Hisense 65U88GQ: convince in SDR, meno in HDR

Another ICT Guy

Hisense 65U88GQ: convince in SDR, meno in HDR

Tecnologie di alto livello, funzionalità essenziali, prezzi competitivi: sono questi i tre capisaldi della strategia e filosofia su cui Hisense basa la sua offerta commerciale. Una strategia che il mercato italiano ha decretato di successo, a fronte di risultati brillanti tali da imporre un potenziamento d’organico e piani ambiziosi di espansione e presenza nel nostro Paese.

Dopo aver provato l’inusuale e interessante Laser TV 120L5F-A12 da 120 pollici, concentriamo oggi il nostro sguardo su un televisore più tradizionale: Hisense 65U88GQ basato su pannello Quantum Dot, retroilluminazione direct LED e con risoluzione 4K e supporto a tutti gli standard HDR attualmente disponibili (HDR 10+, HLG, Dolby Vision IQ). Tra le caratteristiche distintive vi è la luminanza di picco di 1000 nit assieme alle 90 zone di local dimming per la modalità HDR.

Hisense 65U88GQ
Diagonale 64,5″
Tecnologia IPS Quantum Dot, direct LED con local dimming
Risoluzione 3840 x 2160
HDR HDR 10+, HLG, Dolby Vision IQ
Audio Stereo 10W, Sub-Woofer 20W, stereo superiori 10W – Dolby Atmos, DTS Virtual X
Ricevitori DVB-T2/T/C/S2/S
Sistema Operativo VIDAA 5.0
Applicazioni Netflix, Youtube, Prime Video, Disney+, DAZN, RayPlay, RakutenTV, Timvision, Chili, MediasetPlay, Plex
Codec HEVC (H.265), H.264, MPEG2
Connessioni 4 x HDMI 2.1, USB 2.0, USB 3.0, uscita audio digitale, uscita cuffie, ingresso audio, video composito, Ethernet RJ45, WiFi 821.11ac, Bluetooth
Dimensione 1452x835x74 mm

Dimensione con piedistallo

1452x910x380 mm
Peso 24,5 kg
Peso con piedistallo 26,8 kg
Prezzo 1199,00 Euro

Per Hisense l’essenzialità non è solamente nelle caratteristiche, ma anche nell’impostazione estetica del televisore. Questo 65U88GQ è caratterizzato da linee semplici, eleganti e pulite, che prevedono un piedistallo centrale a Y e una cornice davvero ridottissima attorno al pannello. Anzi, molto particolare è proprio la costruzione del pannello che sembra quasi “emergere” rispetto alla cornice, creando un aspetto inusuale e moderno.

Del pannello abbiamo già accennato poco sopra: abbiamo a che fare con uno schermo IPS con filtro Quantum Dot, dalla diagonale di 64,5 pollici e risoluzione 4K. Troviamo un sistema di illuminazione più tradizionale,rispetto a recenti soluzioni miniLED, di tipo direct LED ma con sistema di local dimming a 90 zone.

La parte posteriore è caratterizzata da una finitura zigrinata e da un’ampia presa d’aria che percorre il televisore per tutta la sua larghezza, collocata nella parte superiore dello stesso. Le porte di connessione sono collocate lateralmente (a sinistra, se visto frontalmente, a destra se osservato posteriormente) e includono 4 porte HDMI 2.1, due porte USB (2.0 e 3.0), i connettori coassiali per antenna e satellite, il minijack per le cuffie, l’uscita audio ottica S/PDIF, il connettore RJ45 per il collegamento alla rete e lo slot Common Interface.

Le porte HDMI 2.1 offrono, per gli appassionati videogiocatori, il supporto alle modalità Auto Low Latency Mode e Variable Refresh Rate. Per le risoluzioni 4K è supportata la frequenza massima di 60Hz.

Interessante è il sottosistema di diffusione audio di questo televisore che Hisense descrive come 2.1.2: troviamo infatti una coppia di altoparlanti collocati sulla sommità del televisore, e in zona centrale, un woofer installato posteriormente e infine due altoparlanti anteriori installati nella parte bassa del televisore e rivolti verso il basso. La potenza complessiva è di 60W, distribuita in 2x10W per gli altoparlanti superiori e per quelli frontali e 20W per il woofer. Le tecnologie audio supportate sono Dolby Atmos, DTS VirtualX e Nicam Stereo.

Per quanto riguarda la gestione delle funzionalità SmartTV troviamo l’interfaccia VIDAA, qui in versione 5.0. Abbiamo trovato una buona completezza in termini di disponibilità dei servizi di streaming a cui è possibile accedere grazie alle app preinstallate (troviamo pressoché ogni servizio disponibile in Italia, che siano nazionali e internazionali). Ovviamente si parla di un sistema proprietario che dovrà dipendere da Hisense stessa per la disponibilità degli aggiornamenti delle varie app.

Per verificare il comportamento di questo televisore Hisense U88GQ da 65 pollici abbiamo condotto il consueto carosello di test. Dalle nostre analisi il profilo Cinema Diurno è quello che in modalità SDR è risultato essere il più equilibrato e che permette di apprezzare una visione piacevole e senza inutili ed inopportune saturazioni eccessive.

