L’infrastruttura di rete in alberghi e strutture ricettive: le criticità da affrontare spiegate da AVM

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L’infrastruttura di rete in alberghi e strutture ricettive: le criticità da affrontare spiegate da AVM

I dispositivi di connessione Internet di AVM utilizzati in ambito aziendale permettono di esprimere al meglio il loro potenziale, andando a soddisfare le esigenze anche molto specifiche di realtà operanti in differenti settori di mercato. Uno di quelli più complessi è quello dell’ospitalità: all’interno di alberghi e strutture ricettive in generale, infatti, è fondamentale garantire la copertura in ogni area, sia quelle comuni sia nelle stanze, ma anche garantire la separazione fra la porzione di rete dedicata al funzionamento della struttura e quella per offrire connettività agli ospiti. Abbiamo approfondito l’argomento con Enrico Cicculli, B2B and Distribution Sales Manager di AVM.

Le peculiarità delle reti delle strutture di hospitality: Wi-Fi è l’elemento principale

Enrico Cicculli AVM

Quali sono le differenze fra una classica rete aziendale e una invece destinata a un albergo o, in generale, a una struttura ricettiva come un bar o un ristorante? “Ci sono analogie ma anche differenze sostanziali”, spiega Cicculli, “La prima forte analogia è relativa alla sicurezza”, un parametro fondamentale indipendentemente dallo scenario che si prende in considerazione. Garantire comunicazioni sicure ai dipendenti e ai clienti è la priorità di qualsiasi attività. “Quando si parla di digitalizzazione aziendale la sicurezza è un fattore comune a tutti”.  Per gli hotel, invece, la sfida è quella di garantire la connettività wireless anche perché questo servizio è uno dei più importanti per i clienti, sia quelli in viaggio di lavoro sia i semplici turisti. “Se guardiamo su Booking o altre piattaforme, vediamo che proprio la qualità del Wi-Fi è uno dei parametri che vengono associati al punteggio globale della struttura e soprattutto per la clientela business, rappresenta l’aspetto più importante in fase di prenotazione”– spiega Cicculli – “La qualità della connessione è diventata ancora più importante con l’emergenza causata dal Covid, soprattutto per quelle strutture che hanno continuato a lavorare in modalità da asporto e quelle che, in questo periodo, stanno iniziando a riaprire”.

In che senso? Pensiamo per esempio al menu dei ristoranti   che in molti casi non è più cartaceo, ma solo accessibile online tramite un QR Code. Secondo Cicculli, alcune di queste modalità di accesso Wi-Fi ai servizi introdotti causa pandemia continueranno a essere e tante innovazioni digitali diventeranno la norma. Proprio per semplificare l’accesso a questi servizi, il Wi-Fi acquisirà un’importanza ancora maggiore che in passato.  

I cavi spariranno quindi? Assolutamente no: per garantire il massimo delle prestazioni wireless, è necessario che gli access point siano collegati all’infrastruttura tramite cavo ethernet. “ll Wi-Fi è l’elemento principale di tutte le strutture ricettive”, sottolinea Cicculli, “E il discorso sicurezza diventa di estrema importanza: sulla rete girano sia i dati aziendali, sia quelli personali, come le informazioni relative all’home banking, e quindi l‘infrastruttura non deve essere aperta all’esterno né deve essere facilmente violabile”.

hotelAVM

Quando una sola connessione non è sufficiente

AVM wifi

Far convivere utenti diversi – chi lavora per l’albergo e gli ospiti – separare le due reti diventa fondamentale. Anche dal punto di vista della qualità del servizio e della banda disponibile: di qui la necessità di dare la priorità a una particolare banda “o, in quei casi dove la connettività è scarsa, dedicare una linea alle attività della struttura e una seconda agli ospiti”. Anche impostando la seconda linea come backup che interviene nel caso la connessione principale sia satura. Diventa quindi molto importante la fase di progettazione dell’infrastruttura, che solitamente viene realizzata quando questa è chiusa al pubblico: bisogna quindi prevedere cosa succederà una volta che questa sarà  a pieno regime. “Grazie al software dei nostri prodotti è possibile  effettuare delle modifiche anche a posteriori, così da calibrare meglio la rete sulla base di quello è che è il reale utilizzo, che si può verificare solo al momento della riapertura”.

