Apple allenta le maglie: con alcune app si può pagare fuori da App Store. Quali sono e cosa cambia?

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Apple allenta le maglie: con alcune app si può pagare fuori da App Store. Quali sono e cosa cambia?

Apple sta mantenendo la sua promessa: consentire ad alcuni sviluppatori di far collegare gli utenti ai propri siti web direttamente dall’interno delle loro applicazioni. Una novità che ha il sapore di rivoluzione visto che da quando è stato creato e messo online l’App Store non è mai accaduto tutto ciò. Il tutto fa parte delle nuove regole entrate in vigore in queste ore e che consentono agli sviluppatori di applicazioni che hanno principalmente lo scopo di fornire l’accesso a contenuti digitali come Netflix, Kindle o anche Spotify, di collegarsi ai loro siti web per gestire o anche creare gli account.

Spotify, Netflix e Kindle: ecco cosa cambierà per gli utenti

Netflix, Spotify, Kindle e altri servizi simili potranno ora aggiungere un collegamento nelle loro app su iOS indirizzando direttamente gli utenti ai propri siti web per il pagamento o anche la gestione dell’account. Il gigante della tecnologia permetterà questa libertà solo alle app che “forniscono contenuti acquistati in precedenza o abbonamenti a contenuti per riviste digitali, giornali, libri, audio, musica e video”.

Apple aveva annunciato per la prima volta questa libertà di aggiungere collegamenti in-app ad alcuni servizi multimediali lo scorso anno come parte di un accordo con la Japan Fair Trade Commission, anche se Apple applicherà la nuova politica a tutte le app di questo tipo in tutto il mondo. Questo dovrebbe aiutare a migliorare l’esperienza utente che negli anni è sempre stata al centro degli onori della cronaca per questi tipi di app proprio a causa della ristrettezza dalle regole precedenti di Apple. 

In precedenza, se si decideva di scaricare l’app Netflix, ad esempio, ma non si aveva un account, Netflix non era autorizzata a inserire un link per la registrazione direttamente dall’app o anche ad indirizzare l’utente verso la procedura di creazione di un account. Nel caso del pagamento in-app, ora consentito anche tramite il sito dell’app in questione, Apple dovrà rinunciare al 30% delle entrate ma di fatto la stessa azienda potrà comunque riscuotere una parte di commissione sugli acquisti all’interno della stessa, sempre se l’app lo permetterà.

Come spiegato dalle policy di Apple, gli sviluppatori non potranno semplicemente aggiungere un link di registrazione alla schermata iniziale della loro app. Secondo la pagina di supporto per gli sviluppatori di Apple, sarà necessario richiedere un’autorizzazione prima di poter procedere all’aggiunta del collegamento esterno. Apple ha anche imposto anche alcune precise procedure: se uno sviluppatore sta collegando un utente al proprio sito, deve visualizzare una schermata in cui spiega che gli acquisti effettuati lì non verranno effettuati tramite Apple. Non solo perché dovranno anche collegarsi a una pagina Apple in cui vengono spiegati i rischi associati al fornire le personali informazioni a uno sviluppatore di terze parti.

Apple ha realizzato anche un elenco di requisiti che dovranno essere applicati al collegamento stesso. Per esempio:

  • Il collegamento deve essere aperto in un browser, non in una visualizzazione Web in-app.
  • Nessun dato o parametro aggiuntivo può essere trasferito al sito web.
  • L’app non può contenere testo che spieghi quanto costeranno gli oggetti sul sito web (ad esempio, Netflix non può dire “Tocca questo pulsante per iscriverti a Netflix, a partire da 9,99€ al mese”).

E ovviamente, Apple esaminerà le modifiche alle app prima che vengano pubblicate affinché queste rispettino tutte le linee guida e i requisiti che la stessa azienda di Cupertino ha imposto. Oltretutto sarà chiaramente necessaria una completa revisione dell’app anche se questa in precedenza avesse rispettato ogni tipo di parametro.  

Quanto impatterà questa modifica in App Store e dunque per Apple? Relativamente poco. La modifica ha una portata relativamente limitata visto che Apple ha esternato un elenco piuttosto lungo di requisiti a cui le app dovranno sottostare se vogliono essere approvate. Vedremo quali applicazioni decideranno di inserire le modifiche. Di fatto è palese che il cambiamento permetterà agli utenti, se aggiunto, di avere un’esperienza di registrazione o di gestione del proprio account meno difficoltosa.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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