopo l’esplosione, di aver raggiunto una serie di obiettivi come l’accensione del primo stadio, distacco dal pad di lancio, progressione a velocità supersonica e dati di volo. Come nel caso di Virgin Galactic (ma per cause diverse), anche Firefly Aerospace non potrà tornare a volare fino a quando l’FAA non avrà concluso la sua indagine. Parole di sostegno sono arrivate anche da Blue Origin, la società di Jeff Bezos, che in un tweet si è complimentata con Firefly per il primo volo e l’ha incoraggiata a continuare.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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