Dad e remote working aumentano il rischio informatico

Another ICT Guy

Dad e remote working aumentano il rischio informatico

(ANSA) – MILANO, 23 MAR – “Il crimine informatico ha
conosciuto una vera esplosione con il Covid-19. La situazione
emergenziale ha creato nuove vulnerabilità. La didattica a
distanza e il lavoro da remoto hanno posto, dinanzi al computer
e per varie ore al giorno, utenti che fino a quel momento
conoscevano poco i rischi del digitale. Cresce la necessità di
aggiornamento e formazione su tali temi per questa nuova flotta
di utenti”. Francesco Taverna, Direttore Tecnico Capo della
Polizia di Stato, intervenendo durante l’inaugurazione del
Cybersecurity & Transparency Center di Huawei a Roma, ha
spiegato i trend che la Polizia ha dovuto tenere d’occhio nei
mesi scorsi, sul piano delle attività digitali. “Abbiamo
assistito ad un aumento di pagine e profili social costruiti
intorno al negazionismo sul Covid-19, così come all’inutilità
dei vaccini. In questa fase, è stata fondamentale la
collaborazione con i reparti di sicurezza delle grandi aziende
digitali, che ci hanno permesso di spegnere sul nascere la
disinformazione”. Per Taverna, bisogna continuare a innovare
software e hardware ma senza dimenticare che, spesso, tali
novità introducono anche rischi prima assenti. “Innovazione e
difesa digitale devono essere un binomio imprescindibile in un
panorama sofisticato, che crea nuove sfide”. Il bisogno di
condividere le tematiche della cybersecurity con i cittadini
viene espresso anche da Raffaele Gareri, Direttore del
Dipartimento Trasformazione Digitale e Sviluppo Economico Urbano
di Roma Capitale. “Ci siamo impegnati in un processo di
digitalizzazione dei sistemi informativi. Questo spinge,
ulteriormente, il focus sulla sicurezza, visto che i gestionali,
oramai interconnessi, devono essere protetti a dovere. I piani
di adozione tecnologica devono però andare di pari passo con un
cambio di mentalità. I temi inerenti la difesa del digitale
vanno inseriti all’interno di argomentazioni più ampie,
globalmente riconosciute, come quelle sugli sviluppi delle smart
city”. (ANSA).
   

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