Fortnite come la cocaina, ‘crea troppa dipendenza’: il gioco di Epic finisce in tribunale

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Fortnite come la cocaina, ‘crea troppa dipendenza’: il gioco di Epic finisce in tribunale

Pochi giorni fa è stato inaugurato un nuovo capitolo di Fortnite, il quarto per essere precisi. Con l’arrivo dell’aggiornamento contenutistico, il team di Epic Games ha voluto far debuttare il suo Unreal Engine 5.1, ultima versione del suo versatile motore grafico.

I fan del battle royale hanno più di un semplice motivo per tuffarsi nuovamente nell’azione, ma non tutti sono felici della grande popolarità di Fortnite. In Canada, un piccolo gruppo di residenti del Quebec ha fatto causa a Epic: il suo videogioco creerebbe “una forte dipendenza” e starebbe causando “danni psicologici e fisici” ai loro figli, completamente assuefatti dallo sparatutto online e dalla sua “natura compulsiva”. Facciamo chiarezza su questa delicata questione.

Dipendenza da videogiochi: il caso Fortnite

In Quebec, tre genitori hanno intentato una causa contro Epic Games per gli imprevedibili effetti assuefacenti di Fortnite. Stando al report diffuso da CTV, i bambini in questione hanno trascorso migliaia di ore all’interno del gioco nel corso degli ultimi anni, spendendo centinaia di dollari per lo sblocco di personaggi, emote e di altri contenuti cosmetici, il tutto all’insaputa dei genitori.

fortnite capitolo 4 epic games

Nella pubblicazione si legge che uno dei ragazzini coinvolti nella vicenda ha accumulato oltre 7.781 ore di gioco in meno di due anni – parliamo di 324 giorni di gioco. Un altro bambino avrebbe giocato per 59,954 minuti, l’equivalente di 42 giorni. I ragazzi sarebbero talmente dipendenti dal gioco da smettere di mangiare, di socializzare o di curare la propria igiene. Secondo le testimonianze dei genitori, i loro figli si sono allontanati dalle loro famiglie e uno di loro ha persino avuto degli attacchi di panico “dovuti alla pressione esercitata dal gioco”.

Mercoledì scorso, la Corte suprema del Canada ha autorizzato il procedimento penale contro Epic. La decisione è stata presa dal giudice Sylvain Lussier, il quale ha stabilito che la causa “non sembra essere frivola” e che ha basi sufficienti per procedere secondo la legge canadese.

Secondo il giudice, Epic potrebbe essere responsabile delle accuse mosse dai suddetti genitori, ma queste affermazioni devono ancora essere provate in tribunale. Tra i documenti presentati da Calex, lo studio legale che rappresenta i genitori, c’è anche una relazione della Dott. ssa Anita Gadhia-Smith in cui la dipendenza da Fortnite veniva paragonata a quella da cocaina.

epic games logo

La risposta di Epic Games non ha tardato ad arrivare. Una portavoce della compagnia, Nathalie Munoz, ha affermato che Epic “dispone di sistemi di ‘parental control’ leader nel settore che consentono ai genitori di supervisionare l’esperienza digitale dei propri figli, sistemi che, naturalmente, possono essere applicati anche a Fortnite. “I genitori possono ricevere rapporti che tengono traccia della quantità di tempo speso dai loro figli ogni settimana […]”.

Epic ha affermato che combatterà la causa: “Crediamo che le prove dimostreranno che questa causa è priva di merito”. Seguiremo con attenzione eventuali sviluppi.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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