La cinese Moore Thread presenta le sue schede video desktop: realizzate a tempo di record

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La cinese Moore Thread presenta le sue schede video desktop: realizzate a tempo di record

Sono passate solo poche ore da quando Intel ha annunciato le sue prime GPU dedicate per i notebook e anticipato l’arrivo delle schede video desktop per il mercato consumer, tra cui il modello desktop ARC Limited Edition, il preludio a una maggiore lotta in un settore da decenni occupato solo da NVIDIA e AMD.

Non solo Intel, anche in Oriente c’è molto fermento come dimostra Moore Thread, azienda cinese che dopo soli due anni dalla fondazione, avvenuta nel 2020, è prossima a introdurre sul mercato le sue prime due schede video desktop realizzate da zero, totalmente in casa.

Considerando la complessità di una GPU, risulta difficile credere che un’azienda con competenze e un budget ben inferiore a quelli di Intel sia riuscita in soli due anni a realizzare un prodotto finito. Tuttavia, Moore Thread è qui per farci ricredere. L’azienda cinese ha già riscosso un grande successo, almeno sul fronte finanziario, infatti è riuscita ad attirare numerosi investimenti che le hanno consentito di velocizzare lo sviluppo e la produzione dei primi chip.

Fondata da Zhang Jianzhong, ex vicepresidente di NVIDIA per territorio cinese coinvolto nel settore delle GPU da ben 15 anni, Moore Thread è riuscita a entrare nell’olimpo delle “Unicorn Companies“, superando il valore di 1 miliardo di dollari, a soli 100 giorni dalla sua fondazione.

Alla fine del 2021 l’azienda è uscita allo scoperto annunciando che sarà la prima realtà cinese a produrre GPU progettate completamente in casa. A pochi mesi dall’annuncio, Moore Thread ha tenuto la sua prima presentazione, in cui ha mostrato una prima versione della sua scheda video gaming entry-level completamente funzionante.

L’azienda, attualmente, ha in cantiere due differenti modelli, MTT S60 e MTT S2000. Entrambe le schede si basano sull’architettura MUSA di prima generazione denominata “Sudi” che presenta quattro tipi di engine per gestire varie funzionalità: grafica, fisica, video e intelligenza artificiale. Per quanto concerne le specifiche, entrambe le schede sono realizzate con un processo produttivo a 12 nanometri.

Nel caso della MTT S60 troviamo 2048 Musa Core supportati da 8 GB di VRAM LPGDDR4X per una potenza complessiva di 6 TFLOPS. La MTT S2000, invece, presenta esattamente il doppio dei Musa Core per un totale di 4096 accompagnati da ben 32 GB di memoria per una potenza di 12 TFLOPS.

Per avere un’idea più chiara sull’ordine di prestazioni in cui si collocano le schede, la vecchia GeForce GTX 1070 di NVIDIA lanciata nel 2017 raggiungeva una potenza di 6,5 TFLOPS. Durante la presentazione, la MTT S60 è stata provata con League of Legends: sfortunatamente non sono state mostrate né le impostazioni di gioco né il framerate raggiunto. Inoltre, va considerato che attualmente il gioco di Riot è tra i meno esigenti in termini di risorse, basti pensare che tra i requisiti minimi compare una vetusta GeForce 9600 GT da 1 GB, mentre una GeForce 560 da 2 GB è sufficiente per giocare in maniera fluida. Dal punto di vista meramente prestazionale, insomma, della MTT S60 si può dire poco o nulla di davvero concreto.

Ciò che però ha sorpreso è l’architettura MUSA che, secondo il CEO, gode di una copertura totale dal punto di vista dei driver e del software. Sembra, infatti, che MUSA supporti le librerie OpenGL, OpenCL, DirectX, Vulkan, SYCL e perfino CUDA di NVIDIA. Supporta addirittura la codifica AV1 insieme ad H.265 e H.264 oltre che codec destinati alla risoluzione 8K. Inoltre, è progettata per lavorare con numerosi motori di gioco e software di progettazione come Houdini, Unreal Engine, Unity e D5. Infine, nel caso della MTT S2000, si aggiunge una tecnologia denominata AlphaCore che, secondo la società, riesce a migliorare le prestazioni fisiche da 5 a 10 volte.

In conclusione, seppur si tratti solo di primi esemplari, non può che montare la curiosità per ciò che sta accadendo all’interno dei confini cinesi dove il governo di Pechino spinge da anni per slegarsi il più possibile dalla tecnologie occidentali.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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