ESA e NASA potrebbero cambiare i piani per la missione Mars Sample Return

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ESA e NASA potrebbero cambiare i piani per la missione Mars Sample Return

Come sappiamo il rover NASA Perseverance sta raccogliendo campioni su Marte per poterli in un futuro riportare sulla Terra grazie alla missione Mars Sample Return (realizzata congiuntamente con l’ESA). Se tutto andrà come previsto, potrebbe essere la prima volta che gli esseri umani riporteranno sulla Terra rocce e atmosfera di un altro pianeta. Attualmente invece possiamo contare “solo” su campioni di satelliti naturali (Luna) e asteroidi.

Si tratta di una missione ambiziosa e non priva di rischi. Per questo ogni fase è stata studiata in maniera accurata e prima di finalizzare le operazioni finali e relativi dispositivi scienziati e ingegneri si sono trovati per discutere i passaggi necessari. E proprio da una di queste riunioni è emerso un possibile cambio di strategia rispetto a quanto annunciato da NASA e ESA in passato. Ecco le novità.

Mars Sample Return: ESA e NASA cercano di minimizzare i rischi

Secondo quanto riportato da SpaceNews, durante una conferenza della National Academies of Sciences è stato Thomas Zurbuchen (amministratore associato della NASA) che ha fatto il punto della situazione su questa parte della missione. Per esempio l’Earth Return Orbiter dell’ESA avrebbe dovuto essere lanciato nel 2026 dalla Guyana francese ma i piani ora sono cambiati. Anche il lander NASA chiamato Sample Retrieval Lander potrebbe non essere lanciato per quell’anno.

mars sample return

Gli esperti chiamati a valutare i vari passaggi hanno determinato che il lancio delle unità potrebbe avvenire nel 2028. Questo potrebbe consentire uno sviluppo migliore delle tecnologie necessarie. Ma non è l’unica novità alla programmazione della missione Mars Sample Return.

Originariamente erano previsti: un lander (NASA) con un rover (ESA), un sistema di lancio MAV (NASA) e l’orbiter (ESA). Il lander avrebbe fatto atterrare il rover su Marte e quest’ultimo avrebbe raccolto i campioni lasciati da Perseverance in appositi luoghi contrassegnati. Una volta raccolti sarebbe dovuti essere trasportati al MAV per poterli lanciare in orbita per essere “catturati” dall’orbiter. La consegna della capsula con i campioni dovrebbe avvenire tra il 2031 e il 2033. Per via della nuova roadmap la data più probabile è la seconda.

La novità riguarda la possibilità di dividere una singola missione in due “sotto-missioni”. Questo significherebbe che anziché lanciare lander, rover e MAV con un’unica missione ci sarebbe una missione per la coppia lander e rover e una per il MAV (tutti e tre saranno lanciati nel 2028). Questo ridurrebbe i rischi di fallimento di Mars Sample Return.

In particolare con più componenti insieme (lander, rover, MAV) ci sarebbe bisogno di uno scudo termico più grande (5,4 metri di diametro), fairing per il razzo più grandi e diverse tecnologie non sperimentate per portare a termine correttamente questa fase. L’approccio con due “sotto-missioni” avrebbe invece la possibilità di utilizzare tecnologie provate con Curiosity e Perseverance che si sono dimostrate affidabili. Mancano ancora diversi dettagli prima che la missione arrivi a un punto di svolta, ma la programmazione è fondamentale quando si tratta di dover collaborare tra agenzie, partner produttivi e tecnici e soprattutto tentare qualcosa di mai provati prima.

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