SmartBra: un indossabile contro il tumore al seno

Sensori piezoelettrici integrati nel reggiseno: l’idea arriva da un istituto svizzero e può tornare utile per la diagnosi precoce della malattia.

Tra le aule dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne ha preso vita un progetto che facendo leva su innovazione tecnologica e miniaturizzazione delle componenti ha come obiettivo la diagnosi precoce del cancro al seno: il risultato si chiama SmartBra e se tutto dovesse andare secondo i piani potrebbe già vedere la luce sotto forma di prodotto commerciale entro il prossimo anno.

Il reggiseno per la diagnosi del cancro al seno
Si tratta a tutti gli effetti di un dispositivo indossabile. Un reggiseno che all’interno della coppa integra sensori piezoelettrici senza richiedere alcuna fonte di alimentazione esterna: sono attivati non appena viene esercitata una pressione. L’analisi è condotta mediante gli ultrasuoni generati e non richiede metodi più invasivi come l’indagine mammografica che invece utilizza i raggi X.

Nell’immagine qui sotto si può vedere il cuscinetto in materiale plastico posizionato a contatto con la pelle, del tutto flessibile, il cui compito è quello di sostituire la funzione del gel utilizzato ad esempio durante le ecografie. Le informazioni acquisite possono essere elaborate così da fornire un feedback, anche in tempo reale nel caso di anomalie rilevate, in modo che la diretta interessata possa mettersi in contatto con uno specialista per condurre una diagnosi più approfondita.

L’iniziativa è portata avanti in collaborazione con la startup svizzera IcosaMed. Già garantito il livello di comfort necessario perché un device di questo tipo possa essere utilizzato quotidianamente. Il prossimo step passerà dal rendere SmartBra disponibile nel corso del 2021 per le pazienti che hanno già avuto una diagnosi positiva per il tumore al seno e che hanno bisogno di un monitoraggio continuo. Più avanti si arriverà alla libera vendita, indirizzando il prodotto in primis alle donne con una disposizione allo sviluppo della patologia.

Restando in tema, nei mesi scorsi abbiamo scritto di come Google Health (tramite DeepMind) stia mettendo a punto un’intelligenza artificiale in grado di affiancare i medici nella lettura degli esami così da abbattere il margine di errore. Una finalità del tutto simile a quella dell’algoritmo Lymph Node Assistant descritto su queste pagine a fine 2018.

Fonte: https://www.punto-informatico.it/
Foto: https://www.punto-informatico.it/

https://www.carlomauri.net

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