Bilanciamento RGB
Bilanciamento RGB

Curva di Gamma
Curva di gamma

Gamut
Gamut

DeltaE
DeltaE

In modalità SDR, il profilo Cinema Diurno del televisore Hisense 65U88GQ ha un bilanciamento RGB lungo tutta la scala di grigi che mostra una lieve eccedenza di rosso in particolar modo nelle alte luci e nella parte alta dei toni medi. Si tratta tuttavia di uno scostamento rispetto all’equilibrio non particolarmente significativo e che non pregiudica in modo sostanziale l’immagine, con una dominante che risulta percepibile solamente ad un occhio più che allenato. Valida la progressione tonale che rispetta in maniera abbastanza precisa la curva di gamma standard 2.2. In questo profilo raggiungiamo la luminanza massima di 266 candele su metro quadro, un valore valido per la maggior parte degli scenari d’ambiente in cui può essere collocato un televisore. Il rapporto di contrasto nativo che registriamo è di 476:1. Sul fronte cromatico la rilevazione del triangolo di Gamut ci mostra un comportamento molto valido, con una buona estensione molto vicina al riferimento RC BT.709. La prova del nove è, come sempre, la verifica della fedeltà cromatica: le buone rilevazioni condotte con i test precedenti mostrano un quadro di tutto rispetto con un DeltaE medio di 1,7 e con solo 5 campioni che superano di pochissimo DeltaE 2. Come al solito in un televisore l’assoluta fedeltà cromatica non è un fattore primario, ma tanto per intenderci, quanto riscontrato su Hisense 65U88GQ nel profilo Cinema Diurno è un comportamento che ben si apprezzerebbe in un monitor dedicato alla produzione di contenuti.

Passiamo ora all’analisi del comportamento del televisore in modalità HDR. In questo caso è il profilo Cinema IMAX ad essere risultato quello più interessante, mettendosi alle spalle anche il profilo Filmmaker che dovrebbe, in realtà, rappresentare il punto di riferimento.

Bilanciamento RGB
Bilanciamento RGB

Curva di Gamma
Curva di gamma

Gamut
Gamut

DeltaE
DeltaE

Il profilo Cinema IMAX, disponibile con la modalità HDR, mostra un equilibrio RGB molto valido con scostamenti minimi solo agli estremi dei toni medi e che comunque non vanno a generare alcun tipo di dominante chiaramente percepibile ad occhio nudo. Sul fronte della progressione tonale vediamo un comportamento che non segue in maniera pedissequa la curva di gamma HDR, praticando un tone mapping un po’ spinto e un clipping più avanzato rispetto a quanto dovrebbe avvenire, con il risultato di avere alte luci più intellegibili ma un poco meno incisive rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. La luminanza massima registrata in HDR, con questo profilo, è di oltre 750 candele su metro quadro, per un rapporto di contrasto di oltre 23000:1 per via di basse luci e neri particolarmente profondi. Per quanto riguarda invece il dominio cromatico vediamo un gamut di una buona ampiezza, che comunque non riesce a coprire interamente il riferimento DCI-P3 del cinema digitale: la saturazione dei colori è però piacevole con colori ricchi e vividi senza gli eccessi di sovrasaturazioni spinte. L’analisi della fedeltà cromatica evidenzia quanto riscontrato con la curva di gamma e il gamut, e cioè alcune piccole imprecisioni che vanno a influire sulla resa complessiva dello schermo. Ma ancora una volta siamo dinnanzi ad un televisore e non ad un monitor di produzione, e davanti ad un valore di Delta E medio di 2,79 e che solo per pochi campioni si spinge oltre 3 possiamo ritenere la resa cromatica complessiva di livello più che buono. Peccato solo per la resa tonale che è risultata un po’ sotto le aspettative.

Quanto al versante audio abbiamo riscontrato una potenza più che adeguata a quelle che possono essere le esigenze di intrattenimento domestico ordinario e dal punto di vista timbrico il subwoofer integrato permette di offrire quella spintarella in più che, pur non avendo nulla a che vedere con la presenza di un subwoofer esterno indipendente, contribuisce ad arricchire la resa sonora. Ci sono le frequenze medie un po’ troppo in evidenza, il che talvolta compromette un po’ l’intellegibilità dell’audio in alcuni passaggi. Anche i dialoghi talvolta appaiono un po’ in sofferenza rispetto al contorno della scena sonora. Il televisore offre poi cinque profili d’ascolto differenti che non vanno ad agire solamente sull’equalizzazione ma anche sulla spazialità della scena sonora, che può essere modificata ulteriormente con la selezione delle modalità Atmos e DTS VirtualX.

L’esperienza pratica con l’interfaccia VIDAA è abbastanza soddisfacente: come abbiamo già detto in precedenza c’è una buona completezza in termini di app per lo streaming “pronto uso”, e l’interfaccia offre una buona reattività nella navigazione e nell’inserimento dei comandi. Tuttavia come già detto siamo in presenza di un sistema proprietario, e una rapida carrellata sul’app store ha messo in luce un catalogo non particolarmente nutrito. Un altro aspetto da segnalare è di fatto la mancata integrazione tra i contenuti streaming e i canali televisivi: dall’interfaccia VIDAA non è infatti possibile gestire anche ciò che riguarda la trasmissione broadcast.

Il menù di gestione è ben completo e con una grande varietà di parametri impostabili, come ad esempio il bilanciamento del bianco a 20 punti. L’organizzazione è però parsa a tratti poco razionale e immediata, con alcune voci annidate in menù non immediatamente rappresentativi del tipo di intervento che è possibile compiere.

In sintesi il televisore Hisense 65U88GQ ha mostrato un buon carattere quanto alla visione di contenuti FullHD o 4K in modalità SDR, con un corretto bilanciamento dell’immagine e buone saturazioni senza esagerazioni inopportune. Un poco meno convincente in modalità HDR, che paga una gestione tonale non impeccabile e qualche effetto blooming di troppo. Un prezzo più contenuto lo renderebbe decisamente più appetibile, soprattutto a fronte del fatto che per un esborso di poco superiore rispetto al prezzo di listino praticato, di 1199,00 Euro, è possibile trovare qualche soluzione OLED in offerta di pari dimensioni.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.