Criptovalute di nuovo al bivio in Europa: una bozza di legge potrebbe mettere a rischio DeFi e wallet “autogestiti”

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Criptovalute di nuovo al bivio in Europa: una bozza di legge potrebbe mettere a rischio DeFi e wallet “autogestiti”

Nel corso di questa settimana avrà luogo una votazione al Parlamento Europeo che potrebbe rappresentare un significativo cambio di paradigma per il mondo delle criptovalute nel Vecchio Continente, in particolar modo per ciò che concerne le applicazioni e i servizi cosiddetti DeFi (decentralized finance) e i wallet di criptovalute definiti “self-hosted” (o non-custodial), cioè quelli di cui si ha il pieno controllo di chiavi private e non dipendono strettamente da nessun servizio di exchange.

E’ fissato infatti per la giornata di giovedì 31 marzo 2022 la votazione su un nuovo pacchetto di misure antiriciclaggio (AML – Anti Money Laundering) che include una revisione delle attuali norme relative alle operazioni di trasferimento di fondi (TFR – Trasfer of Funds Regulation) e che intende estendere alle criptovalute gli attuali obblighi a cui sono sottoposti gli istituti finanziari di corredare i trasferimenti di fondi delle informazioni identificative delle due parti coinvolte nella transazione.

Ciò significa che gli exchange di criptovalute, se la bozza del testo di legge venisse approvata in questa forma, dovrebbero rispettare l’obbligo non solo di raccogliere, ma anche verificare e segnalare informazioni anche dei non-clienti che usano wallet self-hosted che vogliano trasferire fondi verso un loro cliente con un wallet gestito dall’exchange prima di poter autorizzare il trasferimento.

La bozza della norma non specifica in che modo un exchange dovrebbe raccogliere i dati relativi ad un non-cliente, procedura che comunque aprirebbe l’ingresso in una vera e propria valle di lacrime dal punto di vista della privacy e della conservazione dei dati. Si tratterebbe di una regola nei fatti impossibile da applicare che di fatto potrebbe spingere gli exchange a non consentire alcun tipo di scambio extra-piattaforma da e verso wallet self-hosted.

Vi è poi un ulteriore dettaglio: laddove queste norme già sono previste per le valute fiat ma solamente al di sopra di una soglia di 1000 euro di valore di scambio, per quanto riguarda le criptovalute non sarebbe stabilita alcuna soglia minima, rendendo quindi queste norme applicabili a trasferimenti di qualsiasi entità. Resta una soglia di valore pari o superiore a 1000 euro per l’obbligo di segnalazione alle autorità AML competenti di trasferimenti di fondi da o verso un portafoglio self-hosted. 

La bozza impegnerebbe, infine, la Commissione Europea a valutare, dopo un anno dall’entrata in vigore della norme, l’eventuale necessità di misure aggiuntive specifiche per “mitigare i rischi” che possono derivare da questo tipo di transazioni. 

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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