Intel aprirà un impianto in Italia! Fino a 5000 posti di lavoro diretti e indiretti

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Intel aprirà un impianto in Italia! Fino a 5000 posti di lavoro diretti e indiretti

Intel ha annunciato la prima fase dei suoi piani di investimento nell’Unione europea per circa 80 miliardi di euro nei prossimi 10 anni lungo tutta la filiera dei semiconduttori: dalla ricerca e sviluppo fino alla produzione e alle più avanzate tecnologie di packaging dei chip. Germania, Francia, Italia, Spagna, Irlanda e Polonia sono i Paesi coinvolti da questo importante investimento della casa di Santa Clara.

Un annuncio che punta a sostenere gli obiettivi dell’ambizioso European Chips Act, il programma di investimenti e iniziative volto a riportare il Vecchio Continente a una quota del 20% nella produzione mondiale di chip entro il 2030 (oggi è circa al 10%).

Per quanto riguarda casa nostra, Intel e lo Stato italiano sono in fase di negoziazione per la realizzazione di un impianto all’avanguardia dedicato alla fase di back-end del processo di fabbricazione dei chip.

Cosa farà Intel in Italia e ricadute occupazionali

Proviamo a rispondere a una domanda: cosa significa “back-end”? In estrema sintesi è tutta la fase successiva alla produzione del wafer di silicio e all’incisione litografica dei chip. Un computer svolge il cosiddetto “test di ordinamento dei wafer“, utile per verificare che ogni chip funzioni in base alle specifiche di progettazione. Dopodiché si passa al packaging. Il wafer viene tagliato in singoli pezzi denominati die, il chip effettivo dove sono contenute tutte le unità funzionali.

Il die viene poi incastonato tra uno strato inferiore detto package (ospita le connessioni elettriche e meccaniche) e uno superiore chiamato IHS, heatspreader, che serve sia a diffondere il calore per una migliore dissipazione sia come elemento di salvaguardia strutturale. L’insieme di package, die e IHS forma il prodotto finito.

L’impianto italiano si occuperà di tutto questo, sfruttando le ultime tecnologie di packaging messe a punto dagli ingegneri Intel. A detta dell’azienda statunitense, con un “potenziale investimento fino a 4,5 miliardi di euro, questa fabbrica potrà creare circa 1500 posti di lavoro in Intel e altri 3500 posti di lavoro fra fornitori e partner“.

“Intel e l’Italia hanno l’obiettivo di rendere questo impianto un’eccellenza nell’Unione europea con tecnologie inedite e innovative”, fa sapere l’azienda statunitense. In aggiunta, Intel ambisce a portare innovazione e opportunità di crescita per la produzione di semiconduttori in Italia grazie all’acquisizione di Tower Semiconductor. Quest’ultima ha una partnership rilevante con STMicroelectronics, con una fab situata ad Agrate Brianza (MB).

Intel, due impianti in Germania e potenziamento in Irlanda

L’annuncio più importante riguarda senza dubbio la Germania, con 17 miliardi di euro che serviranno per costruire due fabbriche (Fab) per la produzione di semiconduttori a Magdeburgo, capitale dello Stato federato Sassonia-Anhalt.

La progettazione inizierà immediatamente, mentre l’avvio dei lavori di costruzione è stimato per la prima metà del 2023, in vista di una produzione prevista per il 2027, in attesa dell’approvazione della Commissione Europea. Le nuove Fab produrranno chip basati sui processi produttivi dell’era Angstrom (Intel 20A e 18A). Nel sito tedesco Intel produrrà sia chip per conto terzi, nell’ambito della strategia IDM 2.0 (Integrated Device Manufacturer), sia per sé stessa.

Il nuovo sito in Germania, ribattezzato “Silicon Junction” dal CEO Pat Gelsinger, creerà 7000 posti di lavoro per la costruzione degli impianti, 3.000 posti di lavoro a tempo indeterminato ad alta specializzazione in Intel, e decine di migliaia di ulteriori posti di lavoro fra fornitori e partner. Silicon Junction, proprio come la giunzione di un transistor, fungerà da punto di raccordo per gli altri centri di innovazione e produzione del Paese e dell’Europa.

Intel continuerà ad investire anche a Leixlip, in Irlanda, per il progetto di espansione dell’impianto. Impiegherà ulteriori 12 miliardi di euro e raddoppierà lo spazio per la produzione, portando sul suolo europeo il processo produttivo Intel 4 ed espandendo il servizio di produzione per clienti esterni. Una volta completata l’espansione, l’investimento totale di Intel in Irlanda ammonterà ad oltre 30 miliardi di euro.

In totale, Intel ha pianificato di spendere oltre 33 miliardi di euro per investire in questi stabilimenti di produzione.

Francia, Polonia e Spagna: ricerca e sviluppo in terra europea

Per quanto riguarda invece la parte di ricerca, sviluppo e progettazione sorgerà nei dintorni di Plateau de Saclay, in Francia, un nuovo hub europeo che creerà 1000 nuovi posti di lavoro di alta specializzazione, 450 dei quali disponibili entro la fine del 2024. La Francia diventerà la sede europea di Intel per le competenze di progettazione per il supercalcolo (HPC) e l’intelligenza artificiale (AI). Inoltre, Intel intende stabilire il proprio centro principale europeo per i servizi di produzione in Francia, offrendo servizi di progettazione per partner industriali e clienti francesi, europei e del resto del mondo.

A Danzica, in Polonia, Intel sta aumentando lo spazio dei propri laboratori del 50%, focalizzandosi sullo sviluppo di soluzioni nel campo delle reti neurali per deep learning, dell’audio, della grafica, dei datacenter e del cloud computing. Il completamento dell’espansione è previsto entro il 2023.

Intel intende inoltre rafforzare la sua collaborazione con gli istituti di ricerca europei: IMEC in Belgio, l’Università Tecnica di Delft nei Paesi Bassi, CEA-Leti in Francia e i Fraunhofer Institutes in Germania. Intel sta anche costruendo collaborazioni promettenti in Italia con Leonardo, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e CINECA, per esplorare nuove soluzioni avanzate nell’ambito del supercalcolo (HPC), della memoria, dei modelli di programmazione software, di sicurezza e cloud.

Infine, la Spagna, dove l’azienda statunitense punta a potenziare il rapporto di collaborazione con il Barcelona Supercomputing Center aprendo nuovi laboratori congiunti al fine di sviluppare l’architettura zettascale che segnerà il prossimo decennio dei supercomputer.

Intel è stata presente in Europa per oltre 30 anni e impiega attualmente circa 10 mila persone nei territori dell’UE. Negli ultimi due anni, Intel ha speso oltre 10 miliardi di euro con i fornitori europei, ma questo è, come si suol dire, solo l’inizio: l’azienda intende raddoppiare questa cifra entro il 2026.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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