Questo non toglie che il lavoro iniziale sia sempre importantissimo: capire dove posizionare gli apparati, quali sono i più adatti alle specificità del luogo, a quali soluzioni di connettività appoggiarsi. “Una delle domande che facciamo ai nostri clienti è proprio su che tipo di connettività arriva, quanti ospiti è un grado di alloggiare la struttura al picco massimo e quanti dipendenti. Partendo da queste stime riusciamo a capire cosa serve a uno specifico cliente”. AVM ha anche contatti diretti con gli operatori ed è quindi in grado di consigliare  ai propri clienti le migliori soluzioni di connettività che sono  disponibili in quell’area geografica specifica ottenendo il massimo delle prestazioni.

Come funziona la consulenza di AVM?

Quando AVM collabora con strutture ricettive, il lavoro è suddiviso in tre fasi principali: la pianificazione iniziale dell’infrastruttura, la taratura sulla base dei primi test e, infine, la valutazione sul campo di come la connettività si comporta a pieno regime dell’attività. Un lavoro che può essere molto complesso: se la struttura è in fase di ristrutturazione, è relativamente semplice poter tirare cavi o effettuare lavori anche impattanti. Quando però i lavori sono già stati eseguiti, e quindi non c’è modo di intervenire in maniera veloce su cablaggi a parte elettrica, è necessario comprendere quale sia la soluzione in grado di offrire le migliori performance.

Quando siamo chiamati da un cliente, come prima cosa andiamo a sentire i partner che operano in quella zona, che effettueranno insieme a noi di AVM i sopralluoghi e ci aiuteranno a elaborare un preventivo per l’utente finale. Siamo sempre presenti, come AVM”. La cosa più semplice naturalmente sarebbe quella di dare a tutti il top di gamma ma questa “non è la filosofia di AVM”, spiega Cicculli. “Il nostro obiettivo è quello di offrire al cliente la soluzione migliore, ma non è detto che questa sia sempre il prodotto di punta del nostro listino”.

E in questo periodo le richieste di supporto sono state numerose: sono tante le strutture ricettive che infatti hanno sfruttato il periodo di stop imposto dalla pandemia per effettuare lavori e migliorare la loro infrastruttura, così da poter offrire ai clienti una migliore connettività in vista dell’estate, quando saranno a pieno regime.

Ma quanto costa un simile lavoro di ristrutturazione della rete? Ovviamente le stime variano da caso a caso, ma secondo Cicculli non si parla di cifre esorbitanti “Per una struttura di medie dimensioni parliamo di circa 1.500 euro. Ma per riuscire a contenere i costi è molto importante uno studio approfondito su come posizionare gli access point, così da sfruttare al meglio la loro portata e ridurre la spesa complessiva”.

avm router incassato

L’analisi degli spazi è relativamente semplice, mentre è più complessa l’analisi della struttura dell’edificio. Il cartongesso, per dire, scherma moltissimo le onde del Wi-Fi, così come alcuni tramezzi con parti metalliche: comprendere questi aspetti è molto importante per riuscire a trovare la soluzione ideale per non avere buchi di copertura, cercando allo stesso tempo di ridurre al minimo gli interventi invasivi, sfruttando quei punti dove è possibile inserire facilmente gli apparati senza dover forare pareti. “Quando lavoriamo con le strutture ricettive facciamo misurazioni in ogni singola stanza, tenendo conto del fatto che ogni utente mediamente usa tre dispositivi. E naturalmente valutiamo anche l’utilizzo della struttura: quella dedicata prevalentemente al turismo di affari ha esigenze differenti rispetto a un albergo frequentato prevalentemente dai vacanzieri”.

Nonostante la complessità, queste operazioni non richiedono tempi particolarmente lunghi, né l’intervento di molte persone: Cicculli sottolinea che è sufficiente che sia presente un responsabile dell’albergo e uno dei tecnici dei partner di AVM, che si occuperà di svolgere le necessarie analisi per valutare gli interventi necessari.

I powerline vengono usati? Sì, ma soprattutto per connettere gli esterni, per esempio, i bar presso la piscina “perché spesso questi dispositivi hanno dei limiti in termini di lunghezza: oltre i 500 metri il segnale si attenua molto, quindi in queste situazioni cerchiamo di usare dei ponti radio per ovviare al problema. In certi casi, per esempio quando una struttura è composta da più edifici distanti anche un chilometro, usiamo dei ponti radio più potenti, appoggiandoci alle soluzioni proposte dai nostri partner, e abbinati poi ai nostri dispositivi”.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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