Apple pronta a rivolgersi a un fornitore cinese per le memorie di iPhone e iPad?

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Apple pronta a rivolgersi a un fornitore cinese per le memorie di iPhone e iPad?

Ricorderete sicuramente l’incidente di Kioxia e Western Digital che ha compromesso (si stima) circa 14 exabyte di storage negli stabilimenti in Giappone. Ebbene, sembra che questo abbia destato non poca preoccupazione in Apple che, stando alle indiscrezioni riportate da Bloomberg, sta contrattando con nuovi fornitori per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento di memoria NAND flash: al tavolo della trattativa c’è anche Yangtze Memory Technologies Co., una società cinese che sviluppa e produce chip completamente in casa.

La contaminazione di un così grande quantitativo di memoria ha intaccato i piani di approvvigionamento di Apple che, orientativamente a partire da giugno, aumenta la sua richiesta di memoria in vista del lancio dei nuovi iPhone e iPad. Per limitare i danni dello sfortunato incidente giapponese, pare che la società di Cupertino si sia rivolta ai coreani di Samsung ed SK hynix per sopperire al problema nel breve termine.

A far discutere, però, non è l’intenzione di Apple di ampliare il ventaglio dei fornitori da cui attingere. Si tratta di una manovra piuttosto comprensibile, non solo per gli eventi di febbraio, ma anche e soprattutto per la pandemia che ha generato non pochi disagi proprio a causa di una “dipendenza” da un singolo produttore di memorie.

Piuttosto, è la scelta di Apple di rivolgersi al più grande produttore cinese di memorie, Yangtze Memory, che incuriosisce. L’azienda rappresenta attualmente la più grande realtà in Cina per la produzione di chip 3D NAND flash fatti interamente in casa e gode dei finanziamenti statali che puntano a slegare Pechino dalle tecnologie occidentali. La società, infatti, nasce proprio dalla fusione nel 2016 con una fabbrica gestita dal governo, il che l’ha resa il miglior esempio per l’industria cinese di una produzione autonoma.

Come premesso, però, si tratta di indiscrezioni e seppur non sia la prima volta in cui Apple si approccia a Yangtze Memory, non è detto che i suoi chip saranno effettivamente adottati in iPhone e iPad.

Va considerato, però, che il più grande volume d’affari Apple lo fa registrare proprio in Cina, dove tra l’altro si svolge anche l’assemblaggio dei prodotti. È evidente, quindi, che avere un fornitore di memorie sul posto semplificherebbe la finalizzazione dei prodotti rendendola perfino più conveniente rispetto alla catena attuale.

Inoltre, diversificare il portafoglio di fornitori, garantirebbe un “cuscino” sul quale appoggiarsi nell’eventualità che uno stock in particolare subisse ritardi. Al momento però, nessuna delle due aziende ha commentato le indiscrezioni, il che non garantisce che Apple finalizzi l’accordo con Yangtze. Nel caso di BOE Technology, anch’essa cinese e tra i più importanti fornitori di display per gli iPhone, il raggiungimento degli standard qualitativi e quantitativi richiesti di Apple ha richiesto anni di lavoro.

Secondo le voci di corridoio, tuttavia, Apple starebbe già testando alcuni sample per valutarne le caratteristiche e soprattutto l’affidabilità. Secondo Jeff Pu, analista del Haitong International Securities, “Yangtze Memory fornirà circa il 5% della memoria per gli iPhone SE e tra il 3 ed il 5% della memoria per il nuovo iPhone 14“. Si tratta di stime teoriche naturalmente, ma non è da escludere che nel caso di un reale accordo, Apple possa decidere di sfruttare almeno in un primo momento le NAND cinesi per gli smartphone di fascia media e bassa.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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