“Omicidi, zoorastia e necrofilia”: due ex-moderatori accusano TikTok per stress emotivo

Another ICT Guy

“Omicidi, zoorastia e necrofilia”: due ex-moderatori accusano TikTok per stress emotivo

Due ex moderatori di TikTok hanno avanzato una causa, con la richiesta di elevarla a causa collettiva, contro TikTok e la proprietaria ByteDance, accusandole di negligenza e violazione delle leggi sul lavoro dello stato della California, giurisdizione nella quale si trova la sede delle operazioni di TikTok negli USA.

Ashley Velez e Reece Young hanno lavorato per la piattaforma di vlogging lo scorso anno come contrattisti. Il loro lavoro di moderatori, spiegano i due a NPR, li ha esposti a “molti atti di violenza estrema ed esplicita” compresi, tra gli altri, episodi di omicidi, zoorastia e necrofilia.

Entrambi gli ex-moderatori hanno affermato di aver dovuto visionare ore di filmati inquietanti e disturbanti, spesso in sessioni da 12 ore di lavoro. Tutti e due hanno sostenuto di tasca propria le spese per consulenze che li aiutassero a gestire lo stress emotivo e psicologico a cui questo lavoro li ha sottoposti.

La causa verte sull’accusa che TikTok impone elevati “standard di produttività” ai moderatori, costretti ad assistere a grandi volumi di video raccapriccianti per ore senza interruzioni. Entrambi i dipendenti sono inoltre stati costretti a firmare accordi di riservatezza come parte integrante del loro contratto.

“Abbiamo visto scene di morte e pornografia esplicite. Bambini nudi ogni giorno. Persone colpite da armi da fuoco in pieno volto e un video di un bambino picchiato che mi ha fatto piangere per due ore di fila” ha dichiarato Velez a NPR.

Non è la prima volta che i moderatori di piattaforme social abbiano dovuto fare i conti con pesanti contraccolpi psicologici dovuti al loro lavoro. Come già era emerso in un altro caso simile lo scorso dicembre, i moderatori hanno pochi secondi per determinare se un contenuto si trovi in violazione delle politiche della piattaforma, proprio per via del gran numero di video da dover vagliare.

Le accuse mosse da Velez e Young, e il racconto della loro esperienza, sembra quasi una fotocopia di quanto raccontato a dicembre da Candie Frazier, moderatrice contrattista per la piattaforma di vlogging che ha anch’essa denunciato le condizioni di quel particolare tipo di lavoro. La causa mossa da Frazier si è conclusa in un nulla di fatto lo scorso mese, prima che fosse possibile raggiungere un accordo e dopo che la moderatrice è stata sollevata dall’incarico.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *