Bruciare pneumatici per alimentare il mining di Bitcon: più di un’azienda ci sta pensando

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Bruciare pneumatici per alimentare il mining di Bitcon: più di un’azienda ci sta pensando

Un centro per il mining di Bitcon è stato realizzato nelle prossimità di una centrale elettrica a carbone in Pennsylvania, negli Stati Uniti, e ora sta pensando a una nuova forma di alimentazione per il processo di mining di Bitcoin: utilizzare pneumatici dismessi al posto del carbone per produrre carburante ed energia elettrica.

Stronghold Digital Mining si descrive come un Bitcoin miner che ha a cuore la questione ambientale, anche se la struttura, Panther Creek, ha ricevuto almeno 7 notifiche di violazione della qualità dell’aria da quando è stata acquisita dalla società che si occupa di mining di criptovalute nel 2021 (fonte: Bulletin of the Atomic Scientists).

pneumatici

In realtà, bruciare pneumatici per generare energia è una prassi consolidata, considerata meno inquinante rispetto all’uso del carbone. Grazie al loro elevato potere calorifico, infatti, gli scarti di pneumatici costituiscono un buon carburante alternativo per le industrie ad alta intensità energetica, e possono essere usati come combustibile da integrare al carbone e alla legna.

Gli pneumatici, inoltre, rappresentano un grave problema dal punto di vista dello smaltimento dei rifiuti dato che centinaia di milioni di pneumatici di scarto dato che vengono scartati nell’ordine di centinaia di milioni ogni anno. Secondo l’EPA (Environmental Protection Agency), agenzia Usa preposta alla protezione della salute umana e dell’ambiente, bruciare pneumatici di scarto è preferibile al depositarli in una discarica, ma non altrettanto vantaggioso che trovare modalità per il riciclo o il riutilizzo. In una discarica, i materiali infiammabili di cui sono fatti gli pneumatici possono comportare il rischio di incendi incontrollati, mentre gli pneumatici abbandonati possono diventare terreno fertile per vettori di malattie.

Dall’altra parte, la combustione degli pneumatici rilascia numerosi inquinanti atmosferici in considerazione del fatto che lo pneumatico contiene una grande quantità di zolfo e carbonio. La combustione degli pneumatici può anche rilasciare policlorobifenili e idrocarburi polinucleari aromatici, insieme ad altri inquinanti atmosferici pericolosi. Molti di questi idrocarburi sono cancerogeni, come sottolineano le organizzazioni ambientaliste che si oppongono alla combustione degli pneumatici per produrre energia.

Stronghold Digital Mining non è certo la prima azienda con propositi simili, visto che bruciare pneumatici per produrre energia è alla base del funzionamento di diverse centrali elettriche, anche in Europa oltre che negli Stati Uniti. Come abbiamo visto anche qualche giorno fa, del resto, il mining di criptovalute sta diventando rapidamente sconveniente man mano che aumentano i costi dell’elettricità, mentre sempre più aziende sono alla ricerca di metodi alternativi per la produzione di elettricità che siano meno costosi di quelli tradizionali.

Il successo avuto dalle criptovalute negli scorsi anni ha determinato una vera e propria corsa per trovare le fonti di generazione di energia più economiche possibile. Sempre più spesso i miner ricorrono all’acquisizione personale dei mezzi di produzione di energia. Alcuni hanno acquistato centrali elettriche dismesse, altri hanno installato generatori nei pozzi di gas, estraendo Bitcoin alla fonte. I combustibili derivati ​​dagli pneumatici sono più economici di altri combustibili fossili, e per questo sono stati presi di mira dai miner di Bitcoin.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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