Addio a Michael Collins, uno dei tre astronauti della missione lunare Apollo 11

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Addio a Michael Collins, uno dei tre astronauti della missione lunare Apollo 11

Nella giornata di ieri è scomparso all’età di 90 anni, Michael Collins, uno dei tre astronauti che hanno fatto parte della storica missione Apollo 11, la prima che portò l’essere umano a poggiare il piede sulla Luna con Buzz Aldrin e Neil Armstrong. Tra i tre, Collins è stato l’unico a non toccare il suolo lunare, anche se è rimasto un elemento fondamentale della missione attendendo i due compagni sul modulo di comando e servizio (CMS).

In molti gli hanno reso omaggio nelle scorse ore. Non poteva mancare l’addio di Buzz Aldrin che ha scritto “caro Mike, ovunque tu sia stato o sarai, avrai sempre il fuoco per portarci abilmente a nuove altezze e nel futuro. Ci mancherai. Che tu possa riposare in pace”. Il riferimento di Aldrin è anche al libro “Carrying the Fire” scritto dallo stesso Collins e che attualmente non è stato ancora tradotto in italiano.

Si è aggiunto anche l’amministratore NASA (facente funzione) Steve Jurczyk che ha dichiarato “oggi la nazione ha perso un vero pioniere e sostenitore per tutta la vita dell’esplorazione nell’astronauta Michael Collins. Come pilota del modulo di comando dell’Apollo 11 – alcuni lo chiamavano l’uomo più solo della storia – mentre i suoi colleghi camminavano sulla Luna per la prima volta, ha aiutato la nostra nazione a raggiungere una pietra miliare. Si è distinto anche nel Programma Gemini e come pilota dell’Aeronautica Militare”.

Michael Collins astronauta

La famiglia di Collins ha invece dichiarato “ci dispiace annunciare che il nostro amato padre e nonno è morto oggi, dopo una coraggiosa battaglia contro il cancro. Ha trascorso i suoi ultimi giorni pacificamente, con la sua famiglia al suo fianco. Mike ha sempre affrontato le sfide della vita con grazia e umiltà e ha affrontato questa, la sua ultima sfida, allo stesso modo. Ci mancherà terribilmente. Eppure sappiamo anche quanto si sentisse fortunato Mike ad aver vissuto la vita che ha fatto. Onoreremo il suo desiderio di celebrare, non piangere, quella vita”.

Michael Collins, oltre Apollo 11, molto di più

Come scritto sopra, Michael Collins è stato uno dei tre astronauti dell’equipaggio della missione Apollo 11 ma la sua vita è stata anche molto altro. Collins nacque a Roma il 31 Ottobre 1930, concludendo il suo percorso accademico all’Accademia Militare di West Point nel 1952.

Come ricordato da Jurczyk, successivamente è entrato nell’Aeronautica Militare come pilota di caccia servendo poi dal 1959 al 1963 come pilota collaudatore all’Edwards Air Force Base con oltre 4200 ore di volo all’attivo. Nell’Ottobre del 1963 è entrato come membro del terzo gruppo di astronauti della NASA.

astronauta apollo 11

Prima delle missioni Apollo, ha avuto modo di essere anche pilota nella missione Gemini 10 (lanciata il 18 Luglio 1966) registrando insieme a John Young il record d’altitudine poco sotto gli 800 km di quota. Sempre durante la stessa missione, Michael Collins fu anche il terzo astronauta statunitense a eseguire una “passeggiata spaziale” per recuperare un esperimento legato al rilevamento dei micrometeoriti.

Vista la sua esperienza nelle missioni spaziali, gli fu dato il compito di essere il contatto radio (CAPCOM) con gli astronauti Frank Borman, Jim Lovell e William Anders nella missione Apollo 8. Successivamente ha poi partecipato alla missione Apollo 11 che lo ha portato in orbita intorno alla Luna. Complessivamente Collins è stato nello Spazio 266 ore (poco più di 11 giorni).

nasa

Anche se effettivamente non ha mai toccato il suolo lunare, c’è una targa con la scritta “siamo venuti in pace per tutta l’umanità” lasciata dai suoi compagni di missione siglata anche da lui (oltre che dal Presidente Richard M. Nixon).

Dopo Apollo 11, Michael Collins si ritirò dall’Aeronautica Militare con il grado di maggiore generale e contestualmente lasciò anche il suo ruolo all’interno della NASA nel 1970. L’anno successivo è diventato direttore del National Air and Space Museum dello Smithsonian Institution. Dal 1980 al 1985 è stato vicepresidente di LTV Aerospace and Defense Co. (azienda fondata nel 1964 e operante nel campo della difesa e dell’aeronautica). In passato aveva già scritto alcuni libri come il già citato “Carrying the Fire” nel 1974 ma anche “Flying to the Moon and Other Strange Places” (1976), “Liftoff: The Story of America’s Adventure in Space” nel 1988 e “Mission to Mars” nel 1990 per raccontare il suo punto di vista sullo Spazio e sulle missioni spaziali oltre al futuro di questo settore.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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