Binance sotto indagine: il più grande exchange di criptovalute nel mirino di fisco e giustizia USA

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Binance sotto indagine: il più grande exchange di criptovalute nel mirino di fisco e giustizia USA

Binance, il più grande servizio di cambio al mondo per volumi di scambio nel mercato delle criptovalute, è finito sotto la lente d’ingrandimento di due autorità statunitensi: l’Internal Revenue Service (il fisco) e il Dipartimento di Giustizia. A puntare gli occhi contro Binance vi sarebbero funzionari che normalmente si occupano di verifiche su sospetti di riciclaggio di denaro e di reati fiscali.

Non è chiaro quale sia l’obiettivo esatto dell’indagine, ma il coinvolgimento del fisco e della Giustizia e di alcune figure specfiche lascia intendere che possa trattarsi di qualche cosa riguardante gli obblighi fiscali della società e/o degli utenti. Stando alle informazioni disponibili le autorità stanno raccogliendo informazioni da clienti e da dipendenti, ma non tutte le richieste sono necessariamente collegate a sospetti di cattiva condotta.

Il servizio di cambio di criptovalute era già stato oggetto a marzo di un’indagine della Commodity Futures Trading Commission degli USA, la quale aveva voluto verificare se la società stesse operando in assenza di autorizzazione in modo particolare per quanto riguarda la compravendita di derivati collegati a token digitali. I cittadini statunitensi possono acquistare questo tipo di prodotti d’investimento solamente da società registrate presso la CFTC. Binance aveva allora affermato che non consente di compiere questo tipo di transazioni ai cittadini degli USA, avvertendo inoltre che i trasgressori si sarebbero visti congelare l’account.

Binance è stato fondato nel 2017, con sede legale alle Isole Cayman e un ufficio a Singapore, da Changpeng Zhao che secondo Forbes avrebbe ora un patrimonio netto di 1,9 milirdi di dollari. Dalla nascita fino ai giorni nostri Binance è riuscita a conquistare il 25% delle quote di mercato nel mondo dei servizi di cambio.

Un portavoce di Binance a dichiarato che la società non “commenta indagini o richieste specfiche”, sottolineando comunque di prendere molto seriamente i suoi “obblighi legali”. “Abbiamo lavorato sodo per costruire un solido programma di conformità che includa principi di anti-riciclaggio e gli strumenti usati dalle istituzioni finanziare per rilevare e affrontare attività sospette” ha dichiarato il portavoce.

Per ora le autorità statunitensi non hanno ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale riguardante l’indagine.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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