Oracle Technology Summit: cloud e dati per accelerare la trasformazione digitale del Paese

Another ICT Guy

Oracle Technology Summit: cloud e dati per accelerare la trasformazione digitale del Paese

La Oracle Technology Summit segna il ritorno delle conferenze in presenza della multinazionale, che ha colto l’occasione per fare il punto su come gestire i dati per estrarne valore. All’evento hanno partecipato anche alcuni clienti di Oracle, come Anas, Cerved e CSI Piemonte, che hanno portato le loro testimonianze su come hanno affrontato le sfide relative alla gestione delle informazioni. 

Come sottolinea nel keynote di apertura Michele Porcu, VP Business Value Services & Strategies EMEA di Oracle, c’è ancora molto lavoro da fare in Italia: “La gran parte delle aziende che hanno iniziato il percorso verso il cloud oggi ha migrato soprattutto carichi di lavoro periferici: l’80% dei carichi critici tutt’oggi sono ancora on-premise, anche se le tecnologie oggi disponibili consentono di realizzare ogni tipo di modello. Grande quindi lo spazio di crescita a disposizione per chi voglia sfruttarlo”.

Porcu

Con l’apertura della Region Cloud italiana a Milano, Oracle punta a offrire ai suoi clienti tutti gli strumenti digitali per poter innovare e accelerare la digitalizzazione del Paese. 

La sfida della trasformazione digitale vista dai clienti di Oracle

Oracle Tech Summit

Anche la Pubblica Amministrazione ha intrapreso un percorso di trasformazione digitale destinato a subire una repentina accelerazione nel prossimi mesi, con l’arrivo dei fondi del PNRR. Non sarà però un’impresa facile, come sottolinea Pietro Pacini, Direttore Generale di CSI Piemonte, un consorzio che riunisce 130 società ICT di ambito pubblico a livello locale e nazionale, che sottolinea come la stragrande maggioranza dei comuni (84%) abbia meno di 10.000 abitantiStiamo gestendo una sfida molto delicata: prima dell’estate è prevista la disponibilità dei voucher economici per supportare la migrazione al cloud e si dovrà decidere cosa fare, ma servono capacità per andare verso nuove tecnologie – cloud e non solo – che non sono un patrimonio acquisito, e il nostro compito sarà quello di accompagnarle e di collaborare sulle soluzioni più efficaci”.

Uno dei nodi cruciali da affrontare, secondo Pacini, sarà quello della cybersecurity che secondo il dirigente non è solo una questione tecnica, ma anche di conoscenza e consapevolezza: i comuni devono mettere in atto dei piani per gestire le conseguenze di un eventuale (e non certo improbabile) attacco ai sistemi che possa bloccare l’erogazione dei servizi ai cittadini.

Mauro Giancaspro, Direttore ICT di ANAS, ha colto l’occasione del Summit per spiegare come l’azienda sta facendo leva su IoT e cloud per efficientare e garantire la sicurezza della rete per il trasporto gestita. Un lavoro non semplice, dato che parliamo di 32.000 km di strade e autostrade, con 18.600 opere infrastrutturali tra cui 2.000 gallerie, un numero elevatissimo, pari alla metà delle gallerie di tutta Europa. Obiettivo di ANAS è quello di poter evolvere i sistemi così da poter abilitare la manutenzione predittiva per le infrastrutture stradali, e l’azienda sta collaborando con i Politecnici di Milano e Torino alla stesura di un algoritmo specifico per questa necessità. 

Il PNRR prevede delle linee dedicate specificamente a questo tema, ma ANAS si era già attivata da tempo per innovare e prepararsi a mettere a terra i fondi disponibili su questa scala così vasta, con tecnologie sicure, interoperabili e a valore” ha spiegato Giancaspro.  “Abbiamo creato una architettura logica end-to-end per monitorare lo stato di salute delle infrastrutture, con una sperimentazione su 40 ponti che si concluderà a fine anno; è un progetto complesso che convoglia dati molto diversi – informazioni dai sensori in real time che registrano a intervalli regolari vibrazioni e rumore, dati da immagini satellitari, rilevamenti elettromagnetici etc – per tenere sotto controllo le opere, che ad oggi vengono seguite con un piano di manutenzione non più solo reattiva ma predittiva e programmata, anche in base al traffico che vi insiste”.

Anche Cerved sottolinea l’importanza di cloud e dati nel suo percorso di trasformazione digitale. sformato, grazie a tecnologie che hanno accelerato la capacità di calcolo ed elaborazione, ma soprattutto la capacità di ‘distillare’ dall’enorme quantità di dati oggi disponibili l’informazione giusta, necessaria per l’analisi” ha spiegato Flavio Mauri, Group IT Director di CERVED Group. Possiamo proporre le informazioni di sempre – come bilanci, dati commerciali, in forme nuove e su basi nuove, non più solo puntuali, anche come monitoraggio nel tempo – e contestuali. Questo è possibile grazie alle tecnologie ma anche perché sono maturate le competenze dei nostri interlocutori, che oggi comprendono queste potenzialità”. 

Dati in movimento e Data mesh per estrarre pieno valore dai dati aziendali

Come avevamo anticipato su Edge9, il paradigma sulla gestione dei dati sta cambiando e i data lake sono ormai considerati superati. I dati oggi sono in movimento e i sistemi che li gestiscono devono essere in grado di garantirne la coerenza e l’esattezza lungo le varie fasi. Per affrontare queste sfide Oracle suggerisce l’approccio Data Meshun modello che rispetta le esigenze di gestione dei dati dei diversi domini aziendali (ad esempio i dati del finance, delle risorse umane ecc) ma riesce a metterli a disposizione in modo trasversale ovunque ce ne sia bisogno in azienda.  

oracle data mesh

Questi modelli si affiancano ai database transazionali ‘tradizionali’ ma serve un passo in più perché, pur garantendo la consistenza e coerenza del dato, si possa realizzare una data platform non solo completamente convergente, ma anche in grado di gestire il dato quando è “in movimento” – da un database all’altro, da un servizo all’altro, in tempo reale”  ha spiegato Maria Costanzo, Senior Director Technology Software Engineering Sud-EMEA di Oracle.

Il punto di vista del Country Manager Alessandro Ippolito

ippolito

Alessandro Ippolito, Country Manager e VP Technology di Oracle Italia, ha ulteriormente sottolineato l’importanza del PNRR nei processi di digitalizzazione del Paese, sottolineando che “complesse sfide, portate anche dagli scenari internazionali, si affiancano a eccezionali opportunità di innovazione legate ai progetti da mettere a terra nel quadro del PNRR. In questo momento straordinario abbiamo la possibilità di accelerare la piena realizzazione di modelli organizzativi data-driven.  Il 90% delle aziende della classifica mondiale Fortune 100, ma anche il 90% del mondo del settore pubblico in Italia gestisce i suoi dati su database Oracle. Questo significa che abbiamo una grandissima responsabilità nell’aiutare l’universo pubblico e privato in questa transizione, e di farlo affrontando una a una le grandi sfide, con il supporto della tecnologia e con il lavoro dei nostri partner: penso alla sicurezza, alla capacità di creare basi di dati accessibili e comuni e alle competenze”. 

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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